Ministro Giannini inaugura l'anno accademico all'Università di Perugia e lancia lo Job Education Act

Ministro Giannini inaugura l'anno accademico all'Università di Perugia e lancia lo Job Education Act

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Alessia Chiriatti

Giorno di festa per lo Studium perugino: oggi a Palazzo Murena si sono festeggiati i 706 anni della fondazione dell'Ateneo, con l'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università degli Studi di Perugia. Non sono mancate le manifestazioni da parte degli studenti, direttamente in Piazza dell'Università. Abito blu elettrico, l'ex rettrice dell'Università per Stranieri e attuale Ministro dell'Istruzione del Governo Renzi, Stefania Giannini, è arrivata insieme al corteo dei professori della Studium. “Un'emozione forte”, per Giannini, che ha parlato di ricerca, di studenti e di Perugia.”Quella di Perugia” ha detto – “è stata una scelta che ha cambiato l'orizzonte della mia vita. L'ateneo perugino – ha sottolineato – prima da studiosa, poi da insegnante e infine da rettore della Stranieri, mi ha dato la possibilità di sviluppare approfondimenti che in altre sedi universitarie probabilmente non avrei potuto realizzare”.

Il cordoglio – Il Ministro ha poi espresso il proprio cordoglio per la morte dello studente svizzero di 16 anni, venuto tragicamente a mancare in un ostello di Roma. Lo ha fatto parlando con i giornalisti prima di partecipare all'inaugurazione, entrando a Palazzo Murena, preferendo poi non aggiungere altro sull'accaduto.

Niente tagli – Una domanda di rito da parte dei giornalisti è arrivata anche su quanto riguarda il Def e le nuove manovre economiche, inaugurate con il governo Renzi. “Ieri era la parte narrativa, poi ci saranno i numeri e quando parleremo di questi, vedremo se, come credo, questo sarà il primo e io il primo ministro della parte repubblicana post-bellica che non subisce tagli. Tutte le nostre proposte programmatiche – ha sottolineato Giannini – sono state inserite. C'è una parte molto corposa sulla scuola, sull'università e sulla ricerca. Ci attendiamo – ha concluso il ministro – che ci sia una coerenza a mantenere questo come un settore prioritario”.

Il Job Education – “Dopo il Jobs act, serve un “job education act”. Lancia questa proposta il Ministro. Tra gli obiettivi del governo, Giannini ha infatti indicato quello di “avvicinare gli studenti universitari al loro destino e al mondo del lavoro post universitario, cioè al mondo del lavoro ma anche prepararli a un 'problem solving', che sarà la quotidianità della loro vita. Il titolo tecnico di questo capitolo – ha spiegato – è la stesura, la butto come provocazione, ma non sarà tale ve lo garantisco, di quello che definirei un 'job education act'”.
“C'è bisogno – ha rimarcato – anche di un job education act, c'è bisogno di una interazione continua tra mondo dell'istruzione, quindi il ministero che mi onoro di governare, e il mondo dell'impresa, quindi Confindustria e tutti quelle forze imprenditoriali che rappresentano la forza produttiva del Paese. Mi sono vista già a più riprese non solo col collega Poletti, ministro delle Politiche sociali e del lavoro, ma anche con Ivan Lo Bello che è il rappresentante di Confindustria per questi settori e – ha concluso – stiamo costruendo un'agenda che vada in questa direzione”.

Un'Italia stanca – “Io sono e mi sento un ministro politico e quindi sono un ministro che ha la consapevolezza di fare parte di un governo che, per primo, almeno nella storia recente della Repubblica italiana, ha messo l'istruzione, la scuola ma anche l'università e la ricerca al centro della propria agenda politica e questo credo che sia uno strumento fondamentale per ridare fiducia e speranza a un'Italia stanca, un pò demotivata sotto vari profili e un'Italia anche impoverita come altri paesi europei ma forse anche di più”.

Le parole del Rettore – “Non mi stancherò mai di promuovere l'idea di ''Perugia città universitaria'', quale progetto complessivo da realizzare con il concorso di tutte le istituzioni cittadine e territoriali, pubbliche e private, di alta formazione, culturali ed economiche”: con questi auspici il magnifico rettore Franco Moriconi ha aperto stamani l'anno accademico dell'Universita. Moriconi, commosso alla fine del suo intervento, ha ribadito che “Perugia deve tornare ad essere un ateneo cui si affida con orgoglio e soddisfazione la propria formazione. E quindi Perugia deve tornare a riempirsi di studenti e della loro fresca vitalità. Solo da qui possiamo ripartire – ha aggiunto Moriconi – dalla fiducia che dobbiamo ai giovani che si affidano a noi e dalla forza che ricaviamo dalle nostre ricerche”. Per Moriconi “il tempo delle lacerazioni è finito, così come è finito il tempo delle parole vane: ci aspetta quindi la  stagione propizia della costruzione”.

A Palazzo dei Priori e in Regione – Il Rettore Moriconi ed i membri del Senato Accademico hanno fatto visita, come da tradizione, a Palazzo dei Priori dopo la cerimonia. Nel corso del breve incontro con l’ Amministrazione comunale, e alla presenza del sindaco, si è parlato del progetto comune di costruzione di una città universitaria e di città-regione europea, in una visione condivisa che metta a sistema le Istituzioni locali, le due Università (degli Studi italiani e per Stranieri) gli Istituti di Alta formazione e le altre risorse del territorio. Poi il Senato accademico dell'Università degli studi di Perugia, guidato dal rettore Franco Moriconi è stato ricevuto oggi a Palazzo Donini dalla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini. Nel corso del cordiale “brindisi” i rappresentanti delle due istituzioni hanno sottolineato “l'importanza e la positività delle relazioni tra l'Università e la Regione Umbria” e “la cooperazione che tra i due enti si è sviluppata soprattutto in questi ultimi tempi per garantire all'Umbria la centralità del ruolo dell'Ateneo nei percorsi di formazioni degli studenti e dell'attività della ricerca scientifica, anche in relazione al sistema delle imprese umbre”.

Da Terni – Ha “dimenticato Terni” nella relazione del rettore dell'Università di Perugia, il Rettore Franco Moriconi. A sostenerlo è il presidente della Provincia Feliciano Polli, presente oggi alla cerimonia, dicendosi “particolarmente sorpreso”.
“Sia perchè – ha sostenuto Polli – in precedenti circostanze il rettore aveva sempre dimostrato attenzione e interesse per il Polo ternano e per il suo sviluppo, sia perchè il Polo ha rappresentato e rappresenta una parte importante dell''Università di Perugia in termini di risorse economiche, studenti, professori, didattica e ricerca. Il mancato riferimento al polo ternano in una circostanza così significativa suscita preoccupazioni per il polo e per la stessa ''sana e profonda riedificazione'' dell'Università di Perugia, obiettivo strategico indicato nella relazione del rettore”.
Il presidente della Provincia ha ricordato inoltre che “il Polo di Terni è elemento fondamentale nel rapporto con altri territori e in quello sempre più importante, che si è andato consolidando nel tempo, fra università, ricerca, innovazione e sviluppo industriale”. “Tematiche, queste ultime – ha concluso Polli -, fondamentali per la crescita dell'Umbria e della stessa università'”.

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