PAKS – Nella sua valigia non c’è nel il costume ne le pinne ma un judogi e tanti sogni. È il bagaglio di Nicola Becchetti, ventenne umbertidese che domani gareggerà nella Coppa Europa di Judo a Paks in Ungheria. L’atleta del Kodokan Fratta e della Nazionale dovrà cercare di ripetere la prestazione del 2013, quando con un bellissimo terzo posto aveva staccato il biglietto per i Campionati Europei di Sarajevo. “La condizione non è quella dell’anno scorso – afferma il tecnico Mirco Diarena – ma non c’è tempo per gli alibi. Bisogna dare il 110% e cercare di andare più avanti possibile. Ieri sera abbiamo analizzato con attenzione la sua pool. Già il primo incontro non sarà facile visto che lo vedrà opposto al padrone di casa Joo Akos. L’ungherese non ha lo stesso palmares di Nicola ma gioca in casa e non sarà certo arrendevole. Nella pool c’è anche uno degli atleti più in forma del momento l’ucraino Sergi Svereiv vincitore circa un mese fa di una gara di Coppa Europa senior in Russia. Ripeto, non sarà facile, ma Nicola deve provarci. A questi livelli non esistono gironi materasso, alcuni degli atleti presenti in queste competizioni saranno i protagonisti delle Olimpiadi di Rio de Janeiro e se Nicola vuole emergere in mezzo a questi campioni deve superare ogni limite con determinazione e umiltà, le stesse qualità che lo hanno portato a gareggiare in Europa per i colori della Nazionale”.
Quella di Nicola Becchetti, e in generale del Kodokan Fratta di Umbertide, sembra una bella favola in attesa di lieto fine. I ragazzi del Maestro Silvano Diarena si sono avvicinati a quella che prima era una disciplina quasi sconosciuta a Umbertide solo per gioco e a 18 anni di distanza dalla prima lezione oggi calcano i tatami più importanti d’Europa portando in alto i colori della città e di tutta la Nazione. Il tutto, conquistato quasi esclusivamente con le proprie forze: “Con il budget di una modesta squadra di promozione – afferma Diarena – i nostri ragazzi gareggerebbero per almeno dieci anni in tutta Europa. Ma a noi le aziende concedono solo le briciole dimostrando di non credere nella funzione sociale di questo sport e nelle capacità dei nostri ragazzi, tutti prodotti dal vivaio locale. Ma il judo ci insegna a non arrendersi mai e noi andremo avanti sperando che altri ragazzi come Nicola possano presto viaggiare per l’Europa con una valigia piena di sogni”.