“Prendo atto con amarezza della bocciatura dell’ordine del giorno con cui proponevo l’avvio di un percorso finalizzato all’istituzione di un ospedale veterinario pubblico e gratuito a Perugia, aperto 24 ore al giorno. Un’iniziativa che non aveva colore politico ma un obiettivo chiaro: garantire cure veterinarie gratuite alle fasce più fragili della popolazione”. È quanto dichiarato al termine della seduta in Quarta Commissione dalla consigliera comunale Margherita Scoccia, dopo che il suo ordine del giorno è stato bocciato.
Un testo che prevedeva la realizzazione di una struttura sanitaria pubblica con accesso gratuito per animali d’affezione, senza famiglia e ospitati in canili e gattili comunali, e casi di emergenza sul territorio, estendibile alla cittadinanza secondo fasce di reddito.
La motivazione alla base della proposta prendeva le mosse dall’assenza, ad oggi sul territorio comunale, sia di strutture pubbliche veterinarie che offrano un servizio h24, sia un presidio ospedaliero veterinario in grado di garantire cure complesse per animali domestici appartenenti a famiglie in difficoltà o per animali vaganti e randagi.
Nonostante l’apprezzamento dell’aula per lo spirito solidaristico che anima la proposta – si legge nella nota del Comune di Perugia – è stato inevitabile, per la maggioranza, puntare l’attenzione sulle criticità emerse in maniera fin troppo evidente, e di conseguenza respingere l’ordine del giorno. In primis, il tema delle risorse e dei finanziamenti, e conseguentemente quello delle priorità: come ha dichiarato, in sede di discussione, la consigliera PD Francesca Pasquino “destinare risorse pubbliche significative alla sanità veterinaria gratuita, quando la sanità umana è sotto pressione, rischia di apparire, ed essere, una scelta difficilmente difendibile di fronte alla comunità”.
Un altro elemento critico è la proposta di cofinanziamento del progetto da parte di fondazioni e sponsor privati come elemento strutturale. È stato giudicato imprudente proporre di costruire un servizio pubblico permanente basandolo su fonti di finanziamento incerte e discontinue. Se, infatti, gli sponsor privati venissero meno, il Comune si troverebbe a dover coprire l’intero costo o a chiudere il servizio, con gravi conseguenze per gli utenti che nel frattempo avrebbero dismesso ogni altra alternativa. La consigliera Pasquino sostiene che sarebbe molto più ragionevole rafforzare, finanziare e ampliare ciò che già esiste, ovvero una realtà virtuosa già attiva e ampiamente riconosciuta nel territorio comunale come l’Ospedale Veterinario della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli studi di Perugia, estendendo magari l’accesso gratuito ai soli soggetti con ISEE sotto una certa soglia, piuttosto che costruire da zero una struttura parallela e concorrente.“
“In Umbria il 52,7% delle famiglie vive con un animale domestico e sanno cosa significa trovarsi davanti a una scelta dolorosa quando non si hanno le risorse per curare un cane o un gatto, che sono a tutti gli effetti membri della famiglia – dice invece Scoccia -. Considero la decisione della maggioranza che ha votato contro un’occasione mancata per la città”,