Si è tenuto questa mattina presso la Sala della Partecipazione di Palazzo Cesaroni, in una Perugia letteralmente invasa dagli amanti del cioccolato, uno degli appuntamenti di rilievo programmati dall'Ordine dei Giornalisti dell'Umbria, nell'ambito del Corso di formazione dedicato ai nuovi iscritti all'Albo dei Pubblicisti e dei Professionisti per l'anno 2010. Sergio Rizzo, nome di spicco del giornalismo italiano, ha intrattenuto una attenta platea di “studenti”, sul giornalismo d'inchiesta e sulla attuale condizione della professione in Italia. Rizzo è senz'altro in questo momento una delle firme di punta del genere, coautore, insieme a Gian Antonio Stella del libro “La casta”, pubblicato nel 2007, venduto in oltre un milione di copie e ristampato in ben 22 edizioni. Un vero bestseller.
Sergio Rizzo, è tuttora responsabile della redazione economica romana del Corriere della Sera e continua a scrivere di argomenti che in questo particolare momento della vita politica e sociale italiana appassionano chiunque legga regolarmente di temi economici e non solo.
L'intervento di Rizzo al corso di formazione è stato però più improntato sul registro dell'esperienza professionale piuttosto che su quello del conferenziere che illustra la sua ultima fatica.
Il giornalista ha voluto infatti evidenziare in alcuni passaggi della sua esposizione quelli che spesso sono i punti critici dello scrivere oggi, ovvero la certezza delle fonti, il controllo esatto dei dati esposti così come anche dei fatti riportati, proprio per non cedere ad un genere più “strillato”, che a volte provoca danni non facilmente riparabili. Inevitabile il riferimento a due dei temi scottanti del momento, ovvero la questione “casa di Montecarlo”, e “villa ad Antigua”, dove la “notizia giornalistica” realmente di interesse pubblico, finisce per trasformarsi in strumento di lotta politica.
In questo Rizzo denuncia tutto il paradosso della professione che pur avendo le notizie in mano e dovendo informare, si trova a volte costretta a mediare con se stessa per non provocare danni al proprio giornale o innescare reazione a catena difficilmente controllabili. Emblematico il caso personale, raccontato dal giornalista sull'antefatto prima della messa in onda dell'ultima puntata di Report sulla “villa ad Antigua”, riconducibile al Premier Berlusconi.
“Sono stato chiamato insieme ad altri colleghi amici della Gabanelli a visionare in anteprima la puntata di domenica scorsa, peraltro splendidamente confezionata. Ho subito detto a Milena che si stava ficcando in un guaio, ma lei disarmante mi diceva che erano notizie, che altro avrebbe dovuto fare?”.
La platea dei neo-iscritti all'Ordine apprezza l'intervento e al termine sono molte le domande che vengono rivolte sul tema della professione al giornalista. Una però da il “la” a Rizzo per ricordare, con una buona dose di ironia, uno dei suoi “tanti errori…” nella professione.
“Durante la vicenda della ‘Cricca' – racconta con un sorriso – scrivendo a proposito di Guido Bertolaso, puntualizzai, non senza aver prima consultato diverse fonti, che lo stesso era il nipote del Cardinale Ruini, cosa questa che anche altri avevano già scritto di Bertolaso. Solo a giornale chiuso mi accorsi che era una solenne frescaccia, ma ormai la frittata era fatta. Il giorno dopo mi è arrivata una garbata smentita del Cardinale che riconfermava come lui non avesse proprio nipoti”.
“Ebbene – conclude divertito Rizzo – una delle fonti era Wikipedia. Ecco non fidatevi mai, e ricontrollate sempre, soprattutto sulle omonimie, controllate sempre fino al codice fiscale se occorre.”
Dopo l'appuntamento con Sergio Rizzo il prossimo incontro programmato dall'Ordine dei Giornalisti dell'Umbria nell'ambito del corso di formazione per i neo-iscritti sarà il prossimo sabato, 30 Ottobre con il Procuratore della Repubblica di Terni, Dott. Fausto Cardella.
(Car. Van. – Sa. Cip.)