Partecipare alla mobilitazione contro i tagli al F.U.S. è per la città di Spoleto innanzitutto una necessità ecologica: se è stato essenziale negli anni e rimane essenziale preservare il paesaggio dalle aggressioni edilizie e contrastare gli scempi ambientali per contribuire a tutelare il polmone verde della Nazione, è altrettanto importante mobilitarsi perché a questo polmone non sia tolto l'ossigeno, rappresentato dalla Cultura, dall'Arte, dallo Spettacolo. Spoleto è in Umbria una capitale della Cultura, non per autoproclamazione, ma per unanime riconoscimento internazionale: la presenza di tanti spazi teatrali, concentrati in un esiguo territorio, le prestigiose istituzioni culturali che dai primi anni '50 sono fiorite e si sono consolidate (Centro Italiano di Studi sull'Altomedioevo, Teatro Lirico Sperimentale, Premio Spoleto, Galleria Civica di Arte Contemporanea, Settimana Internazionale di Danza, Festival Pianistico…) ne hanno fatto un Centro di incontri culturali ad alto livello e insieme un laboratorio di formazione d'eccellenza. Il Festival dei Due Mondi di Gian Carlo Menotti dal 1958 ne ha decretato la consacrazione internazionale. Da allora la Cultura e l'Arte sono diventati l'emblema della Città nel mondo, ma anche la principale fonte di risorse economiche per il territorio. Si sono create infrastrutture atte ad accogliere un vasto pubblico internazionale, altrimenti impensabili in una piccola città di provincia. Si è formata una classe di tecnici e lavoratori dello Spettacolo (macchinisti, scenotecnici, elettricisti, sarti, direttori di scena) apprezzati in ambito nazionale. La politica ha favorito questa vocazione della Città, in parte perché essa costituiva un patrimonio per l'intera comunità nazionale, in parte come compensazione per i mancati investimenti sul piano industriale ed imprenditoriale. Dopo una straordinaria stagione legata ai più grandi nomi della musica, della danza, del teatro, dell'arte, il Festival ha attraversato un decennio di decadenza, apparentemente irreversibile. Con l'impegno di tutti – politici, nuovo direttore artistico, istituzioni ed associazioni locali pubbliche e private, un impegno intellettuale ma anche concreto, espresso in consistenti investimenti – siamo riusciti quest'anno a ritrovare lo spirito degli anni migliori, a riacquisire un pubblico qualificato ed internazionale, a riaccendere la speranza nei tanti lavoratori del settore e dell'indotto, mortificati da una situazione stagnante e senza prospettive. Questo impegno, questo lavoro, questi investimenti rischiano oggi di essere vanificati da un drastico taglio alle già non cospicue risorse assegnate al Festival, se paragonate a quelle dei festival internazionali di pari dignità. Spoleto, abbandonata dalle industrie, dall'imprenditoria, esclusa dai grandi flussi finanziari, Spoleto – capitale della cultura – rischia di perdere il suo ossigeno e di non rappresentare più quel polmone verde di cui la civiltà complessiva del Paese ha più che mai bisogno. E' per questo che rivolgiamo un accorato appello ai politici, alle istituzioni locali, ai cittadini tutti perché vogliano dare un segno di adesione alla manifestazione nazionale, indetta a Roma lunedì 20 luglio p.v., apponendo la propria firma a questo documento.
Daniele Benedetti, sindaco
Vincenzo Cerami, assessore alla cultura
Giorgio Flamini
Bruno Toscano
Michelangelo Zurletti
Enrico Menestò
Anna Leonardi
Virginia Virilli
Pietro Biondi
Mauro Bronchi
Rita Di Lernia
Claudio Trionfi
Marco Martani
Luciano Biondini
Laura Magnani
Egidio Flamini
Graziano Albertella
Claudio Balducci
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Chi volesse firmare l'appello può farlo mediante lo strumento 'Commenti' (saranno pubblicati solo quelli accompagnati dalla mail personale che non verrà pubblicata)