Rapine in villa a Perugia, fermato un uomo: lavorava nei giardini delle case prima di assalirle con un commando - Tuttoggi

Rapine in villa a Perugia, fermato un uomo: lavorava nei giardini delle case prima di assalirle con un commando

Redazione

Rapine in villa a Perugia, fermato un uomo: lavorava nei giardini delle case prima di assalirle con un commando

Mar, 31/01/2012 - 11:01

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L'ultima rapina è avvenuta a Ponte Pattoli, lo scorso 13 gennaio, quando due rapinatori travisati ed armati di una pistola a tamburo ed un fucile, hanno fatto irruzione in piena notte in una casa dove, sotto la minaccia delle armi, hanno sequestrato e immobilizzato, legandoli con del filo elettrico, tutti i componenti della famiglia, riuscendo alla fine ad impossessarsi di contanti e preziosi.

Si tratta solo dell'ultimo efferato episodio di quella che gli uomini della squadra mobile di Perugia sono riusciti a ricostruire come una sfilza di assalti in villa riconducibile allo stesso gruppo criminale, composto da uomini provenienti dall'est Europa.

A fare da filo conduttore dei vari episodi ricondotti alla banda, la circostanza saltata agli occhi degli inquirenti di una ditta di giardinaggio che aveva operato in alcune delle abitazioni assaltate e dove lavorava un uomo, fermato nei giorni scorsi perché riconosciuto da alcune delle vittime.

Le altre rapine – Secondo gli uomini della mobile, la prima rapina riconducibile al gruppo risale alla notte del 22 Settembre 2011, quando cinque persone si sono introdotte in un'abitazione a Montone a volto coperto. In quella circostanza i rapinatori, prima di fare irruzione nella camera da letto ed aggredire le vittime, si erano impossessati di uno dei fucili da caccia del padrone di casa, utilizzandolo per minacciare lui e la sua famiglia.

Gli inquirenti non hanno potuto non notare che in questo caso come nel secondo episodio, il 19 ottobre a Brufa, le due famiglie assalite si erano rivolte ad una ditta che impiegava lo stesso uomo, di origini albanese, per effettuare alcuni lavori di manutenzione del giardino.

“Visto l’importantissimo riscontro ed in considerazione del fatto che già due rapine erano state consumate in abitazioni ove aveva lavorato la stessa ditta, si procedeva ad ulteriori approfondimenti”, raccontano dalla mobile.

La terza rapina risale alla sera del 27 ottobre del 2011 in una località vicina a Castiglione del Lago, dove cinque malviventi armati di un fucile, una pistola ed una grossa mannaia, hanno facevano irruzione in un'abitazione, rapinandone gli abitanti sotto la minaccia delle armi e dopo averlo colpito il capofamiglia con pugni e calci.

L'arresto dell'uomo – In quest'ultimo caso , però, come nella rapina del 13 gennaio, una delle vittime ha avuto modo, per qualche secondo, di scorgere in volto uno dei rapinatori. Grazie a questa fondamentale conferma gli uomini della mobile sono riusciti a incastrare definitivamente KX, lo stesso operaio albanese che aveva lavorato nei giardini delle abitazioni rapinate a Brufa e Montone.

L'uomo è stato posto sotto fermo per gravi indizi di colpevolezza per i reati di rapina pluri – aggravata e continuata, lesioni personali, sequestro di persona e porto abusivo di arma da fuoco, in concorso con altre persone ancora ignote. (fda)

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