Festival dei Due Mondi “spettacolare”, chiusura con +15% di incassi e 130mila presenze

Festival dei Due Mondi “spettacolare”, chiusura con +15% di incassi e 130mila presenze

Nelle due significative cifre, il bilancio conclusivo della 62^ edizione illustrato nella conferenza stampa finale | Ferrara e gli spettacoli, “Li rifarei tutti”

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Lo abbiamo scritto molte volte, si può dire tutto del Direttore Artistico del Festival dei Due Mondi  di Spoleto, Giorgio Ferrara, ma non che sia un pessimo amministratore. In 10 anni di manifestazioni, non soltanto ha recuperato i danni economici fatti prima del 2008, ma ha anche fatto crescere oculatamente la “creatura” portandola a consolidare un patrimonio di esperienze e relazioni che oggi consentono una navigazione consapevolmente sicura.

Certo, non possono piacere a tutti indistintamente le sue scelte artistiche ed alcune non le abbiamo capite, ancora oggi,  nemmeno noi. Tuttavia si deve riconoscere che la visione di  insieme di Ferrara è stata lungimirante ed ha permesso così di ottenere due cifre importantissime, quelle degli incassi e delle presenze in città, mutuate da due dati fondamentali come i passaggi  alla Mobilità Alternativa (termometro inequivocabile della reale presenza fisica a Spoleto) ed i dati sul rimpimento dei teatri (Occupancy rate).

Nella tradizionale conferenza stampa di chiusura del Festival, tenuta oggi,14 luglio, al Teatro Caio Melisso, davanti ad una attenta platea di giornalisti locali e nazionali, Ferrara ha speso pochi minuti, ma fondamentali per dire cosa era successo nella 62esima edizione. Incassi al +15% circa, ovvero 700mila euro all’11 luglio e circa 730-740mila a fine manifestazione, dopo il 14 luglio. Lo scorso anno gli incassi si fermarono alla, sempre rispettabile, cifra di 648mila euro.

Il tutto collegato con gli  oltre 130mila passaggi alla Mobilità Alternativa (102.751 accertati all’11 luglio, più la stima attuale che include anche i dati non contabilizzati dal 12 al 14 luglio). Nel 2018 erano stati circa 100mila.

Infine l’occupancy rate dei luoghi di spettacolo che si attesta sul 90%, dato evidentemente collegato e collimato con le aumentate presenze ed il maggiore incasso. Ovviamente non si sta parlando di soldout sempre e comunque dei teatri, ma avere il 90% di occupazione in un momento storico generale  non propriamente facile e considerando (come tante volte ha ripetuto anche Ferrara) che “venire al Festival costa”, il dato in se è lo specchio di quello che qualche collega in platea ha definito, “fidelizzazione  del pubblico” al Festival. In buona sostanza, a Spoleto si viene con convinzione e perchè si riconosce l’alto valore della proposta culturale.

Vi risparmiamo tutto il resto delle cifre su numero degli spettacoli, numero degli artisti e numero  degli articoli di stampa pubblicati o proposti, i passaggi televisivi e radiofonici, numeri degli sponsor e della comunicazione, insomma tutto il fantasmagorico mondo che ruota intorno alla kermesse spoletina e che agita solo uno sparuto numero di spigolatori conto terzi.

Ferrara spende solo qualche parola in più sul ruolo dei Social, in particolar modo quest’anno, il successo avuto  dalle short stories su Instagram (27mila visualizzazioni), davvero molto cool ed efficaci. A tutto questo si aggiungono poi gli oltre 2 milioni di visualizzazioni dei post di Youtube.

Il ringraziamento di Giorgio Ferrara va anche alla Rai (Main Media Supporter) che, con tutta una serie di canali sulla informazione culturale, come Rai Cultura o Rai5 (Proserpine, in registrata, andrà qui in onda il 19 settembre prossimo), ma anche con altri strumenti, ha rinnovato il contratto con il Festival trasformandolo in  uno degli appuntamenti culturali più importanti dell’anno.

Il Festival ottiene in più quest’anno un riconoscimento importante, sulla corretta gestione della sicurezza e salute sul lavoro, consegnato dall’ente certificatore Bureau Veritas: “Siamo gli unici in Italia ad averlo…”, aggiunge Ferrara.

Novità anche sul fronte delle collaborazioni internazionali. Nel segno della continuità  rispetto agli accordi firmati con il China Shanghai International Art Festival, nel 2020 il Festival dei Due Mondi avrà, il 14 novembre, una prestigiosa appendice a Shanghai dove andrà in scena in prima mondiale il nuovo spettacolo di Robert “Bob” Wilson, The Map dedicata alla celebre mappa geografica disegnata da Padre Matteo Ricci nel 1602, insieme ad un agronomo cinese, in cui per la prima volta compaiono entrambi gli emisferi terrestri. Uno spettacolo commissionato dal Festival di Spoleto in collaborazione  con lo CSIAF e che dopo il debutto cinese arriverà in Italia, Spoleto, nel 2021, “che io ci sia o no…”, scandisce imperioso Giorgio Ferrara.

Hard o soft Ferraraexit?

E qui si apre uno dei soliti capitoli, tormentone, su Ferrara si o Ferrara no. Dopo 11 anni sembra un pò come la storiella della figlia della Sora Camilla. Ma detto ciò, l’evidenza contrattuale del Direttore Artistico, prevede  che l’incarico cessi con l’edizione di Spoleto63, anche se vocette di cortile mormorano della possibilità che Ferrara lasci con un anno di anticipo.

Quale sia la verità è assolutamente impossibile dirlo al momento. Ma come spesso ripete il vicepresidente della Fondazione, Dario Pompili (anche lui presente alla conferenza stampa), “mai abbandonare la strada certa per una via insicura e sopratutto senza  guida capace…”.

In effetti una operazione di buon senso dovrebbe prevedere una transizione morbida, soft, una cosa molto diversa dalla paventata hard Ferraraexit che vede l’abbandono anticipato. Ma a  Spoleto spesso siamo talmente bravi a interpretare il ruolo di Tafazzi, che potremmo anche decidere, con il concorso di certa politica nazionale,  che il Festival siamo in grado di farcelo in casa.

Un pò come gli eventi spoletini, quelli che noi abbiamo “più grandi…” (CLICCA QUI).

Dopo lo scioglimento dei ghiacci  e l’innalzamento del livello degli oceani, quale altra sciagura potrebbe coglierci in tal senso? Forse l’eruzione del  vulcano spento sul Monteluco?

Per il momento ci dobbiamo invece appellare alla “tigna” con la quale il sindaco, e presidente della Fondazione, Umberto de Augustinis, spiega alla platea che non sarà più disponibile ad aspettare che si decida sul recupero dei molti spazi chiusi dopo il sisma del 2016, come ad esempio il teatro da 400 posti al Complesso di San Nicolò. Una location prestigiosa con pochissimi danni alla facciata e risolvibili in tempi rapidi e che invece è inutilizzato da 3 anni con un danno evidente per la città e il Festival. Senza parlare poi dell’Anfiteatro Romano che ha mostrato, proprio in questa 62esima edizione, le sue enormi potenzialità con i concerti jazz nell’Ambulacro ripulito e riaperto al pubblico. Un piccolo gioiello di cultura ed accoglienza.

“Gigione” Ferrara e il Sindaco “controllore”

Infine una collega chiede a Ferrara quale è stato lo spettacolo che ha dato più soddisfazione al Direttore Artistico e quello che non rifarebbe. Ferrara, che in questo tipo di dialettica e come sempre gigione risponde sicuro e squillante “quello che non rifarei? Ma io li rifarei tutti…”, scatenando l’applauso dello staff.

E aggiungendo subito dopo, “dal punto di vista pirotecnico senza dubbio il preferito e Jean Paul Gaultier (CLICCA QUI), e dal punto di vista intellettuale e culturale il ciclo sulla Bauhaus. Ma rifacciamoli tutti anche per il prossimo anno…”, e giù risate dalla platea. Mentre il sindaco puntualizza, “Francamente Mahmood al Teatro Nuovo non lo rifarei (CLICCA QUI). Ho avuto veramente paura, sopratutto per  il Loggione. Forse non vi siete accorti, ma c’era gente che per ballare si sporgeva e ci sono stati due o tre persone che stavano quasi per andare di sotto. Fortunatamente nessuno si è buttato…”. La figura del sindaco controllore, che vede tutto e sente tutto, si materializza imperiosa.

Non resta che godersi, tra pochi minuti, l’atteso concerto di chiusura in Piazza Duomo, dove l’Orchestra e il Coro del Teatro dell’Opera di Roma eseguiranno il repertorio francese di Giuseppe Verdi, con la direzione del M° Daniele Gatti. 

Non confermata ufficialmente, ma sicura ufficiosamente, la presenza al concerto del Vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini. Selfie time solo a fine concerto, please.

Riproduzione riservata

Foto: Tuttoggi.info (Carlo Vantaggioli)

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