Il castello di Alviano riapre le porte a Olimpia Maidalchini Pamphilj - Tuttoggi.info

Il castello di Alviano riapre le porte a Olimpia Maidalchini Pamphilj

Redazione

Il castello di Alviano riapre le porte a Olimpia Maidalchini Pamphilj

Sabato conferenza stampa sulla più illustre donna manager della storia
Mer, 30/03/2016 - 11:32

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Sarà dedicato alla riscoperta della sua figura e alla sensibilizzazione sull’importanza della riapertura di Palazzo Doria Pamphilj di San Martino al Cimino la conferenza che si svolgerà sabato prossimo alle 17.00 al castello di Alviano dal titolo Olimpia Maidalchini Pamphilj: “principato e castella”, promosso da Comune e pro loco.

Relatori saranno Colombo Bastianelli, storico pamphiliano, Luca Salvatelli, dottore di ricerca in Storia dell’Arte Medievale ed Elisabetta Gnignera, storica del costume che illustreranno la figura di Olimpia Maidalchini Pamphili nella sala del consiglio di una dei quattro castelli acquistati da Olimpia in seguito alla distruzione del Ducato Farnesiano di Castro. I relatori si soffermeranno proprio sulle vicende biografiche e politiche che hanno riguardato Olimpia Pamphilj a ridosso, durante e dopo il conflitto di Castro, l’edificazione del Principato di S. Martino, con uno speciale focus sugli affreschi dei “Castella” di Alviano, Poggio di Guardea, Montecalvello e Attigliano, commissionati da Olimpia per le lunette della Sala Capitolare del complesso abbaziale di San Martino al Cimino. La conferenza fa parte del progetto culturale “Sulle orme di Olimpia” promosso dalla Confraternita di S.Martino al Cimino, tutrice dei monumenti storici del borgo, in collaborazione con la Galleria Doria Pamphilj di Roma e con tutte le associazioni Sammarinesi. Nel 2016, Anno Giubilare della Misericordia, torna in primo piano la controversa figura della più illustre donna manager della storia. Donna Olimpia Maidalchini Pamphilj fu infatti protagonista a Roma del grande Giubileo del 1650 e fu ispiratrice, tra l’altro, dell’affascinate e scenografico borgo di S. Martino al Cimino, realizzato su disegno di Francesco Borromini. Di esso Papa Innocenzo X disse:“Non città ma mondo”in occasione della sua visita al borgo ormai ultimato, che il pontefice aveva elevato allo ‘status’ di città nell’ottobre del 1653. 


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