E’ polemica dopo la partecipazione di Mogol al Festival di Sanremo per ricevere il premio alla carriera, o meglio sul fatto che il trasporto dalla città ligure a Roma sia avvenuto con un elicottero dei vigili del fuoco. Mogol (che vive in Umbria, a Toscolano di Avigliano Umbro, dove ha sede il suo Cet), infatti, insieme alla moglie, ha usufruito di un servizio di trasporto “privato” con un mezzo di soccorso, autorizzato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, perché da Sanremo doveva arrivare a Roma per partecipare alla festa del corpo nazionale dei vigili del fuoco.
Una vicenda che sta scaldando la politica ma anche i sindacati di categoria. Come l’Usb Vigili del fuoco che evidenzia che “ci troviamo di fronte a un fatto gravissimo: un mezzo di soccorso, finanziato con risorse pubbliche e destinato esclusivamente alla tutela della vita e alla sicurezza dei cittadini, è stato impiegato per finalità estranee alla missione istituzionale del Corpo. Non sarebbe stato più opportuno utilizzare un volo di linea con partenza da Genova alla medesima ora?
Un elicottero dei Vigili del Fuoco non è un mezzo di rappresentanza né uno strumento a disposizione dell’autorità politica e della massima autorità aeronautica dei Vigili del Fuoco per esigenze di opportunità o d’immagine. Ogni ora di volo comporta costi rilevanti, carburante, manutenzione, personale altamente specializzato, usura del velivolo e incide sulla capacità operativa del dispositivo di soccorso sul territorio.
In un Corpo Nazionale segnato da gravi carenze di organico, mezzi vetusti e sedi operative in condizioni critiche, l’eventuale utilizzo improprio di un velivolo operativo rappresenta un atto politicamente e moralmente inaccettabile.
Per queste ragioni, USB Vigili del Fuoco trasmetterà la documentazione alla Procura regionale della Corte dei Conti, chiedendo l’apertura di un’indagine per accertare eventuali profili di danno erariale e responsabilità amministrative. Ma la questione non è solo contabile. È politica.
Considerato che è confermato che l’autorizzazione al volo è riconducibile a scelte di natura politica e ministeriale, USB chiede l’immediata assunzione di responsabilità ai massimi livelli istituzionali. In uno Stato democratico, l’utilizzo improprio di mezzi di soccorso per finalità non operative impone conseguenze politiche chiare e non eludibili, fino alla rimessione del mandato. I mezzi dei Vigili del Fuoco appartengono ai cittadini e il vizietto di utilizzarli per usi non strettamente legati al soccorso è vecchia abitudine di certa classe politica e deve risponderne non solo sul piano amministrativo, ma anche su quello politico.
USB Vigili del Fuoco non arretrerà di un passo davanti a pratiche che offendono la dignità e l’immagine del Corpo, né tollererà mancanza di rispetto verso la stima dei cittadini che lo sostengono con le proprie risorse: trasparenza e corretto utilizzo del denaro pubblico non sono una scelta, ma un obbligo inderogabile”.