Il Consigliere comunale Carlo Petrini torna (per la prima volta su queste colonne) sull’appalto comunale per i servizi elettorali connessi alle prossime consultazioni ed il cui esito è stato definito ieri con l’apertura del seggio d’asta. Una vicenda che lo aveva già portato ad ipotizzare, mediante un comunicato stampa, che il bando fosse ‘confezionato’ su misura. Di poco fa un nuovo comunicato, questa volta anche a TO®: “ho personalmente assistito, presso il Comune di Spoleto all’apertura delle buste del Bando di gara con procedura aperta per l’affidamento dei servizi di montaggio e smontaggio di cartelloni e seggi elettorali con eventuale fornitura di cartelloni elettorali a nolo e altri servizi per le consultazioni elettorali che si terranno negli anni 2010 e 2011. Importo dell’appalto Euro 140.911,36 Iva esclusa”. Fatto il preambolo, il pidiellino scrive che tutto si è svolto regolarmente chiamando in causa il segretario Ricciarelli e i dirigenti competenti: “come previsto – scrive – tutto si è svolto regolarmente sotto l’attenta supervisione del Segretario Comunale e dei Dirigenti incaricati del Comune, non vi era nessun rappresentante delle Aziende partecipanti. Tutti i requisiti richiesti sono stati rispettati, così come le procedure d’apertura delle buste”. Ma è nelle ultime battute che il consigliere comunale avanza una inquietante illazione: “un’unica ditta ha partecipato al bando e quindi si è aggiudicata la gara con un ribasso d’asta pari all’1,2% rispetto alla base d’asta (la Sicaf, n.d.r.). L’uccellino aveva ragione”. L’uccellino? Cioè, l’uccellino sapeva che avrebbe partecipato una sola ditta? O, peggio, che avrebbe potuto partecipare una sola ditta? Strano modo di portare all’attenzione dell’opinione pubblica la vicenda. Evitando accuratamente di fare il nome della ditta aggiudicataria, utilizzando la stampa per denunciare senza denunciare, e trincerandosi dietro chissà quale specie di uccello. Insomma, dov'è che, per dirla alla Pozzetto (video), volea volar l’uselin de la comare?
Una nota, quella di Petrini, da manuale di comunicazione implicita (consigliabile, per l’avvenire, la lettura “Detto e non detto” di Marina Sbisà, Edizioni Laterza). Di certo il ruolo di consigliere imporrebbe una azione più incisiva, se le cose ipotizzate stessero come vorrebbe far intendere l'esponente del Pdl. Oppure non stanno così? Ma sì, forse è giusto così: dopo la politica della passera, prima o poi, per par condicio, doveva pure arrivare quella del fringuello.