QUANDO L'ONOREVOLE FINISCE IN RETE: VIAGGIO NEI SITI INTERNET DEI CANDIDATI UMBRI - Tuttoggi.info

QUANDO L'ONOREVOLE FINISCE IN RETE: VIAGGIO NEI SITI INTERNET DEI CANDIDATI UMBRI

Redazione

QUANDO L'ONOREVOLE FINISCE IN RETE: VIAGGIO NEI SITI INTERNET DEI CANDIDATI UMBRI

Lun, 24/03/2008 - 09:00

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Internet è il futuro? I blog sostituiscono ormai i giornali? Myspace, You Tube e le e-mail sono i mezzi di comunicazione più diffusi? Si, ma non ditelo ai politici, quantomeno a quelli di casa nostra. Un giorno e mezzo passato a navigare, inserendo quasi tutti i nomi dei candidati alle prossime politiche su Google, ha dato esiti sconcertanti. Pochi quelli che hanno un sito proprio (meno del 10 per cento), pochissimi quelli che lo aggiornano o lo rendono graficamente leggibile. Un sito brutto anche se aggiornato viene inesorabilmente saltato con un clic.

Cominciamo con Marina Sereni che essendo in politica da quando faceva le scuole medie ed avendo avuto la ferrea scuola delle sezioni comuniste (“mi sono iscritta alla Figc a 14 anni, dopo aver letto un articolo di Berlinguer sul compromesso storico”) ha fatto tutto per bene: colori, foto, animazioni, notizie. Nella sua lunga biografia confessa che per la politica ha lasciato l'Università (Agraria), rivendica orgogliosamente di aver scritto i programmi “Ob 5b” e “Piat” (l'uso degli acronimi fa parte del bagaglio culturale di cui sopra) e che ha un cane di nome Kyber. Questo non lo doveva fare. Perchè Kyber? Che ha fatto di male? E poi Kyber come Khyber Pass, il valico di montagna che collega Pakistan e Afghanistan (la via dell'oppio) o come “La carica dei kyber” film del '53 con Tyrone Power? Molto spazio alle sei donne del suo staff, che comprende un solo maschietto, il pittore e scultore bulgaro Alexander Jakhnagiev, addetto alle produzioni video. Uno che nel suo curriculum scrive di essere ispirato “dall'avanguardia russa e francese”. Fulminante e puntuta, la Serenirisponde picche sul blog a un elettore (?) che voleva vendere al Partito democratico tutti i domini registrati in ben 13 regioni italiane. “Trovare soldi per i ‘giovani Democratici' di Assisi mi sembra una buona idea, forse però cercare di vendere i domini internet allo stesso Pd non è la strada più semplice. Che ne dici di qualche iniziativa di autofinanziamento (un té, un aperitivo, o altro?)”.

Non ha un sito suo, invece, Gianpiero Bocci, per il quale bisogna ricorrere alla pagina personale su quelli di Montecitorio. Dal quale risulta che nell'ultima legislatura, tra le varie proposte di Legge c'è “Misure per il sostegno e la valorizzazione dei comuni con popolazione pari o inferiore a 5mila abitanti nonché dei comuni compresi nelle aree protette”. Essendo Bocci di Cerreto di Spoleto, 1.137 abitanti, nessuno potrà dire che non pensa al suo territorio.

Chi invece torna a casa è Walter Verini (neanche lui ha un sito) sul quale si sprecano biografie e resoconti. Si racconta di quando, nel 1978, dirigeva Umbria Tv e conobbe Veltroni (“chiamato Budda dai compagni”) che faceva l'opinionista una volta alla settimana, di quando fece il vice di Pajetta a Botteghe Oscure, oppuresi candidò come sindaco di Città di Castello “contro” il dalemiano Orsini. In altri tempi di Walter Verini si sarebbe detto che è un giovane vecchio comunista che cerca di riciclarsi, oggi invece è l'illuminato e indispensabile braccio destro (e forse anche sinistro) di Veltroni. Ma nessuno gli chieda se anche lui “è mai stato comunista”.

E' un prodiano di ferro, invece, Sandro Gozi, numero quattro del listino, funzionario della Commissione Europea, forlivese, ma eletto due anni fa in Veneto. Ci tiene molto a far sapere di aver ricevuto il riconoscimento “Chevalier dans l'ordres des palmes académiques” per i servizi resi alla cultura francese, di essere membro del comitato scientifico del Parco Solidale Veneto a favore del volontariato e della società civile attiva e di aver partecipato a numerosi tornei di squash in Italia e all'estero. Qualcuno lo avvisi che si presenta in Umbria.

Umbro (di Narni) è invece Mauro Agostini, in Parlamento dal 1994, che del Pd è tesoriere nazionale. Neppure lui ha un sito internet, ma viene ricordato che “ha contribuito in prima persona a far approvareuna riforma scritta insieme a Piero Fassino che abolisce il mandato a vita per il governatore della Banca d'Italia”.

Una neofita assoluta è Anna Rita Fioroni, perugina, vice presidente della Camera di Commercio di Perugia (notizie zero), mentre Francesco Ferrante, siciliano di Roma eletto in Umbria con la Margherita spara sul suo sito una home page con massima di Marcel Proust: “Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi”. Dipenderà dal fatto che il senatore ha un bel paio di occhiali da miope? Infine gli hobby: il cinema, il mare e la cassata siciliana. Forse dovrebbe aggiungere: lago, montagna, i baci Perugina e lu pampepatu. E' un consiglio.

Ternano è invece Leopoldo Di Girolamo del quale nell'ultima legislatura si ricordano le norme “a sostegno della ricerca e della produzione dei farmaci orfani” (prodotti utili per trattare malattie rare, ma senza unmercato sufficiente per ripagare le spese del loro sviluppo) oltre che, saltando veramente di palo in frasca, “disposizioni per lo sviluppo dei porti commerciali, pescherecci e turistici della Sicilia orientale”.

Slittiamo verso Perugia con Paolo Brutti, che pur avendo un figlio stimatissimo professionista del settore Internet, ha ancora in home page il simbolo dell'Ulivo, nonché una sfilza di articoli che lo riguardano, unoappiccicato all'altro, senza foto né animazioni grafiche, per un totale di quasi 100mila battute. Fate finta di leggere dieci pagine di questo giornale senza nemmeno una foto. Per resistere bisogna essere innamoratidello stile di Giuliano Ferrara o essere stati cresciuti a pane e Pravda. La “chicca” in basso a destra.Sondaggio: “Adesso che abbiamo vinto le elezioni, quale tra i seguenti temi vorresti che fosse tra le priorità da affrontare?”.

Ci tiene ad esser aggiornato, invece, Stefano Vinti, anche se l'ultima news (“Il gasdotto Brindisi-Minerbio è devastante per l'Umbria. Deve cambiare il percorso”) è del 28 gennaio. Tra i siti consigliati anche “diamocideltu.net”, che però scarica nel computer tonnellate di spam e siti inglesi.

Siamo a Maria Luisa Boccia, probabile neo deputata della Sinistra Arcobaleno. Romana, femminista, ex senatrice di Rifondazione, docente universitaria di filosofia politica all'Università di Siena. In rete c'è un suo illuminante articolo apparso su “Il paese delle donne” nel 2002. Ecco un passaggio: “Oggi noi femministe siamo nella posizione di chi si è fatta autrice attiva di un processo di simbolizzazione, modificazione della realtà”. Aiuto!

Andiamo dalla parte opposta con Maurizio Ronconi, famoso per intervenire tutti i giorni o quasi e su tutto o quasi. A forza di scrivere, sul suo sito ammette: “Come parlamentare ha presentato numerose proposte di legge, tra cui quella sulla ricostruzione delle zone terremotate, che però non fu presa in considerazione dalla maggioranza”. Tra le altre 16 come primo firmatario si ricordano quelle sui tartufi freschi, sul Festival dei due mondi, sul divieto della pratica del “bungee jumping”, sulla istituzione del Museo nazionale delle giostre e dei tornei e infine sul fondamentale “inserimento delle pompe per calcestruzzo tra le attrezzature da sottoporre a verifica”.

Di Domenico Benedetti Valentini, politico di lungo corso che arriva dal Msi (è in Parlamento dal 1994) si sa che ha due lauree: in Giurisprudenza e Scienze Politiche. Insomma un autentico secchione, come confermano i suoi colleghi di Montecitorio.

Altro uscente è Franco Asciutti, che da buon prof. ha promosso l' istituzione di una “Commissione d'inchiesta sulla imparzialità dei libri di testo scolastici” e “misure di contrasto del fenomeno del graffitismo”. Asciutti rivendica con orgoglio di avere il 95,3% di presenza nelle votazioni elettroniche, ma alcuni blogger impertinenti gli ricordano che è uno di quelli del Polo che ha votato l'indulto.

Pietro Laffranco ha un sito identico a quello di Ronconi (hanno lo stesso web designer?) ed una home page ad effetto. Slogan “Una scelta di libertà”. Bello. Peccato si parli delle regionali del 3-4 aprile 2005. Peccato che ci sia da votare un sondaggio sull'opportunità o meno di costruire un partito unitario del centro destra.Diciamolo chiaramente: Laffranco ha l'elezione in tasca e se ne frega.

Anche Luciano Rossi è sicuro di andare a Montecitorio, tanto che il suo sito sembra più quello della federazione tiro a volo (“Dietro l'entusiasmo di un tiratore per la propria disciplina c'è quasi sempre un nonno, un papà, una mamma appassionati”) che di un politico, ma almeno è aggiornato.

E' in costruzione il sito di Fiammetta Modena (avvisarla che le elezioni sono tra tre settime), mentre Ada Urbani dalla sua postazione web ha messo in campo tutto l'armamentario del perfetto candidato: simboli, bandiere, foto con Berlusconi, biografia dove si puntualizza il suo essere “socia del Rotary Club, della Accademia della Cucina e dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme”. Tutti votano, no?

Clic e siamo su Dario Guardalben. La sua storia passa dall'Autovox di Roma (assemblava motori elettrici), alla direzione della Libreria Alterocca di Terni, alla attività di traduttore “delle elegie del poeta tardolatinoMassimiano con cospicui interventi filologici”. Seguace di Ciaurro, è stato tra l'altro membro della Commissione Toponomastica del Comune di Terni, sciolta (ahinoi!) da Raffaelli.

Francesco Miroballo e Gianfranco Firmani non si sono posti molti problemi. Il sito della Leganord dell'Umbria riporta solo la dichiarazione d'indipendenza della Padania letta da Bossi il 15 settembre 1996. Non sapevamo di far parte della Padania, ma comunque, molto opportunamente, online c'è solo la primissimaparte dell'editto. Saltato il finale apocalittico che diceva: “A sostegno di ciò noi ci offriamo gli uni agli altri, ascambievole pegno, le nostre vite, le nostre fortune e il nostro sacro onore”.

Di clic in clic passiamo alla Italia dei Valori, all'ex Udeur professor Giuseppe Lomurno, del quale c'è in rete una interessante tesi come co-relatore: “Analisi sperimentale tramite micro shear bond su un cianoacrilato per fissaggio ortodontico”. Auguri.

E' rimasta al centro, invece, Sandra Monacelli, fedelissima di Casini. Poche le interviste, quasi tutte su un sito web (Il Serrasanta) che fa capo alla associazione culturale dell'Accademia dei Romiti di Gualdo Tadino, la sua città. Premio sincerità alla seguente affermazione: “(quando sono arrivata in Parlamento) ero come il classico Fantozzi nel senso che non sapevo come rapportarmi all''interno del palazzo, non riuscivo a capire da dove si entrava e dove si usciva…”.

Sempre parlando del gentil sesso, il sito personale di Ada Girolamini non si apre, in compenso c'è un suo lungo intervento su generazionesocialista.it riassumibile così: “Viva il compagno Zapatero”.

Gran finale con La Destra. Aldo Tracchegiani è in home page in versione senza occhiali, giacca e cravatta, mentre nella photo gallery dà sfogo alla sua passione per la caccia. Eccolo con cappellaccio alla pescatora,occhiali, viso cotto dal sole. E sul tavolo, davanti a lui, una trentina di fagiani morti. Complimentoni!

Carla Spagnoli, come Tracchegiani passata da An al partito di Storace e Santanché, ha sul web una sfilza di omonime. Una, di 10 anni più giovane assessore (di destra) al comune di Armeno (Novara). Lei è citata soprattutto nei blog come “pasionaria” accanto alla sua candidata leader. Un bel passo avanti. Anche perché ancora non si è capito se è meglio essere primi degli ultimi o ultimi tra i primi…

(Claudio Sampaolo – tratto da Il Giornale dell'Umbria, edizione del 23.03.08)

Nota: I dati delle tabelle nella photogallery provengono da ricerche effettuate il 13 e il 14 marzo, digitando il nome del candidato sul motore di ricerca Google e conteggiando le pagine che si aprono. Più i nomi sono comuni (Luciano Rossi e Mauro Agostini sono esempi concreti), più esistono casi di omonimia che aumentano la cirfra totale.


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