MENICACCI (PDL) PRENDE POSIZIONE SULL'AREA DELL'EX-PASTIFICO A BORGO TREVI - Tuttoggi.info

MENICACCI (PDL) PRENDE POSIZIONE SULL'AREA DELL'EX-PASTIFICO A BORGO TREVI

Redazione

MENICACCI (PDL) PRENDE POSIZIONE SULL'AREA DELL'EX-PASTIFICO A BORGO TREVI

Lun, 21/06/2010 - 19:02

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di Mirko Menicacci (*)

I commercianti ed i liberi professionisti che avessero problemi a pagare l'affitto possono stare tranquilli: da oggi, per 5 anni, lo pagherà il comune di Trevi.

Se il comune fosse imparziale nei confronti degli operatori economici e se tutti gli operatori economici fossero realmente tutti uguali per il comune, dovrebbe accadere questo, infatti sia i commercianti che i liberi professionisti che hanno affittato i locali dell'ex-pastificio riceveranno un contributo dal comune pari rispettivamente al 40% ed al 30% su affitti che variano da circa 400 a 700 euro, per un periodo di 5 anni.

Una scelta di questo tipo, presa in sé, può essere anche giusta, ma non è condivisibile perché la storia dell'ex-pastificio è costellata di numerosi passaggi sbagliati che hanno fatto perdere alla collettività trevana milioni di euro e che, ancora per molti anni, continuerà a pesare sulle tasche dei trevani.

L'area fu acquistata nel 1998, furono redatti ben tre diversi progetti da un architetto-militante del partito tutti pagati dai trevani, il comune dovette smaltire a sue spese anche una cisterna di olio bruciato, furono indette tre aste per vendere area e progetto, tutte deserte.

Constatato che nessun imprenditore era interessato all'area ed al progetto vista anche l'altissima base d'asta pari al vecchio miliardo di lire, il comune decise di farsi imprenditore e di costruire in prima persona.

Nel 2004 si viene acceso un mutuo, ventennale, per 1,5 mln di euro , si costruisce senza rispettare il progetto, che prevedeva finiture ben più raffinate, non vengono minimamente prese in considerazione le norme sull'abbattimento delle barriere architettoniche e per il risparmio energetico in quanto a finestratura e copertura; terminata l'opera si decide di vendere gli spazi commerciali e gli uffici.

Le aste ancora una volta vanno deserte. Allora si considera l'ipotesi di affittare uffici e negozi ma anche questo tentativo va a vuoto. Intanto dal 2004 il comune paga circa i 130mila euro di mutuo l'anno. Soldi di tutti i cittadini. Arriviamo così ad oggi quando pur di mascherare uno dei più grandi fallimenti delle giunte di sinistra che per anni hanno guidato il comune di Trevi, ci si inventa di addirittura il contributo sugli affitti , pur di riempire lo scatolone.

Infatti l'intento dell'amministrazione non è quello di mettere a reddito un immobile, ma quello di porre fine al monumento dell'incompetenza e dell'incapacità degli amministratori della sinistra trevana: un ufficio è desolatamente occupato dagli armadi della polizia municipale: è un anno che c'è l'insegna, ma mai nessuno ci ha visto un vigile; una porzione di fabbricato è occupata da un istituto di credito locale con poca soddisfazione dei clienti e degli operatori.

Inoltre il comune sta facendo concorrenza sleale a chi detiene un immobile da affittare, perché, chiaramente nessun proprietario può far pagare il 40% in meno per 5 anni; stesso discorso per le attività che potendo pagare l'affitto il 40% in meno potranno fare una concorrenza sleale a chi l'affitto dovrà pagarlo per intero.

Infine, oltre al danno per i trevani ci sarà anche la beffa: visto che tra pochi mesi si vota sicuramente la sinistra trevana non ci farà mancare una bella cerimonia in pompa magna, una volta che lo scatolone sarà pieno.

(*) Consigliere comunale Pdl


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