La Fattoria della Misericordia di Eggi compie 10 anni nel nome dell’accoglienza gratuita. Il Vescovo "E' solo una tappa" - Tuttoggi

La Fattoria della Misericordia di Eggi compie 10 anni nel nome dell’accoglienza gratuita. Il Vescovo “E' solo una tappa”

Redazione

La Fattoria della Misericordia di Eggi compie 10 anni nel nome dell’accoglienza gratuita. Il Vescovo “E' solo una tappa”

Mar, 25/10/2011 - 18:45

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La Fattoria della Misericordia di Eggi compie 10 anni nel nome dell’accoglienza gratuita. Il Vescovo “E' solo una tappa”

(Jac. Brug.) – Ha compiuto 10 anni di vita la Fattoria della Misericordia di Eggi, opera segno della Caritas nata nel 2001 sulle macerie materiali del sisma che sconvolse l’Umbria nel 1997 e per venire incontro a quelle interiori di tanti volontari “terremotati nell’anima”, che chiesero di rimanere nel comprensorio spoletino per continuare la vita di comunità. In 10 anni di attività, la Fattoria della Misericordia ha accolto tra le sue mura, nella più completa gratuità, quasi 200 persone, giovani e meno giovani, che sentivano il bisogno di un luogo dove curare lo spirito e superare il disagio sociale nel quale erano costretti a vivere. Attualmente, nella Fattoria vivono 19 ragazzi, ognuno dei quali è entrato per superare le proprie specifiche difficoltà. Dall'alcolismo, alla tossicodipendenza, ai problemi in famiglia.

“Bussa e ti sarà aperto” è il titolo della pubblicazione presentata stamattina presso il Museo Diocesano, cui hanno preso parte l’Arcivescovo Renato Boccardo, il sindaco Daniele Benedetti, il direttore della Caritas diocesana don Vito Stramaccia e il responsabile della Fattoria Steve Rubini. Il concetto dell’accoglienza, intesa come apertura al prossimo, è quello su cui si fonda l’intera attività della struttura e su cui, secondo Don Vito, dovrebbe fondarsi anche la società moderna, troppo impegnata a ritagliarsi spazi per coltivare interessi personali per rendersi conto dei bisogni degli altri. Invece la vita in comunità, il lavoro inteso come fatica e sacrificio, il ritorno ad una dimensione più spirituale tramite la preghiera sono i “cardini” della vita nella Fattoria della Misericordia, dove tutto viene offerto al prossimo gratuitamente, parola sempre più rara in un mondo dove anche i sentimenti ormai hanno un prezzo. Neanche la religione può essere una discriminante per l’accoglienza in Fattoria. Attualmente ci vivono alcuni musulmani che pregano e osservano il Ramadan nella più completa libertà.

Gratuità è la parola che ha caratterizzato anche buona parte dell’intervento del sindaco Benedetti. “Nel 2013 – ha ricordato il primo cittadino – i trasferimenti dal Governo centrale per il sociale saranno zero. Se non si comincia a entrare nell’ottica che iniziative gratuite come quella della Fattoria, e magari ce ne fossero tante altre, possano veicolare lo sviluppo socio-economico del paese il sistema rischia di implodere, con conseguenze che sarebbero devastanti. L’economia è completamente ferma – ha proseguito Benedetti – e non c’è alcuna prospettiva di ripresa. 31mila persone in Umbria sono in condizioni di mobilità o cassa integrazione e la valvola di sfogo più immediata per costoro sono i sindaci. Se non si crea una rete solida e strutturata che sia picchettata con i concetti espressi da Don Vito non saremo più in grado di monitorare il territorio e di intervenire per tempo sulle situazioni più complicate”. Il sindaco ha dedicato parole dolci ai ragazzi della Fattoria: “E’ come se i loro occhi illuminati e felici parlassero, raccontando come con grande forza di volontà e spirito di fratellanza siano usciti dal loro terremoto interiore”.

La carità non si pubblicizza, la si vive, ha scritto Monsignor Renato Boccardo nella prefazione al libro. Un concetto che l’arcivescovo ha ribadito stamani, sottolineando la rete di solidarietà che negli anni si è creata al di fuori dalla Fattoria, che senza pubblicità, quasi in punta di piedi, ma con grande concretezza, permette alla struttura di andare avanti. Il Vescovo è altresì convinto che la Fattoria della Misericordia e le altre opere di solidarietà del territorio (come l’Oami e le Caritas parrocchiali) diano un segno della fecondità e vitalità della chiesa diocesana e dei frutti che ancora oggi, dopo 2000 anni, gli insegnamenti del Vangelo permettono di raccogliere. “Ma il traguardo dei 10 anni raggiunto dalla Fattoria deve essere un trampolino – ha detto il vescovo – verso il lancio definitivo di una nuova concezione dei valori spirituali”. Quegli stessi valori che il responsabile della Fattoria Steve Rubini ha iniziato a riscoprire nel momento stesso in cui mise piede nella Fattoria, che l’hanno fatto maturare come essere umano, e che ora lui cerca di insegnare ai ragazzi di cui è responsabile.

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