Ospedale di Terni, sindacati: "Nessun cambiamento, direzione inadeguata" - Tuttoggi

Ospedale di Terni, sindacati: “Nessun cambiamento, direzione inadeguata”

Marco Menta

Ospedale di Terni, sindacati: “Nessun cambiamento, direzione inadeguata”

Mar, 12/07/2022 - 12:17

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L'ospedale di Terni sotto la lente di Cgil FP, CISL FP, UIL FPL: "le attuali direzioni non sono in grado di offrire soluzioni adeguate per fronteggiare la pandemia".

“Nulla è cambiato nell’Azienda Ospedaliera di Terni, nonostante gli impegni presi con le organizzazioni sindacali dalle direzioni aziendali e dalla Regione Umbria”.

Ad annunciarlo Cgil FP, CISL FP e UIL FPL. Nel mirino dei sindacati di nuovo il Pronto Soccorso, “non più in grado di assicurare a ogni cittadino una rapida e competente presa in carico della persona”.

“Verifichiamo che utenti anziani stazionano per ore e ore su barelle, in attesa di essere riassorbiti in un reparto, magari con il ‘privilegio’ di avere un posto letto in corridoio, sotto sguardi indiscreti che violano il diritto alla privacy”, dichiarano indignati.

Cgil FP, CISL FP, UIL FPL: “La direzione si appresta a trasformare reparti in degenze miste, con pazienti Covid e non Covid”

“Pensavamo, quindi, di aver visto tutto. Invece, la direzione del Santa Maria, facendo riferimento a una delibera regionale di fine giugno, si appresta a trasformare i reparti in degenze miste (pazienti Covid e pazienti non Covid): l’Ortopedia, in questi giorni, è la prima struttura a sperimentare ciò”. “Una direzione che si rispetti dovrebbe, a nostro avviso, segnalare le difficoltà logistiche e di risorse umane nell’attuare una simile delibera. Forse questa direzione non ha consapevolezza delle difficoltà strutturali, logistiche e di risorse umane dell’Azienda Ospedaliera?”

Reparti obsoleti: Ortopedia senza impianto di condizionamento

“Alcuni reparti, ancora, sono obsoleti. L’Ortopedia, priva di impianto di condizionamento, dotata di semplici pinguini e ventilatori, è solo un esempio”. “Per non parlare, poi, delle porte che spesso neanche si chiudono, in spazi riadattati maldestramente alla situazione”.

“Non è sufficiente la sfiducia delle istituzioni, della cittadinanza, delle associazioni dei malati, degli operatori?”

“Cosa aspetta la Regione ad ammettere che le attuali direzioni delle nostre aziende sanitarie non sono in grado di offrire soluzioni adeguate e realizzabili per fronteggiare la pandemia? Non è sufficiente la sfiducia delle istituzioni, della cittadinanza, delle associazioni dei malati, delle organizzazioni sindacali e degli operatori che vi lavorano per prendere atto del fallimento e archiviare le attuali gestioni?”

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