“O Ikea si fa a Collestrada o gli svedesi salutano l’Umbria”

“O Ikea si fa a Collestrada o gli svedesi salutano l’Umbria”

Fioroni e Prisco, con tecnici e progettisti, alla movimentata assemblea con i residenti


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Se Ikea non si fa a Collestrada, gli svedesi salutano l’Umbria“. L’assessore Michele Fioroni, davanti ai numerosi residenti di Collestrada e di Ponte San Giovanni accorsi per il confronto organizzato da “Colle della strada” e dalle alte associazioni locali con le Istituzioni, i tecnici ed i progettisti di Eurcommercial, è stato chiaro: questa volta, la multinazionale, di fronte ad un eventuale “no” al progetto per l’ampliamento del centro commerciale di Collestrada, tramontata l’ipotesi San Martino in Campo e mai presa in considerazione quella di Lidarno, rinuncerà ad investire in Umbria. E allora, meglio concentrarsi sul progetto attuale, per il quale, con il “sì” del Consiglio comunale, è iniziato un iter comunque complesso, piuttosto che tornare a chiedersi perché non è stato individuato un sito alternativo o, addirittura, suggerirne ora uno nuovo.


I numeri di Ikea a Perugia e il progetto


I terreni di San Martino in Campo e il terreno “maledetto” di Lidarno

E proprio per tirare una riga rispetto al passato assessori (con Fioroni, c’era anche Prisco) e tecnici comunali hanno ribadito perché Eurocommercial ha presentato il progetto a Collestrada, dove aveva già acquistato l’esistente centro commerciale Ipercoop, e non altrove.

Realizzare Ikea a San Martino in Campo, visti gli interessi della società olandese specializzata nella realizzazione di parchi commerciali, avrebbe comportato anche lo spostamento degli attuali esercizi dell’Ipercoop. Con il risultato di “cementificare” una zona immersa tra i campi agricoli, mantenendo però comunque gli spazi commerciali di Collestrada. Ed avere, dunque, un quarto polo commerciale a Perugia. Comunque, visti i tempi e la complessità dell’intervento, Ikea ha ritirato il proprio progetto su San Martino in Campo e la partita si è chiusa lì.

Quanto ai terreni comunali di Lidarno, poi, da una decina d’anni l’asta (si è partiti da 4 milioni e mezzo di euro) va deserta. Nessuno vuole investirci, probabilmente per problemi di accessibilità. Non l’ha voluto acquistare Decathlon (che ha poi scelto la zona di Olmo per il suo parco sportivo); non interessava ad Ikea, che la precedente amministrazione comunale ha cercato di “spingere” proprio lì. E non interessa ad Eurocommercial, una volta sbarcata a Perugia. Niente da fare, nonostante l’area di Lidarno sia già pronta all’uso.

Residenti divisi, tra lavoro nodi viabilità

I residenti hanno ascoltato le relazioni degli assessori Prisco (“inizia un iter, che prevede per legge momenti di partecipazione“, ha rassicurato), Fioroni (“se diciamo no, questo territorio perderà un’opportunità“, ha ribadito, sottolineando l’importanza di un investimento da 140 milioni che porterà, a regime, mille posti di lavoro e 7 milioni di visitatori l’anno) e quelle dei tecnici, tra cui l’architetto Anacleto Cleri, che ha illustrato il progetto di Eurocommercial. Poche domande su come sarà di per sé l’ampliato centro commerciale e molte sulla viabilità e sul traffico, anche semplicemente relative alla propria via. C’è chi ha chiesto come farà poi a raggiungere il proprio terreno (ricevendo rassicurazioni), chi ha applaudito ascoltando gli interventi che Anas (in ogni caso) ed Eucommercial (se l’ampliamento verrà autorizzato) effettueranno nella zona, chi non era convinto delle stime sul traffico. E poi c’era chi, pur soddisfatto degli interventi infrastrutturali, pensa con preoccupazione alle auto che transiteranno all’interno di Collestrada nei 18 mesi che, come ha comunicato l’Anas, serviranno per realizzare le nuove corsie sulla E45 e all’innesto con la Ss75.

Il nodo del Raccordo

L’intersezione tra la E45 e la Ss75, pur con disagi e tempi lunghi, sarà comunque migliorata rispetto all’assetto attuale: l’Anas aumenterà le corsie in ogni caso, anticipando nel tratto rettilineo l’innesto della Valtiera; a questo intervento si aggiungerà quello di Eurocommercial in caso di via libera al progetto, con la realizzazione di una bretella alternativa fino alla rotatoria di Ospedalicchio, oltre a collegamenti con le piste ciclabili e per gli attraversamenti pedonali.

Altra questione è però il collegamento tra le E45 ed il Raccordo Perugia-Bettolle. Le famose rampe per salire o scendere dalle gallerie. E’ quello un altro dei punti critici del cosiddetto Nodo di Perugia. Il più critico e il più difficile da risolvere. E questo, indipendentemente dall’insediamento o meno di Ikea. Anche perché, nell’accordo sottoscritto da Anas, è stato previsto e finanziato solo l’intervento a Collestrada. Certo, ampliare l’area commerciale aumenterà il flusso dei visitatori in transito, soprattutto per marchi come Ikea che richiama clientela anche dalle regioni limitrofe.


Su Ikea la doccia fredda di Anas


Proprio in mattinata, in Regione, c’era stata l’audizione in Commissione del numero uno comprensoriale di Anas, l’ingegner Raffaele Celia. Che aveva ribadito le criticità di quel tratto, ma anche la validità dell’intervento previsto a Collestrada, secondo le simulazioni effettuate. Celia ha anche detto – e questa è un’apertura rispetto al passato – che anche il Nodo di Perugia non è un taboo. Sta alla politica, ha detto, indicare le priorità. E verificare che ci siano poi le risorse, ovviamente. Che, per inseguire l’ambizioso progetto della variante in grado di risolvere definitivamente la strozzatura delle galleria (un miliardo e 200 milioni di euro) non ci sono. L’altra soluzione, meno costosa ma che, pur migliorando la situazione nella zona, non risolverebbe del tutto il problema della strozzatura delle gallerie, è ampliare a due corsie la rampa di accesso al Raccordo, allargato a sua volta di una terza corsia fino alla galleria di Piscille. Anche in questo caso, occorre verificare se gli attuali piloni saranno sufficienti a sostenere il peso di due corsie in più nel tratto de viadotto, che in ogni caso, una volta avviato il cantiere, dovrà restare chiuso per un bel po’. Anas ha promesso intanto uno studio di fattibilità per vedere se la soluzione è percorribile e con quali costi.

Ma tutto questo, per Anas, con Ikea non c’entra nulla.

Le reazioni dei residenti

I residenti, numerosi, hanno ascoltato le relazioni, scalpitando per intervenire prima del tempo delle domande. Alcuni scattavano fotografie, altri prendevano appunti. La platea era divisa. C’era chi batteva le mani, altri manifestavano la propria preoccupazione, anche in modo accalorato. Altri ancora discutevano tra loro, sui benefici dell’intervento ed i disagi che potrà determinare, in fase di realizzazione e successivamente. Ikea a Perugia lo vorrebbero in tanti (anche se non tutti), ma proprio vicino casa… Se però quest’investimento può servire a migliorare la zona, hanno osservato altri, può essere l’occasione. In fondo, avere vicino la ricicleria, l’area comunale dismessa e, al di là della supestrada, i “resti” dell’Enel, non è il massimo. E poi c’è l’asilo, che nel progetto tornerebbe a Collestrada, in un punto dove, però, ai residenti non piace.

Ma di tutto questo, ci sarà tempo e modo di parlare, durante l’iter del progetto, scegliendo le soluzioni più adeguate.

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