Giornate Fai di Primavera, 1500 presenze nei luoghi dei benefattori tifernati - Tuttoggi

Giornate Fai di Primavera, 1500 presenze nei luoghi dei benefattori tifernati

Redazione

Giornate Fai di Primavera, 1500 presenze nei luoghi dei benefattori tifernati

Un'altro grande successo per la 26^ edizione a Città di Castello, Palazzo Pierleoni aperto per la prima volta al pubblico
Dom, 08/04/2018 - 10:43

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Grande soddisfazione per l’esito della 26^ edizione delle “Giornate Fai di Primavera” che nei giorni scorsi, a Città di Castello, ha registrato ben 1500 presenze, confermando i grandi numeri degli anni precedenti.

Il percorso tifernate, dal titolo “Per il bene comune. La città attraverso i luoghi dei suoi benefattori” – sotto il patrocinio di Regione e Comune – è stato promosso e organizzato dai volontari del Gruppo Fai tifernate, con la collaborazione degli “Apprendisti Ciceroni”, ragazzi delle scuole superiori tifernati (Liceo Plinio il Giovane, istituti di istruzione superiore Franchetti-Salviani e Patrizi-Baldelli-Cavallotti), che hanno condotto i visitatori in un ideale percorso articolato in tre tappe.

L’Archivio storico della Diocesi, racchiuso nella imponente fabbrica settecentesca del Seminario, ha rivelato ai presenti un vero e proprio scrigno di tesori: manoscritti e documenti di grande pregio dall’XI secolo (il più antico risalente al 1020) fino alla storia contemporanea, come i risultati dello storico referendum sul divorzio del 1974.

Negli spazi di Palazzo Cassarotti, sede della storica istituzione Opera Laica Segapeli-Lascito Cassarotti-Fondazione Monti-Torrioli, fondata da Giuseppe Segapeli nel 1839 allo scopo di conferire borse di studio ai giovani studenti tifernati, gli “Apprendisti Ciceroni” hanno illustrato il giardino pensile e la quadreria, costituita da opere private e dei giovani borsisti che si distinsero nelle belle arti (tra cui spiccano i nomi di Giovan Battista Polenzani, Elia Volpi, Celestino Celestini ei fratelli Sarteanesi).

Aperto per la prima volta al pubblico, dopo il lascito testamentario dell’avvocata e docente universitaria Paola Pillitu al Comune di Città di Castello, l’appartamento al piano nobile di Palazzo Pierleoni, recante importanti stucchi e affreschi del Seicento, ha svelato materiale di notevole valore documentario, frutto del lavoro dei suoi proprietari (Paola e il padre Luigi, figura fondamentale del secondo dopoguerra a Città di Castello), e artistico, tra cui ceramiche e complementi di moda.

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