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IL COMITATO “RIFIUTI ZERO” SPOLETO SCRIVE UNA LETTERA APERTA AL SINDACO BENEDETTI

Redazione

IL COMITATO “RIFIUTI ZERO” SPOLETO SCRIVE UNA LETTERA APERTA AL SINDACO BENEDETTI

Ven, 04/03/2011 - 11:10

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di Comitato “Rifiuti Zero Spoleto “

Il Comitato Rifiuti Zero Spoleto si batte per una consapevole e virtuosa politicaambientale, che si fonda sulla promozione della politica delle 3R: Riduci, Riusa eRicicla. Scopo del Comitato è di sensibilizzare opinione pubblica ed istituzioni sugliinnumerevoli vantaggi che si avrebbero dalla corretta gestione dei rifiuti, ambientali,economici ed occupazionali; nonché si batte contro l'impiego di qualsiasi pratica diincenerimento dei rifiuti. Il Comitato è stato costituito durante un'assemblea cittadina, tenutasi al palazzo delComune di Spoleto, il 26 gennaio 2011, alla quale hanno partecipato oltre 80 cittadini.Sabato 26 febbraio, è stato organizzato il primo incontro pubblico partecipativo, inoccasione del quale sono state analizzate alcune problematiche legate all'ambiente e allaproduzione e gestione dei rifiuti a Spoleto, all'incenerimento della pollina, all'utilizzo delCDR come combustibile nei cementifici, in particolar modo quello della Cementir, alleincongruenze del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti, alle opportunità legate al ciclovirtuoso dei rifiuti. Dall'incontro, a cui hanno partecipato numerosi cittadini e rappresentanti delleistituzioni locali, sono emersi alcuni dati allarmanti riguardo l'attuale gestione del ciclodei rifiuti, sia a livello regionale che locale, che potrebbero a breve termine condurre ilnostro territorio ad una vera e propria emergenza rifiuti. In particolare, analizzando il Piano Regionale e quello d'Ambito, sono emersealcune CRITICITA':

A) il Piano Regionale di gestione dei Rifiuti, essendo stato adottato in conformità aiprincipi contenuti nella Direttiva 12/2006/CE, risulta allo stato superato edobsoleto, tenuto conto delle disposizioni contenute nella Direttiva 98/2008/CE,come recepite nel TUA;

B) le strategie adottate dal Piano, ed in particolare il ricorso al trattamento termico eal recupero energetico come componente significativa del complesso del sistemaintegrato di gestione dei rifiuti urbani, risultano incompatibili con le azionipreviste nel TUA;

C) gli obiettivi del piano, risultano irraggiungibili nel breve periodo, contrariamentea quanto stimato dall'Autorità Regionale;

D) il piano sembra preordinato a creare situazioni di emergenza al fine dipromuovere soluzioni transitorie, come l'incenerimento nei cementifici;

E) Il problema della cessazione della discarica di S.Orsola, prevista a metà 2012,impone il trasporto ad Orvieto per disposizione regionale, dei rifiuti dell'ambitonon differenziati. La scelta è resa incerta nei tempi dalla opposizione dellapopolazione locale all'ampliamento delle discarica di Orvieto-Le Crete e necessitacomunque di un coordinamento Regionale per i costi di conferimento;

F) Il problema dell'incremento della raccolta differenziata per raggiungere gliobiettivi fissati dal Piano Regionale è resa incerta dalla sopraggiunta normativa(Legge n.122 del 2010) che impone ai Gestori dei servizi pubblici gli stessi limitiassunzionali degli EE.LL. Si consideri che il Piano di Ambito prevede unincremento di organico del gestore per la differenziata di circa 50 unità.

G) Il Termovalorizzatore a servizio dei rifiuti della provincia di Perugia, che deveessere localizzato dall'ATI 2 e che poi deve essere definito nella costruzione enella gestione da un Accordo di programma, in base alla legge regionale n.11/2009, è ancora al pu nto zero quanto alla localizzazione. Ciò alteradrasticamente tutte le previsioni programmatiche del Piano Regionale deirifiuti e per ricaduta dei Piani di Ambito degli ATI.

H) il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti, “in difetto, ovvero per la mancata attuazione diquanto previsto dal PdA in ordine alla realizzazione dell'impianto di trattamento termico,prevede che la Giunta regionale adotta provvedimenti volti ad assicurare lo smaltimento finaledei rifiuti, ivi compreso il loro utilizzo, opportunamente trattati, in sostituzione dei combustibili convenzionali attualmente utilizzati negli impianti industriali esistenti e per il tempo necessario ad attuare le previsioni del PdA approvato” ed è quindi concreto il pericolo dell'utilizzo del cementificio di Spoleto per l'incenerimento di rifiuti, sebbene tale pratica sia posta alla base e non al vertice della gerarchia dei rifiuti;

I) circa la sostenibilità ambientale di tale pratica, lo stesso Piano Regionale,sottolinea, però, che “è opportuno rilevare che le determinazioni relative agli impatti della cocombustione di CDR in cementificio sono caratterizzate da un livello di incertezzasignificativamente superiore rispetto a tutti gli altri processi consideratinello studio. Le risultanze dello studio condotto non possono quindi essere considerateesaustive per confermare l'opportunità, in termini ambientali, dello smaltimento di CDR inimpianti di produzione del cemento”.

La stessa Giunta Regionale, preso atto dello “Stato di attuazione del Piano Regionale diGestione dei Rifiuti. Verifica di autosufficienza del sistema regionale”, con deliberazione N. 1883del 20/12/2010, ha evidenziato “una possibile situazione di criticità del sistema di smaltimentoregionale che potrebbe manifestarsi negli ultimi m esi del 2011 o al più tardi nei primi mesi del2012 a causa dell'esaurimento della capacità residua degli impianti di discarica autorizzata e dei tempi ancora necessari all'approvazione dei progetti di ampliamento delle discariche di Belladanza (Città di Castello), Borgogiglione (Magione) e Le Crete (Orvieto)”.

La Giunta Regionale, quindi, nel prendere atto della necessità di individuare soluzionitransitorie, di competenza degli ATI, per la regolazione dei flussi di rifiuti da smaltire adiscarica, invita gli stessi ATI, ai sensi dell'art. 15 comma 4 della Legge Regionale 11/2009, araggiungere, entro breve termine, accordi per assicurare lo smaltimento dei rifiuti nelle discariche attualmente autorizzate. Il citato “Stato di attuazione del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti”, evidenzia, inoltre, perquanto riguarda il nostro territorio, una situazione ancor più allarmante, dovuta:- alla prossima chiusura della discarica di Sant'Orsola, con conseguente necessità diconferimento ad altro impianto extra-ATI;- alla costante crescita nella produzione di rifiuti, rispetto alla diminuzione rilevatanell'Ati 1 e 2;- ai bassissimi livelli di raccolta differenziata. Nell'ATI 3, infatti, l'estensione della raccolta differenziata procede più lentamente, chenegli altri ambiti: “Nei due comuni principali (Foligno e Spoleto), la percentuale conseguita nel 2009è ancora inferiore al 30%. Vi è l'intera area della Valnerina dove si raggiungono risultati moltomodesti (in alcuni comuni inferiori al 10%). Il Programma di riorganizzazione presentato ai sensi dellaDGR 1734/2009 prevede, anche al termine del periodo di riferimento (fine 2011) una coperturaterritoriale del servizio domiciliare pari al 50%, inferiore agli obbiettivi di Piano”.

La comunità locale esprime legittime preoccupazioni per le possibili conseguenzesull'ambiente e sulla salute, nonché per i possibili risvolti economici, della sempre piùprossima situazione di criticità del sistema di smaltimento dei rifiuti. Per questo motivo, si chiede un incontro URGENTE con il Sindaco del Comunedi Spoleto, i vertici Vus Spa e dell'Ati 3, al fine di conoscere quali misure codestiEnti intendono adottare, nel rispetto dei principi di cui al titolo IV del DecretoLegislativo 152/2006, come modificato dal d.lgs. n. 205/2010, da un lato, perscongiurare la paventata situazione di criticità, dall'altro per prevenire e ridurregli impatti negativi della produzione e della gestione dei rifiuti, al fine diproteggere l'ambiente e la salute umana, nel territorio spoletino. Restiamo, quindi, in attesa di conoscere la data dell'incontro.

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