"La pace che vorrei", alla primaria "Sordini" il murale di Ob Queberry

“La pace che vorrei”, alla primaria “Sordini” il murale di Ob Queberry

Redazione

“La pace che vorrei”, alla primaria “Sordini” il murale di Ob Queberry

Dom, 12/06/2022 - 10:14

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La scuola primaria ha aperto anche le porte della mostra, frutto del progetto di plesso di quest’anno, “La città che vorrei”

Dopo la palestra della scuola “Pianciani”, l’artista di Spoleto Ob Queberry (Mattia Santarelli) ha decorato con un murale anche la vicina scuola primaria “G. Sordini”.

In occasione dell’ultimo giorno di scuola, infatti, alla scuola elementare di via Visso si è salutato un nuovo intervento di Ob Queberry presso l’Istituto comprensivo Spoleto 2.

Alle ore 10,30, alla presenza del vicesindaco Stefano Lisci, dell’assessore all’istruzione Luigina Renzi, del presidente della Fondazione Carispo Dario Pompili, del dirigente dell’Istituto, Mario Lucidi, e di altri rappresentanti istituzionali, si è infatti inaugurato il murale “La pace che vorrei”. Un dipinto nato dallo spunto che gli alunni hanno dato, con un loro brainstorming creativo, all’artista.

Di questi tempi la pace e la sostenibilità ambientale sono emergenziali e i bambini hanno saputo cogliere in immagini le suggestioni di questi temi, dando la possibilità ad Ob Queberry di farne una lettura di grande respiro: l’immagine di una terra sfocata, accolta dall’intreccio di piante e animali che appaiono ormai le uniche certezze; del resto se c’è un libro sempre aperto per gli occhi, questo è la natura.

In corrispondenza con l’evento, la scuola primaria ha aperto anche le porte della mostra, frutto del progetto di plesso di quest’anno, “La città che vorrei”: un viaggio che, partendo dal proprio territorio, ha tentato di far conoscere il passato, per valorizzare e promuovere il futuro.

Ad ogni classe è stata assegnata una zona della città: visite, ricerche ed elaborati plastici e creativi raccontano il percorso intrapreso dalle classi nella conoscenza attiva del passato, con lo sguardo dritto verso il futuro. La mostra infatti definisce una Spoleto futuribile, vista con la creatività e i colori dei bambini.

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