di Ada Spadoni Urbani (*)
Già prima delle dichiarazioni dei ministri Maroni e Nitto Palma ho sentito la necessità di introdurre, con un mio disegno di legge, l’omicidio stradale come nuova tipologia di reato,aggiungendo un nuovo articolo (il 575 bis) al Codice penale e apportando modifiche anche quello di procedura penale. Questo disegno di legge, a. S. 2828, è all’esame della Commissione Giustizia in Senato dal 14 luglio scorso.
C’è voluto tempo per maturare la necessità di proporre un disegno di legge parlamentare adeguato alle situazioni e che ora è sostenuto da altri colleghi di diversi gruppi. Con loro ho inteso rafforzare le pene già previste nel nuovo Codice della strada, per chi provoca incidenti guidando in stato di ebbrezza o avendo assunto droghe. Il nuovo Codice aveva già previsto punizioni severe che, però, alla luce di condotte personali irresponsabili, si sono mostrate, pur nella loro severità, non sufficientemente adeguate all'allarme sociale che anche i recenti “incidenti”, sia stradali che nautici, hanno provocato.
Sono convinta che per rendere giustizia vera alle vittime di certi “incidenti” non si poteva fare a meno di inserire nell’ordinamento giuridico questo nuovo reato che prevede l'arresto immediato e il ritiro della patente per un periodo doppio della condanna. Oggi posso dire di aver avuto la giusta reazione in risposta allo sdegno degli italiani di fronte a certi scempi visto che anche autorevoli esponenti del Governo indicano come indispensabile introdurre il reato di “omicidio stradale” nel diritto penale.
È evidente che, in tanti casi, non si può parlare di “incidente”. Ritengo, infatti, che ci sia una responsabilità diretta del conduttore che, non curante dell’altrui sicurezza, si mette alla guida di un mezzo sapendo di aver ecceduto con l’alcool o di aver assunto sostanze che indeboliscono i riflessi. Costui deve essere giudicato sulla base di una figura di reato nuova, che vada oltre l’ipotesi processuale attuale del mero “omicidio colposo” o delle “lesioni colpose”. Mi auguro che alle dichiarazioni del Ministro si possa dare seguito con una rapida approvazione della legge, soprattutto per dare risposte alla domanda di giustizia di tante famiglie che vedono i colpevoli di questi omicidi andarsene in giro liberi e, magari dopo poco, di nuovo alla guida di un’auto !
(*) Senatore PDL