Premio Tabilo, dal Comitato Chianelli due  borse di studio del valore complessivo di 100mila euro

Premio Tabilo, dal Comitato Chianelli due borse di studio del valore complessivo di 100mila euro

Sostegno alla ricerca con gli assegni a due ricercatori | Lunedì al Creo la consegna e il punto sugli ultimi studi sul cancro


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Torna la terza edizione del premio intitolato al professor Antonio Tabilio, direttore del laboratorio di differenziazione cellulare, dell’Università degli Studi di Perugia, scomparso nel 2008.

Anche quest’anno il premio, che si svolge ogni due anni, finanziato dal Comitato per la vita “Daniele Chianelli”, è dedicato alla produzione scientifica di un giovane ricercatore in campo ematologico.

Oltre al premio, nel corso dell’appuntamento il Comitato per la vita “Daniele Chianelli” consegnerà anche due borse di studio ciascuna da 50mila mila euro intitolate a Giuseppe Capociuchi e a Federica Franceschini, doveroso omaggio alla memoria di questi giovani e un riconoscimento alle famiglie e alla comunità. Come quella di Doglio, che da oltre 20 anni sostiene, attraverso iniziative di beneficenza il Comitato.

Nel corso dell’evento, che si svolgerà lunedì 8 aprile a partire dalle 17 alla Sala Rita Levi Montalcini del Creo, il Centro di ricerca Emato-oncologico di Perugia, in piazzale Menghini verranno illustrati gli studi del dottor Vincenzo Perriello su “Le cellule CAR-T nelle terapie delle neoplasie ematologiche” e della dottoressa Barbara del Papa su “Il gene NOTCH 1 nella leucemia linfatica cronica ed applicazioni terapeutiche”.

Oltre al presidente del Comitato per la Vita Franco Chianelli parteciperanno il professor Brunangelo Falini, la professoressa Cristina Mecucci, la dottoressa Franca Falzetti, il professor Andrea Velardi, il dottor Maurizio Caniglia. Saranno presenti inoltre il direttore dell’azienda ospedaliera Emilio Duca e l’assessore regionale Antonio Barberini.

Il Comitato Chianelli – spiega il presidente Franco Chianelli – prosegue in un massiccio impegno per la ricerca che in questi 29 anni ha superato i 15 milioni di euro. Siamo convinti infatti che investire su giovani e talentuosi ricercatori sia l’arma vincente per sconfiggere terribili malattie e mantenere alto il livello della prestigiosa scuola dell’ematologia perugina”.

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