Obbligo vaccinazioni e garanzia completamento anno scolastico, se ne parlerà in Consiglio

Obbligo vaccinazioni e garanzia completamento anno scolastico, se ne parlerà in Consiglio

In commissione “Servizi e Partecipazioni” l’audizione del Comitato Valtiberina Libera Scelta | I dati tifernati: cicli vaccinali ok per 4685 minori, non in regola in 346

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Verrà portata in discussione in Consiglio comunale la richiesta presentata dal Comitato Valtiberina Libera Scelta “che il Comune si adoperi perché tutti i minori non in regola con le vaccinazioni, ma regolarmente iscritti e accettati dagli istituti, possano giungere a conclusione dell’anno scolastico 2017-2018 senza interruzione della continuità educativa“.

Spetterà, quindi, alla conferenza dei capigruppo calendarizzare l’esame dell’istanza in una prossima seduta della massima assise cittadina. E’ la conclusione cui è giunta la commissione “Servizi e Partecipazioni”, dopo aver dibattuto l’argomento attraverso l’audizione dei rappresentanti del comitato territoriale, che da tempo ha avviato un confronto con l’amministrazione comunale sulla legge 119/2017 di conversione del decreto legge 73 del 7 giugno 2017, in base alla quale le vaccinazioni sono state rese obbligatorie per i bambini da 0 a 16 anni e sono divenute requisito indispensabile per l’iscrizione ad asili nido e scuole per l’infanzia.

In rappresentanza del Comitato Valtiberina Libera Scelta Chiara Attala ha spiegato che “l’istanza presentata risponde alla volontà di ottenere la tutela del diritto acquisito dei minori all’atto dell’iscrizione e la salvaguardia del percorso educativo intrapreso, in presenza di un intervento legislativo che ha inciso sulla libertà di scelta vaccinale, ponendo le famiglie nella necessità di effettuare le valutazioni utili a decidere in maniera consapevole per i propri figli“.

Il dibattito si è concentrato in particolare sulla scadenza del 10 marzo 2018, entro la quale le famiglie che abbiano solo autocertificato l’istanza di vaccinazione ai servizi territoriali competenti sono tenute a presentare alle scuole dell’infanzia la documentazione dell’azienda sanitaria locale comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni stesse, pena l’esclusione dei figli dalla frequenza scolastica. L’assessorato comunale alla Scuola ha ricordato come il Ministero della Salute abbia recentemente chiarito che per poter continuare a frequentare i servizi per l’infanzia, dopo la scadenza del 10 marzo, i genitori potranno depositare la documentazione dell’azienda sanitaria attestante anche la semplice richiesta di effettuazione delle vaccinazioni, con la relativa programmazione della somministrazione delle stesse anche in data successiva.

Attraverso l’intervento del direttore del Distretto Alto Tevere dell’Usl Umbria 1 Daniela Felicioni, la riunione ha permesso di tracciare un quadro aggiornato sulla situazione vaccinazioni nel Comune di Città di Castello, dove sono risultati 4685 i nati tra il 2001 e il 2017 in regola con i cicli vaccinali previsti dalla normativa. Per 346 tra bambini e ragazzi è stata constatata, invece, la mancanza di questo requisito e le famiglie sono state tutte convocate con lettera raccomandata dal Servizio Vaccinale. Tra questi, 56 minori non sono mai stati vaccinati, mentre 152 presentano un ciclo vaccinale incompleto e 138 bambini e ragazzi hanno avviato le procedure per iniziare o completare le 9 vaccinazioni obbligatorie per i nati tra il 2001 e il 2016 e le 10 cui si devono sottoporre i nati a partire dal 2017.

Il confronto ha permesso di chiarire che a motivare l’intervento legislativo sia stato l’abbassamento della copertura media nazionale delle vaccinazioni rispetto alle soglie raccomandate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, con il conseguente incremento dell’insorgenza di malattie debellate o ridotte a una incidenza minima, tra le quali il morbillo, di cui nel 2017 sono stati registrati circa il 500% dei casi in più rispetto all’anno precedente. Alla comprensione delle motivazioni del comitato è seguita la generale disponibilità dei componenti della commissione ad approfondire il confronto sul tema, fermo restando il rispetto della normativa nazionale e delle disposizioni finora venute da Ministero della Salute e Regione Umbria.

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