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Pannoloni, Umbria / Audizione in regione / Costi aumentati

Redazione

Pannoloni, Umbria / Audizione in regione / Costi aumentati

Lun, 07/04/2014 - 16:19

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Pannoloni, Umbria / Audizione in regione / Costi aumentati

“I nuovi pannoloni per anziani forniti dal sistema sanitario regionale non garantiscono la stessa tenuta e uguale capacità di assorbimento del prodotto che veniva precedentemente distribuito, nonostante l'azienda che lo fornisce sia la stessa. Sono tanti i problemi per le famiglie che assistono anziani con problemi di incontinenza e per gli operatori delle strutture che ospitano tali pazienti”: è quanto è emerso dalla audizione dei rappresentanti di associazioni e strutture sanitarie che ospitano gli anziani nell'audizione odierna della Commissione Sanità di Palazzo Cesaroni, avente per oggetto i problemi connessi alla fornitura da parte del Servizio sanitario regionale dei presidi per incontinenza.
“I costi aumentano – è stato sottolineato – a causa delle conseguenze della peggiore performance del prodotto, poiché aumentano le spese di lavanderia e per altri presidi sanitari, oltre ai danni per la salute delle persone, a cominciare dal problema delle piaghe da decubito”.

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Gli interventi – Giuseppe Monti (Cittadinanzattiva Foligno, responsabile Tribunale per i diritti del malato di Foligno): “Fino allo scorso mese di dicembre, le Aziende sanitarie umbre distribuivano un pannolone che risultava soddisfacente per le esigenze della quasi totalità degli utenti. Quello nuovo, di peso inferiore (105 grammi anziché 165), non garantisce la stessa tenuta e assorbimento, costringendo chi assiste gli anziani ad una moltiplicazione del lavoro per via della necessità di dover cambiare anche lenzuola e abiti. Fatta salva l'esigenza di dover risparmiare sui costi, sarebbe meglio individuare un prodotto che sia idoneo a rispondere alle esigenze di persone gravemente disabili, che non hanno altra voce se non la nostra per farsi sentire dai decisori politici”.
Silvio Pascolini (Cisl pensionati) ha affermato: “Abbiamo fatto una indagine a tutto campo su utenti, strutture per anziani e farmacie, riscontrando problemi devastanti per le famiglie e per gli operatori del settore. Non sono mancate scenate e momenti esasperazione, soprattutto da parte dei familiari di anziani gravemente disabili, ai quali la politica deve dare risposte in tempi brevi”.
Pierangelo Cenci (Fish-Umbria) ha invece detto: “C'è difformità tra quanto viene prescritto dai medici e quantità dei presidi forniti, senza che vi sia stata alcuna comunicazione preventiva sul cambiamento della fornitura, né istruzioni adeguate da parte dell'azienda fornitrice. Sappiamo che non è prevista alcuna compartecipazione alle spese ma chiediamo che venga garantita la libertà di scelta. Chiediamo di poter partecipare per il costo aggiuntivo del presidio per incontinenza che si sceglie”.
Massimo Vitali Roscini (cittadino portavoce di numerose famiglie del Folignate): “Siamo disposti a pagarci un ticket aggiuntivo, purché si riesca ad assistere al meglio i nostri familiari. Ormai il precedente modello di pannolone, che era funzionale, non si trova più neanche a volerlo pagare. A complicare il quadro c'è la notevole discrepanza di prezzi riscontrabile su Internet: il pacco che in Umbria è venduto a 37 euro costa solo 15 euro in alcune parafarmacie di Marche e Campania”.
Simonetta Cesarini (Fontenuovo, e in rappresentanza di altre strutture) ha dichiarato: “Siamo stati costretti ad acquistare altri pannoloni a causa della cattiva qualità di quelli forniti e dell'aumento dei costi per le problematiche indotte, soprattutto per le piaghe da decubito. Servirebbe una progettazione personalizzata da parte dei medici e le residenze protette sono in grado di fornire progetti personalizzati: non tutti hanno bisogno dei pannoloni da notte più capienti e in certi casi si arriverebbe ad un risparmio. Dovrebbe essere questa l'appropriatezza delle cure”.
Gian Marco Taddei (Arco-consumatori) ha infine affermato: “Dopo le ripetute segnalazioni di problemi connessi alla fornitura dei presidi per l'incontinenza, abbiamo svolto una indagine su alcune strutture e sarà nostra premura comunicarne gli esiti alla Commissione”.

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