"Riaprire la scuola", scarpe degli alunni in piazza - Tuttoggi

“Riaprire la scuola”, scarpe degli alunni in piazza

Redazione

“Riaprire la scuola”, scarpe degli alunni in piazza

Dom, 14/03/2021 - 10:23

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Da mesi Priorità alla Scuola, un comitato formato da genitori, insegnanti e studenti, chiede scelte politiche precise e investimenti

L’ordinanza della Governatrice Tesei stabilisce la chiusura delle scuole in Umbria come misura per combattere la diffusione della pandemia Covid-19. Dopo la manifestazione che si è tenuta il 10 marzo sotto il Palazzo della Regione, continua così la mobilitazione del comitato Priorità alla Scuola: lunedì 15 marzo dalle ore 8 alle 14 chi vorrà potrà lasciare in Piazza IV Novembre a Perugia un paio di scarpe dei propri figli.

Gesto simbolico

Un gesto simbolico ma significativo per ricreare una piazza popolata virtualmente di bambini e ragazzi, che in realtà nelle stesse ore saranno a casa in DAD.

“Scuola messa in secondo piano”

“Ancora una volta la scuola viene messa in secondo piano e resta chiusa – si legge in una nota di Priorità Alla Scuola – mentre le attività commerciali compresi i servizi alla persona e tutte le attività produttive sono aperte. Sono permesse persino le manifestazioni sportive con i relativi assembramenti di gente, come è accaduto ieri a Terni, dove chiudono tutte le scuole. Gli adulti si muovono in libertà mentre ragazzi e bambini sono in DAD, Dimenticati A Distanza dietro uno schermo.

“Basta attese”

Da mesi Priorità alla Scuola, un comitato formato da genitori, insegnanti e studenti, chiede scelte politiche precise e investimenti per una scuola aperta e sicura: “dopo un anno di chiusure non si può più attendere” – tuona PAS.

Riaprire le scuole

Il comitato PAS chiede l’immediata riapertura in sicurezza con una “massiccia campagna di screening (test per tutti gli studenti in ingresso e test di monitoraggio settimanali a campione), accelerazione del piano vaccinale, potenziamento e messa in sicurezza dei trasporti. E inoltre in prospettiva del nuovo anno, stabilizzazione dei precari, assunzioni adeguate di personale docente e ATA e riduzione del numero di alunni per classe”.

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