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Quiz invalsi bocciati anche dalla scuola elementare ” Don Milani” di Terni

Redazione

Quiz invalsi bocciati anche dalla scuola elementare ” Don Milani” di Terni

Dom, 18/12/2011 - 11:30

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Quiz invalsi bocciati anche dalla scuola elementare ” Don Milani” di Terni

dei Cobas Terni

Anche il collegio docenti del Circolo Didattico Don Milani ha bocciato le prove INVALSI con un’ampia maggioranza: 32 docenti hanno votato contro, 19 a favore e 4 si sono astenuti. Nonostante le pressioni della Dirigenza i docenti hanno compreso la truffa che si cela dentro questi “quiz senza qualità” e li hanno respinti al mittente. A Terni molte scuole superiori (il 30%) hanno deliberato contro i quiz INVALSI e ora la protesta si estende anche alle scuole elementari. I quiz INVALSI non hanno nessun valore didattico, riducono l’insegnamento ad un concorso a premi sul modello “rischiatutto”. Molti quiz contenevano errori. Tra l’altro, oltre all’inconsistenza formativa e valutativa, sono il riciclaggio di un fallimento già sperimentato negli USA: i docenti tendono a suggerire le risposte agli alunni se gli stipendi ed i fondi assegnati alle varie scuole dipendono dall’esito di questa buffonata. Mai come in questa occasione ci siamo accorti come i Dirigenti scolastici ormai non sono più i vecchi presidi, cioè colleghi, primi inter pares, ma funzionari del ministero che lo stesso MIUR manda allo sbaraglio. L’anno scorso hanno tentato di spacciare la menzogna che i quiz INVALSI come obbligatori, dimenticando di dirci che sono obbligatori per l’INVALSI, non per i docenti né per gli istituti scolastici. Li invitiamo a svolgerli di pomeriggio, con personale INVALSI, non interrompendo l’attività didattica nè sfruttando, gratis, i docenti! Non siamo funzionari dell’INVALSI, ma liberi docenti! Hanno inoltre mentito agli studenti ed alle famiglie affermando che i test erano anonimi, hanno chiesto dati sensibili ai minori violando la privacy delle famiglie. La truffa che si cela dietro il baraccone INVALSI è ormai chiara a tutti: dopo anni di menzogne in cui ci hanno preso in giro raccontandoci che questi quiz servivano a valutare gli studenti, ormai è palese che serviranno a “valutare” (?) insegnanti e scuole: basta leggere le ultime dichiarazioni della Gelmini, di Tremonti, di Berlusconi che legano i nostri stipendi ai risultati delle prove INVALSI. Anche Profumo e Monti continuano nella stessa linea. Si ritenta di far entrare dalla finestra quel concorsaccio che nel 2000 cancellammo imponendo le dimissioni al Ministro Luigi Berlinguer. L’ossessione valutativa continua ed invece di investire sulla scuola e sull’educazione ci si ostina a investire solamente nella frammentazione del corpo docente ed in una gerarchia stipendiale basata su un inconsistente quiz-truffa. Ci hanno bloccato gli stipendi, allungato l’età pensionabile, rubato parte della tredicesima ed il bottino servirà, in parte, a finanziare indecenti meccanismi per creare ranking (cioè classifiche) di docenti e scuole con l’obiettivo di una guerra di tutti contro tutti nelle e tra le scuole. Noi diciamo che la scuola pubblica va difesa e valorizzata tutti insieme, senza introdurre meccanismi di concorrenza tra docenti perché le scuole e l’educazione non sono aziende e funzionano solo con la partecipazione collegiale, con la cooperazione e con un’organizzazione struttura che valorizza la collaborazione tra pari e la libertà di insegnamento, non piegata a standard e parametri unificati ma contestualizzata ai molteplici contesti umani e relazionali che ogni anno troviamo nelle nostre classi.

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