GUERRA COMMERCIANTI, SINDACO BENEDETTI STOPPA IL BORGO “SPOLETO NON E’ FIRENZE. SU BUYOCCO C’E’ UNITA’ DI INTENTI” - Tuttoggi.info

GUERRA COMMERCIANTI, SINDACO BENEDETTI STOPPA IL BORGO “SPOLETO NON E’ FIRENZE. SU BUYOCCO C’E’ UNITA’ DI INTENTI”

Redazione

GUERRA COMMERCIANTI, SINDACO BENEDETTI STOPPA IL BORGO “SPOLETO NON E’ FIRENZE. SU BUYOCCO C’E’ UNITA’ DI INTENTI”

Ven, 23/07/2010 - 11:25

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“Un centro commerciale naturale è stato già costituito (Il Buyocco, n.d.r.) e Spoleto non è Firenze”. E’ in estrema sintesi quanto affermato dal sindaco Daniele Benedetti che, intervenendo sulla recente ‘guerra’ fra commercianti del centro storico, sembra dare un altolà alle velleità della Confesercenti e dell’associazione culturale Il Borgo che vorrebbero creare un secondo CCN dentro le già piccole mura della città del festival. “Ieri impegni istituzionali a Roma legati alla mia carica di membro del direttivo nazionale dell’ANCI, mi hanno impedito di essere presente alla seduta del Consiglio Comunale. E’ questa la ragione – scrive il primo cittadino – per cui ritengo necessario intervenire oggi sulla questione del Centro Commerciale Naturale. Non tanto per far conoscere quella che è la posizione del sindaco e dell’Amministrazione Comunale, ma soprattutto perché la crescita del CCN è questione seria, fortemente legata allo sviluppo del centro storico”.

Benedetti ripercorre la vicenda sottolineando come il Buyocco abbia ricevuto l’avallo non solo di Confcommercio ma anche delle istituzioni umbre (Regione e Camera di Commercio) come dagli stessi commercianti di tutto il centro storico. Alcuni dei quali però oggi – sulla spinta de Il Borgo e di Confesercenti – vorrebbero dar ad un clone che rischia di creare un danno all’economia e alla stessa immagine della città.

“Condivido le affermazioni dell’assessore Lezi – continua Daniele Benedetti – quando dice che ‘ognuno è libero di fare ciò che ritiene giusto e opportuno’, come è vero che in altre città esistono più centri commerciali naturali. Spoleto però non è Firenze e le dimensioni della città, come la necessità di superare frammentazioni di un tessuto economico già piuttosto stressato dalla crisi economica, hanno indirizzato scelte unitarie che si sono tradotte in progetti organici e definiti che sono stati recepiti e finanziati all’interno del PUC2 dalla Regione Umbria. Mi riferisco ovviamente ai fatti e al processo che hanno portato alla nascita del Buyocco inaugurato, come si ricorderà, subito dopo la presentazione del PUC2, alla presenza degli operatori commerciali e dei vertici della stessa Camera di Commercio con un convegno presso la Rocca Albornoziana e con un evento dedicato nell’ambito della ‘festa dei Centri Storici’ il 7 e 8 dicembre 2008”.

Poi il sindaco traccia la mappa degli aderenti al Buyocco che, a differenza de Il Borgo, non si è rivolto ad una sola via (o giù di lì) ma all’intero perimetro interno cittadino: “questo risultato, all’epoca uno dei primi e più interessanti in Umbria, è stato possibile grazie ad un preciso percorso iniziato con una azione formativa organizzata a Spoleto da Confcommercio attraverso il consorzio Iter a cui parteciparono commercianti di tutto il centro storico, da corso Garibaldi a Piazza del Mercato e perfino qualche esercente di altre zone della città come V.le Marconi. Da quella fase di formazione, a cui parteciparono, in qualità di uditori, anche funzionari della Amministrazione Comunale, a testimonianza della unità di intenti, nacque il progetto del Buyocco attraverso l’attività laboratoriale che analizzò le migliori pratiche in materia e affrontò l’analisi del centro storico da più punti di vista (commerciale, turistico, sociale, ecc.). L’elaborato “didattico”, frutto anche di una serie di esercitazioni pratiche venne confrontato con l’Amministrazione Comunale – Direzione Sviluppo Economico e quindi presentato con esiti positivi ai commercianti del centro storico. Successivamente Confcommercio, per conto di tutte le associazioni locali di categoria, lo presentò nell’ambito del Bando del PUC2 per la sua collocazione nel Piano di Marketing Urbano, che come noto è stato approvato e finanziato”.

Ma il primo cittadino interviene anche sulla questione dei fondi pubblici: “non saprei dire oggi, a iter concluso e a Centro Commerciale di fatto costituito, se quelle risorse possano essere disponibili per due progetti invece che per quello unitario nato dalla volontà di tutti, ma sta di fatto che qui si rischia di disperdere il bagaglio di un’esperienza che a quel tempo era addirittura pilota e che oggi continua a distinguersi nel nostro Programma Urbano Complesso per la comunanza di intenti e la scientificità con cui le diverse categorie del commercio, dell’artigianato, del turismo e dei servizi, hanno dato vita ad un progetto che dispone delle risorse per essere realizzato. Una unità di intenti che serve alla città per crescere e che sta alla base della riorganizzazione avviata per un Dipartimento del Marketing territoriale sostenuto da un tavolo a cui siedono, con pari dignità, il comune e le associazioni di categoria per dedicarsi allo sviluppo di progetti condivisi che poi è l’obiettivo del Patto per lo Sviluppo di Spoleto come dell’Umbria”.

Una nota fin troppo chiara per i ‘dissidenti’ della parte bassa della città, come li ha definiti il presidente della Confcommercio Spoleto, Andrea Tattini, nella nota con cui annunciava l’espulsione dalla propria associazione di categoria di quanti avrebbero lavorato contro il Centro Commerciale Naturale Il Buyocco (vd. sotto negli articoli correlati).

Il sindaco conclude la nota invitando tutte le parti “ad una riflessione seria e pacata, uscendo da una conflittualità di cui non comprendo onestamente i risvolti. Ciò che serve è operare tutti per Spoleto, dando ciascuno per la propria parte contributi positivi e fattivi per superare le difficoltà oggettive della coda ancora lunga di una crisi che a mio parere può essere vinta solo con più intese, più convergenze, più pianificazione e meno individualismi ed estemporaneità”.

Non resta ora che attendere quale posizione vorrà prendere l'associazione culturale Il Borgo di Silvio De Angelis e Nilde Gambetti e il delegato di Confesercenti Enrico Morbidoni che dovranno ora confrontarsi anche (e sopratutto) con quella che, a questo punto, è la posizione della città di Spoleto.

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