Opere sacre rubate, devolute alla Diocesi dopo 13 anni dal ritrovamento

Opere sacre rubate, devolute alla Diocesi dopo 13 anni dal ritrovamento

Redazione

Opere sacre rubate, devolute alla Diocesi dopo 13 anni dal ritrovamento

Mar, 22/03/2022 - 09:03

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Le opere sacre erano state trovate nel 2009 durate un controllo stradale in Valnerina all'interno di un furgone. Ora sono state consegnate alla Diocesi

Nel 2009 un veicolo con delle opere sacre presumibilmente rubate era stato fermato a Cerreto di Spoleto dai carabinieri. Il materiale era stato sequestrato e, dopo 13 anni e la conclusione di un procedimento penale per ricettazione, è ora stato assegnato alla Diocesi di Spoleto – Norcia.

Nei giorni scorsi, infatti, il personale della Compagnia Carabinieri di Spoleto ha provveduto a rimettere nella disponibilità della Curia arcivescovile oggetti sacri sottratti diversi anni fa.

Nel dettaglio nell’ottobre del 2009, dopo la perquisizione di un veicolo sospetto, i militari dell’Arma in Valnerina avevano trovato un quadro ad olio su legno dimensioni 55×30 raffigurante una Madonna con Bambinello e Angeli, diversi candelabri in ottone di varie misure ed oggettistica sacra quali campanello da altare e un piccolo Crocifisso in bronzo alto 28 centimetri.

Poiché la persona oggetto nel controllo non era in grado di giustificarne il possesso, il tutto veniva posto sotto sequestro e il conducente veniva denunciato per ricettazione. Essendo concluso il procedimento, il Tribunale Ordinario di Spoleto ha disposto con provvedimento irrevocabile la confisca e la devoluzione alla Diocesi Spoleto – Norcia di tutto quanto in sequestro. Quest’ultimo ente ha disposto la riconsegna alla parrocchia di Cerreto di Spoleto, nella persona del parroco.

L’oggettistica riconsegnata, oltre ad essere materiale sacro ha un rilevante valore artistico, specialmente il quadro della Madonna con il Bambino e gli Angeli, il cui autore risulta sconosciuto.

La valenza di tale operazione ha un forte impatto sia sotto il profilo artistico che per l’importanza del cittadino che tornerà a fruire della visione dell’opera all’interno di una chiesa spoletina.

L’Arma dei Carabinieri ha una particolare attenzione per il patrimonio artistico della nazione a tal punto da avere nel proprio comparto di specialità, un Reparto “dedicato” che espleta la specifica prerogativa: il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. Tale Comando, istituito nel 1969, ha di fatto preceduto di un anno la “Convenzione Unesco” di Parigi del 1970, con la quale si invitavano, tra l’altro, gli Stati Membri ad adottare le opportune misure per impedire l’acquisizione di beni illecitamente esportati e favorire il recupero di quelli trafugati, nonché a istituire uno specifico servizio a ciò finalizzato. Il Comando, inserito funzionalmente nell’ambito del Ministero della Cultura quale Ufficio di diretta collaborazione del Ministro, attraverso la sua articolazione che vede il Comando di vertice a Roma con il Reparto Operativo quale organo investigativo centrale suddiviso nelle sezioni Archeologia, Antiquariato. Falsi e Arte Contemporanea, e 16 Nuclei territorialmente dislocati a livello regionale, svolge compiti concernenti la sicurezza e la salvaguardia del patrimonio culturale nazionale attraverso la prevenzione e la repressione delle violazioni alla legislazione di tutela dei beni culturali e paesaggistici.

Il particolare settore di tutela è un comparto di specialità che è stato affidato in via prioritaria all’Arma con Decreto del Ministero dell’Interno del 12 febbraio 1992, successivamente ribadito con Decreto del 28 aprile 2006 del medesimo Ministero, che, nel confermare il ruolo di preminenza dell’Arma nello specifico settore, ha attribuito al Comando CC TPC la funzione di polo di gravitazione informativa e di analisi a favore di tutte le Forze di Polizia, compito assolto attraverso la gestione della “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti”, il database all’interno del quale sono registrati milioni di dati e conservate centinaia di migliaia di immagini di opere d’arte oggetto di indebita sottrazione e ancora oggi da ricercare.

L’organico del Comando TPC è composto da personale dell’Arma selezionato dai vari ruoli (Ufficiali, Ispettori, Sovrintendenti e Carabinieri), in possesso di qualificata preparazione acquisita con la frequenza di specifici corsi in materia di “Tutela del Patrimonio Culturale”, organizzati d’intesa dal Ministero della Cultura e finalizzati ad approfondire la particolare legislazione (D. Lgs. 42/2004 Codice dei beni culturali e del paesaggio).

Specificatamente per la Regione Umbria è presente ed operativo, dal 2016, un Nucleo TPC ubicato nel capoluogo, con competenza areale sull’intero territorio delle province di Perugia e Terni, impegnato al fianco delle altre componenti dell’Arma alle quali fornisce il proprio qualificato contributo in un settore ritenuto “strategico” dall’Arma.

Le peculiarità che caratterizzano l’operato dei “Carabinieri dell’Arte” è da sempre riconosciuto e apprezzato anche a livello internazionale, tanto che il proprio personale, unitamente ad esperti funzionari del Ministero della Cultura (MiC), è stato specificatamente individuato dall’UNESCO per costituire una specifica Task Force, i cd. “Caschi blu della Cultura – BH CultHer”, concepita per intervenire in aree colpite da emergenze, quali calamità o crisi prodotte dall’uomo, in una cornice di sicurezza, al fine di:

  • salvaguardare i siti archeologici, i luoghi della cultura ed i beni culturali;
  • contrastare il traffico internazionale di beni culturali illecitamente sottratti;
  • supportare l’Autorità dei Paesi esteri richiedenti, nella predisposizione di misure atte a limitare i rischi che situazioni di crisi o emergenziali potrebbero arrecare al patrimonio culturale di quella Nazione.
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