Giunta: finito il summit alla Rosetta con Tesei | Cene e veti leghisti - Tuttoggi

Giunta: finito il summit alla Rosetta con Tesei | Cene e veti leghisti

Massimo Sbardella

Giunta: finito il summit alla Rosetta con Tesei | Cene e veti leghisti

Il "caso Mancini" e il derby con Puletti | Per FdI rientra in gioco Fioroni
lunedì, 11/11/2019 - 19:25

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Giunta: finito il summit alla Rosetta con Tesei | Cene e veti leghisti

Ha un bel da fare il segretario della Lega, Virginio Caparvi, a tenere in riga un partito cresciuto in modo più che esponenziale nei numeri e ancora di più nelle aspirazioni. Un compito che deve svolgere assicurandosi che vengano applicate le direttive di Matteo Salvini, ora che il Capitano sta battendo l’Emilia Romagna dove conta di trovare la spallata decisiva per fare cadere il Governo giallorosso.


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Questo il compito di un segretario regionale, anello di congiunzione tra i territori e il segretario nazionale. Ma con Salvini parla molto anche Simone Pillon, che ha scalato in fretta le gerarchie della Lega (e non solo in Umbria) grazie al rapporto personale costruito con il Capitano.

La scorta a Palazzo

Lunedì mattina Caparvi e Pillon sono arrivati insieme per scortare la neo governatrice Donatella Tesei nel suo ingresso ufficiale a Palazzo Donini. Con loro c’erano anche i neo consiglieri Stefano Pastorelli (sempre in filo diretto con Fabrizio Gareggia), Daniele Carissimi e Paola Fioroni. Qualcuno di loro sembra destinato a salirle nuovamente, entro la fine della settimana, quelle scale che portano alla Sala della Giunta.

Il summit con i segretari alla Rosetta

I segretari dei tre partiti del centrodestra avevano trovato la quadra e Donatella Tesei sembrava non volersi opporre più di tanto allo schema delineato: 3-1-1. “La Lega chiede convintamente tre assessori” aveva ribadito in mattinata Caparvi ai giornalisti arrivati per assistere allo storico cambio della guardia in Regione. I generali degli altri partiti, però, non c’erano lunedì mattina, quasi a ribadire che la quadra andava trovata tra la governatrice e il suo partito.

Tanto, tutti e tre i segretari (con Caparvi anche Franco Zaffini e Catia Polidori) la Tesei l’avrebbero incontrata poco più tardi al summit dell’Hotel La Rosetta, proprio di fronte a Palazzo Donini, per comunicarle lo schema con cui la Capitana deve iniziare a giocare la partita per il centrodestra e per l’Umbria. Trovatasi finalmente faccia a faccia con i segretari del centrodestra, la neo governatrice avrebbe però rivendicato le sue prerogative. Non per fare del posto in Giunta per Paola Agabiti la sua linea del Piave, ma per ribadire che in questi cinque anni (“dieci” aveva profetizzato Salvini) non sarà il notaio delle decisioni prese altrove. Ed ecco perché di fronte alla stampa si era presa tempo fino a sabato. La trattativa è ancora aperta. E non è escluso che occorra un passaggio diretto tra Tesei e Salvini per risolvere la situazione senza che nessuno, né la neo governatrice né il suo partito, ne escano indeboliti.

Il “commissario” alla Sanità

L’arrivo di Luca Coletto dal Veneto, del resto, spinge la Lega umbra a rivendicare altri due posti. “Un nome di garanzia” l’ha definito Caparvi. Spiegando, però, che qualora Tesei decidesse di chiamare l’ex sottosegretario alla Sanità, questo non significherebbe una bocciatura delle capacità politiche che i leghisti umbri possono esprimere. Perché qualcuno la discesa di Coletto dal nord la legge come una sorta di commissariamento, viste le tentazioni che Usl e ospedali hanno rappresentato per i politici di centrosinistra. Altri, proprio per questi motivi, giudicano positivamente l’arrivo di qualcuno che è fuori dalle logiche (e dalle beghe) della sanità locale.

Gli altri nomi per la Giunta

Gli altri due nomi buoni da proporre a Donatella Tesei per la Giunta sono quelli di Daniele Carissimi e Paola Fioroni. Entrambi, così come richiesto da Salvini, eventualmente si dovranno dimettere dal Consiglio regionale. Su questo Caparvi è stato categorico, anche se il no degli altri partiti (per i propri rappresentanti) potrebbe rimettere tutto in discussione.

Puletti e Melasecche scalpitano

La mossa studiata da Salvini porterebbe più leghisti nei Palazzi del potere. E scorrendo la graduatoria della lista farebbe entrare a Palazzo Cesaroni Manuela Puletti (già assistente di Candiani, che da commissario aveva iniziato ad aprire le finestre dell’Umbria al vento che soffia dal nord e nello staff di Mancini della precedente legislatura) ed Enrico Melasecche. L’arrivo di Melasecche al posto di Carissimi qualche scompenso negli equilibri ternani lo porta.

Il “caso Mancini”

Così come la Puletti porterebbe in Consiglio il derby tifernate proprio con Valerio Mancini. “Non chiamatelo caso” dice Caparvi a proposito dell’amico “Valerio“, entrato con lui nella Lega – ricorda – undici anni fa. E da lui messo come capolista, ruolo che poi gli è stato riconosciuto dagli elettori, che lo hanno premiato con ben 6.636 preferenze. Nonostante il cordone sanitario che gli è stato creato intorno per metterlo in difficoltà.

Cena a Todi, tra dolci e… amaro

Non sarà un “caso“, Mancini, ma intanto alla cena tuderte per festeggiare l’elezione di Francesca Peppucci (che si è presentata in ticket proprio con il capogruppo uscente) dei parlamentari umbri pare sia stato visto il solo Luca Briziarelli. L’unico con cui Mancini ha contatti. Gli altri, a cominciare da Caparvi, non lo chiamano. Per cui anche il suo “se vado in Giunta non mi dimetto dal Consiglio” è una risposta ribadita ai giornalisti, perché nessuno l’ha chiamato a Palazzo Donini.

Tra i tanti a festeggiare Peppucci c’erano i sindaci di Todi, Deruta, Castel Ritaldi. E i gruppi leghisti di Foligno e di Spello, non certo avversi a Caparvi. Perché il problema, evidentemente, non è la Peppucci.

Michele Fioroni torna in pista

Ma al momento il problema più urgente è varare la Giunta. Tesei non vuole attendere. E non lo vogliono gli alleati del centrodestra. Fratelli d’Italia, che pare pronta a ripresentare l’assessore perugino Michele Fioroni. Di cui Donatella Tesei si fida, perché l’ha seguita passo passo nella campagna elettorale. E poi, la neo governatrice vuole spingere molto sull’alfabetizzazione digitale e sul marketing territoriale.

Mentre Forza Italia aspetta che si delinei il quadro ed a quel punto farà la sua proposta: Morroni o Pernazza, con quest’ultima che potrebbe essere favorita dagli equilibri di genere.

Il biglietto per il Senato

Anche perché l’altro posto in Giunta potrebbe essere in ballo tra due donne: la Fioroni o la Agabiti, a seconda che prevalgano le rivendicazioni leghiste o le prerogative che la neo governatrice vuole affermare. Ma se non si pesca tra gli eletti, resta fuori dal Consiglio Manuela Puletti. Che dovrebbe attendere gennaio, quando le politiche suppletive per eleggere la persona chiamata a succedere a Donatella Tesei in Senato potrebbero rimettere in pista Paola Agabiti (ma in questo caso a scorrere sarebbe solo la lista Tesei) o Paola Fioroni. Il centrodestra, quel che è certo, dovrà candidare una donna, per rispettare le quote di genere.


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