Punto nascite non riapre, chirurgia a singhiozzo: quale futuro per l'ospedale? - Tuttoggi

Punto nascite non riapre, chirurgia a singhiozzo: quale futuro per l’ospedale?

Sara Fratepietro

Punto nascite non riapre, chirurgia a singhiozzo: quale futuro per l’ospedale?

Mer, 29/06/2022 - 12:54

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Punto nascite, strano ricorso continuo all'elisoccorso, malumori anche tra il personale dell'ospedale di Spoleto. Polemiche anche sul sindaco

Nessun miglioramento, nel corso dei mesi, sulla situazione dell’ospedale San Matteo degli Infermi. Anzi, le carenze del personale sono sempre più evidenti, con difficoltà in gran parte dei reparti, pronto soccorso compreso. Il centrosinistra ed in generale le forze all’opposizione in consiglio regionale si erano espressi trionfalmente quando in un emendamento al Defr a dicembre era stato approvato l’impegno a ripristinare il punto nascite di Spoleto entro il 30 giugno 2022.

Chiusura punto nascite solo la punta di un iceberg per Spoleto

Una “promessa” che molti già ritenevano difficile da mantenere, viste le difficoltà da tempo nel reperire pediatri ospedalieri – il principale ostacolo a riaprire i reparti di Ostetricia e Pediatria – non solo in Umbria e figurarsi a Spoleto. E di fatto i vari avvisi per il personale sono andati deserti per riaprire il punto nascite al San Matteo degli Infermi (è andata meglio per l’ospedale di Orvieto). A 24 ore dalla data simbolica a cui in diversi si sono aggrappati in questi mesi per lo meno per poter addossare le colpe alla Regione Umbria – presidente Tesei ed assessore Coletto in particolare – i problemi per il nosocomio spoletino si sono aggravati sempre più. Ma d’altronde chi verrebbe a lavorare in un ospedale in odore di dismissione?

E pure tra il personale sanitario e parasanitario, che continua con grande abnegazione a svolgere il proprio lavoro, in diversi si chiedono che senso abbia tenere aperto un ospedale così. Con la pressione che viene dirottata tutta su Foligno (non senza malumori), che riceve perfino le operazioni per appendicite dal pronto soccorso di Spoleto, mentre al San Matteo viene effettuata per lo più chirurgia programmata.

Lo strano ricorso continuo all’elisoccorso

Ed a proposito di pronto soccorso, non è sfuggito ai più il grande ricorso all’elisoccorso nel territorio spoletino, con i feriti che così vengono dirottati direttamente a Terni o Perugia. Chissà a quanto ammonta il costo per la collettività regionale, anche nel clamoroso caso della giovane portata, dopo un incidente stradale, con l’elicottero al Santa Maria della Misericordia e subito dimessa dopo i controlli visto che, fortunatamente, non si era fatta nulla. Certo, sicuramente chi ha richiesto l’intervento dell’elisoccorso aveva le sue buone ragioni, essendo professionista medico deputato per queste scelte. Ma il continuo intervento del mezzo aereo (addirittura a metà maggio ben 3 volte in una settimana, in un caso con il paziente portato dalla zona del valico della Somma prima in ambulanza a Spoleto e poi in elicottero a Terni) di dubbi ne fa venire.

Integrazione tra Spoleto e Foligno tra ipotesi tecniche e (non) scelte politiche

C’è poi la partita aperta del Piano sanitario regionale ma anche la famosa integrazione tra gli ospedali di Spoleto e Foligno. Tra i professionisti che compongono il gruppo tecnico di lavoro non mancherebbero i malumori. Le ipotesi concrete, con alcuni reparti e servizi che potrebbero essere pienamente funzionanti in un nosocomio ed altri nell’altro, sarebbero state indicate. “Il problema è solo di tipo politico” si lascia sfuggire un medico. Ovvio, verrebbe da dire, visto che dell’integrazione tra il San Matteo degli Infermi e il San Giovanni Battista si discute ormai da molti anni senza aver mai fatto nulla di concreto. Tranne alcune situazioni esistenti per cause di forza maggiore: basti pensare alla chirurgia robotica possibile solo a Spoleto (con le équipe di Foligno), visto che il Robot daVinci si trova (ancora) nella città del Festival.

Il City forum, l’attacco al sindaco e il telegramma a Coletto

Accanto alle scelte della sanità regionale, poi, a venire contestato c’è anche il silenzio del sindaco di Spoleto Andrea Sisti. Bombardato più volte anche dallo Spoleto City forum. E proprio l’organismo multiassociativo oggi torna ad attaccare il primo cittadino e la sua (presunta) inattività nella difesa dell’ospedale.

Le Associazioni aderenti allo Spoleto City Forum, in più di una occasione, in queste settimane, – scrivono in una nota – hanno sollecitato il Sindaco Sisti, quale massima autorità istituzionale locale, al fine di conoscere l’esito del documento, votato all’unanimità da tutto il consiglio comunale lo scorso 22 dicembre, relativo ai servizi ospedalieri e territoriali. Esso impegnava il primo cittadino ad intervenire presso la Regione Umbria per sostenere le istanze nel medesimo documento contenute. Il Sindaco ha inteso non rispondere a tali sollecitazioni restando in un imbarazzante silenzio che non ci fa ben sperare, soprattutto perché ormai il termine previsto del 30 giugno, stabilito per riportare alcuni servizi nel nostro ospedale, primo fra tutti il Punto Nascite, è drasticamente scaduto e nulla traspare all’orizzonte. Tutto Tace!!!

Per queste ragioni lo Spoleto City Forum, non potendo più aspettare, prima di promuovere azioni di palese protesta, ha ritenuto opportuno inviare un telegramma all’Assessore Regionale alla Sanità, Luca Coletto, chiedendo un incontro urgente con una delegazione delle Associazioni aderenti, al fine di aver ben chiara l’attuale situazione e, soprattutto, le vere intenzioni per il futuro del nostro Ospedale”.

(foto di repertorio – il reparto di Pediatria di Spoleto)

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