Ospedali, ok al Piano Covid: tregua armata su Pantalla, guerra sulla struttura da campo

Ospedali, ok al Piano Covid: tregua armata su Pantalla, guerra sulla struttura da campo

Redazione

Ospedali, ok al Piano Covid: tregua armata su Pantalla, guerra sulla struttura da campo

Terapie intensive, pronto soccorso, autoambulanze, territori: interventi per 26 milioni | L'accordo sulla Media Valle del Tevere ha rischiato di saltare
Mar, 07/07/2020 - 15:22

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Ospedali, ok al Piano Covid: tregua armata su Pantalla, guerra sulla struttura da campo

In una clima acceso (come sempre quando si parla di sanità) il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza il Piano di potenziamento della rete ospedaliera conseguente all’emergenza Covid19.

Tregua (armata) sull’ospedale di Pantalla, con l’approvazione bipartisan di un ordine del giorno auspica “il potenziamento dell’ospedale della Media Valle del Tevere”. E’ scontro aperto, invece, sull’ospedale da campo, fortemente criticato dall’opposizione.

L’onda d’urto del Coronavirus

Illustrando il documento in Aula, la presidente della Terza commissione,
Eleonora Pace, ha loda le scelte fatte dall’amministrazione comunale per consentire al sistema sanitario di reggere la violenta onda d’urto del picco epidemico, in coerenza alle direttive nazionali. “C’è stata una tempestiva riorganizzazione e riconversione di molte unità operative, con l’attivazione di posti letto per consentire una adeguata gestione dei pazienti Covid-19. Tutto ciò è stato ricompreso nel ‘Piano di gestione dei posti letto della rete ospedaliera emergenza Coronavirus’ che stabilisce la riconfigurazione della Rete ospedaliera regionale”.

La fase dell’emergenza

La Regione Umbria ha risposto alla prima fase emergenziale di accrescimento della curva del contagio dai casi di infezione Sars-CoV-2, riorganizzando l’offerta assistenziale con sospensione dell’attività ordinaria
procrastinabile di ricovero ospedaliero e l’individuazione dei posti letto
da dedicare ai pazienti Covid o sospetti tali e quelli da dedicare ai
pazienti non Covid con separazione dei percorsi.

La scelta operata dall’Esecutivo di Palazzo Donini, attraverso una serie di ordinanze, è stata quindi quella di individuare gli ospedali Covid, per i quali si è resa necessaria una riconversione temporanea: ospedale della Media Valle del Tevere (struttura di base interamente riconvertita); ospedale di Perugia (Dea di II livello con posti dedicati al Covid); ospedale di Terni (Dea di II livello con posti dedicati al Covid); ospedale di Città di Castello (Dea di
I livello con posti dedicati al Covid); ospedale di Foligno (Dea di I livello
con posti dedicati al Covid).

Il Piano Covid

Secondo il Pian, ora risultano necessarie ulteriori azioni. Rendere strutturale la risposta all’aumento significativo della domanda di assistenza legata al prosieguo della situazione infettivologica Covid-19, pensando anche ad eventuali ed ulteriori emergenze epidemiche. Ripristinare gradualmente le attività ordinarie, riportando a regime la rete ospedaliera, garantendo le funzioni e la flessibilità alla rapida conversione.

In sintesi dal Piano si evince che con la riorganizzazione della rete ospedaliera prevista i posti di terapia intensiva nella nostra Regione, nella fase emergenziale, sono passati dai 69 presenti prima dell’emergenza, agli attuali 119, con un aumento di 50.

Le Terapie intensive

Per il futuro, il Piano di riorganizzazione prevede di incrementare posti letto di terapia intensiva che (saranno 127) e di terapia semi-intensiva nei 7 ospedali della rete ospedaliera regionale, ovvero all’interno degli ospedali di II livello (Perugia e Terni) e degli ospedali Dea di I livello (Città di Castello, Gubbio-Gualdo Tadino, Foligno, Spoleto, Orvieto).

Piano da 26 milioni di euro

I costi del potenziamento della rete ospedaliera ammontano a 25milioni
906mila euro, di cui 24 milioni 180mila euro finanziati con risorse nazionali
e sono diretti a finanziare l’adeguamento della rete dell’emergenza, e
per l’adeguamento e la riorganizzazione degli accessi e percorsi ai pronti
soccorso.

La differenza è compensata in parte con risorse regionali e in
parte con risorse delle aziende sanitarie regionali.

Il Pronto soccorso

Gli interventi sono stati orientati a raggiungere il numero di posti letto di terapia intensiva richiesto dal Ministero e all’ampliamento dei Pronto soccorso degli ospedali umbri per i quali si interviene anche riorganizzando gli accessi.

Per l’adeguamento della rete emergenziale risulta necessaria l’implementazione di mezzi dedicati o dedicabili ai trasferimenti secondari tra strutture Covid19, alle dimissioni protette e ai trasporti inter-ospedalieri no-covid.

L’emergenza territoriale

In riferimento all’emergenza territoriale appare così necessaria
l’implementazione di mezzi dedicati o dedicabili ai trasferimenti secondari
tra strutture Covid-19, alle dimissioni protette, ai trasporti
inter-ospedalieri no Covid-19.

La Regione prevede quindi di acquistare 2 ambulanze di tipo A, costate 100mila euro ognuna (soccorso avanzato provvisto di strumentazione per telemedicina), assegnate all’Azienda ospedaliera di Perugia per coprire l’area nord della regione e l’altra all’Azienda ospedaliera di Terni, operativa per l’area sud della regione.

L’ospedale da campo

Dal confronto svolto in Commissione risulta inoltre che è confermata la
realizzazione dell’ospedale da campo, grazie al contributo di 3 milioni
di euro, disposto a favore della nostra Regione dalla Banca d’Italia, poiché
nel Decreto ‘Rilancio’ vi è la previsione di una dotazione di posti letto mobili. È stato scelto il centro ‘Umbria fiere’ di Bastia perché serviva un posto dove fare il collaudo. Se dovesse servire in caso di recrudescenza della pandemia sarebbe spostato nei pressi di un ospedale. Si tratta di una struttura che potrebbe risultare utile anche per altre emergenze, come un evento sismico”.

Per Thomas De Luca (M5S) si tratta di “una struttura che è inutilizzabile, impossibile da sanificare e sterilizzare. Per farlo servirebbe un ulteriore intervento e ulteriori strutture. Un ripensamento generale è doveroso”.

Fabio Paparelli (Pd) ha evidenziato la contraddittorietà della scelta: “Ad inizio emergenza la Banca d’Italia ha offerto un aiuto do 3 milioni di euro. E la Regione ha risposto che intendeva fare un ospedale da campo. Poi nel piano scrivete che superata la fase di emergenza volete rafforzare strutturalmente il servizio sanitario in ambito ospedaliere per future eventuali pandemie. Quindi cambiate la motivazione”.

Per Vincenzo Bianconi (Misto): “è importante rimuovere la parte che riguarda l’ospedale da campo alla luce della sua non rispondenza alle necessità della nostra regione. Per usarlo servirebbe un ulteriore adeguamento. È una strada sbagliata – ha concluso – e siamo ancora in tempo per correggerla”.

“È stata fatta la scelta dell’ospedale da campo – la replica dell’assessore Luca Coletto – perché il Governo parlava di ospedali da campo. Si tratta di una opportunità per eventuali future pandemie o catastrofi. Può essere realizzato nel rispetto delle specifiche che ha dato il Governo”.

Michele Bettarelli (Pd) ha quindi illustrato un emendamento con le quali le opposizioni chiedevano di stralciare la parte relativa all’ospedale da campo “per evitare ingenti investimenti senza evidenze di efficacia, e che sono anche sotto indagine della Corte dei conti”. Emendamento che è stato però respinto dalla maggioranza.

Bori (Pd) e il rischio nuova ondata di Coronavirus in autunno

Il relatore di minoranza Tommaso Bori (Pd), ha evidenziato il rischio di una nuova ondata di contagi in autunno. “Dobbiamo spezzare le catene dei contagi – ha detto – e spegnere i focolai locali. Questo è il primo di una serie di atti che dovranno arrivare in Aula, per rafforzare la sanità territoriale e i dipartimenti di prevenzione. Per fare tutto questo dovrà essere adeguato il personale della sanità regionale, ora sotto organico. La Regione Umbria ha deciso di cofinanziare poco questo piano di rafforzamento: su 25,9milioni il 93 percento è rappresentato da fondi nazionali”.

Bori ha criticato il metodo che ha portato alla stesura del Piano senza confrontarsi con operatori e territori: “Bisogna testare, tracciare e trattare: senza queste tre T non riusciremo a prevenire una ripresa dei contagi. Andranno evitati percorsi misti preferendo percorsi separati per pazienti Covid, sospetti Covid e il resto della popolazione. Non ci sono protocolli omogenei per tutto il territorio regionale. Serve un piano chiaro di strutture dedicate al Covid e di altre Covid free. Il resto delle patologie, croniche e non, hanno bisogno di attenzione e cure”.

Coletto: “Un Piano necessario”

Secondo l’assessore Luca Coletto si tratta di un Piano necessario all’Umbria. “La carenza di personale – la sua premessa – è legata ad una legge nazionale, quella del Governo Monti, che nel 2019 è stata modificata e ora permette alle Regioni con equilibrio di bilancio di assumere medici e Oss”.

Pantalla, Coletto: “Penalizzato da un errore di programmazione”

Sull’ospedale di Pantalla – ha chiarito Coletto – i posti letto di terapia intensiva sono stati collocati secondo le indicazioni nazionali. “Pantalla non ci rientrava, nonostante le nostre richieste, neppure per le semi intensive. C’è stato un errore di programmazione per quell’ospedale, visto che non è stato classificato come ospedale di rete con la terapia intensiva. Questo lo ha penalizzato nonostante il ruolo svolto nell’emergenza Covid”.

Il futuro di Pantalla


Coletto ha riconosciuto che l’ospedale di Pantalla “ha gestito bene una situazione complicata durante l’emergenza come covid hospital. Cerchiamo di dare un senso e una prospettiva a questa struttura: se è buona per gestire la pandemia troviamo la formula per farla diventare buona anche per tutto il resto. Diamo evidenza che la Giunta vuole investire sull’ospedale di Pantalla”.

Con queste premesse si è arrivato all’ordine del giorno unitario su Pantalla. Il testo, illustrato dal consigliere Francesca Peppucci (Lega), impegna la Giunta regionale a “proseguire il confronto con il Governo tramite l’azione già iniziata ed intrapresa sostenendo il potenziamento del presidio ospedaliero Media Valle del Tevere di Pantalla.

Tregua armata

Ma su Pantalla si tratta di una tregua armata. Perché se Coletto parla di errori di programmazione del passato (cioè della precedente Amministrazione, che era guidata dalla tuderte Catiuscia Marini), Bori (Pd) rivendica che su quella struttura sono stati investiti 50 milioni di euro.: “Durante l’emergenza la struttura è stata riconvertita e ora deve essere riconvertita come struttura Dea. In quel territorio ci sono 60 mila persone che non riescono ad accedere ai servizi sanitari di base. Serve un potenziamento per un presidio di vitale importanza per quei territori”.

E Bettarelli ha proposto di investire lì le risorse dell’ospedale da campo.

Quando si è tornati in Aula, però, accuse di ieri e di oggi hanno rischiato il far saltare tutto.

Peppucci ha ancora puntato l’indice sul passato: “Pantalla è una struttura nuova costata molto, che non prevede terapia intensiva. Questa mancanza ha avuto conseguenze dirette sui cittadini e sugli operatori. Nel corso degli anni non si è modificata questa situazione. Oggi la Giunta deve colmare lacune di anni. Pantalla non è presente nel Piano perchè il potenziamento è riferito solo ai presidi che erano Dea già prima dell’emergenza. Mi chiedo perché dal 2011 non è stata modificata questa situazione. Abbiamo chiesto di farlo al Governo ma la risposta è stata ‘no’, anche per posti di terapia sub
intensiva. Dalle richieste fatte si capisce l’intenzione della Giunta
regionale. Ma dobbiamo arrivare all’obiettivo. Chiedo ai colleghi di
opposizione perché, piuttosto che fare polemiche, in questi giorni non hanno chiesto ai loro rappresentanti al Governo di risolvere il problema”.

“Di fronte a un atto unitario si fa propaganda becera” ha replicato il pentastellato De Luca. “Ancora oggi a Pantalla il servizio di emergenza è
h12 e non h24. Di fronte ad un atto unitario si fa propaganda becera. Andate a spiegare a tutti quei territori dove il servizio di emergenza è tornato h12 perché non lo avete trasformato in h24”.

L’accordo sul punto di saltare

Insomma, l’accordo bipartisan ha rischiato di saltare. Infilato nel tritacarne del gioco politico delle parti. Fino alle parole del capogruppo dem, Bori: “Se la forma è sostanza, sulla forma voi oggi avete sbagliato. Noi abbiamo dato la parola e voteremo l’atto a servizio delle nostre comunità. Non si aspetta che i colleghi abbiano firmato l’atto per tornare sui passi fatti per attaccare il Governo e la minoranza. Questo è un modo inaccettabile. È grave, una mancanza di stile politico che a noi mette in imbarazzo. Noi abbiamo fatto la nostra parte responsabile. Per noi sarebbe stato più facile sventolare nostro atto che chiedeva Pantalla come Dea, che peraltro avevamo presentato per primi. La Lega ha chiesto di non inserire la struttura Dea e arrivare ad una mediazione sui posti Dea. Noi ci siamo stati perché non si fa campagna elettorale permanente sulla pelle della gente”.

Una strappo ricucito giusto per votare il documento. E vedere quela sarà il futuro dell’ospedale di Pantalla. “Oggi votiamo un ordine del giorno che impegna la Giunta a proseguire il confronto con il Governo sostenendo il potenziamento di Pantalla. Come lo valorizzerà – – ha concluso Paparelli – lo chiederemo alla Giunta”.