Supera i 25 miliardi di euro il tesoretto delle famiglie umbre, secondo l’ultimo rapporto della Banca d’Italia, riferito alla situazione a marzo di quest’anno.
Oltre 14 miliardi sono detenuti nei depositi, mentre la quota restante (11.084 milioni) investita nei titoli a custodia. Soprattutto titoli di Stato italiani (3.385 milioni), la cui percentuale su base annua è salitadi quasi il 10%.
Più contenuta (2,6%) la quota investita in obbligazioni bancarie italiane, investimento al quale comunque le famiglie umbre destinano una parte importante (859 milioni) dei propri risparmi.
Balzo delle azioni (+9,1%) con una massa di investimento di 809 milioni di euro.
La quota più consistente dei risparmi delle famiglie umbre resta comunque nei conti correnti: 8.766 milioni di euro, con un incremento del 2,3% dopo la flessione dell’ultimo anno. Segno di incertezza, che fa preferire alle famiglie di mantenere a disposizione una quota consistente delle proprie disponibilità finanziarie per far fronte a spese improvvise o comunque in attesa di capire quale sia l’investimento migliore.
L’unica voce che a marzo risulta in flessione (-0,4%) è quella relativa ai depositi a risparmio, a cui comunque le famiglie umbre destinano 5.230 milioni di euro. Si tratta di depositi con durata prestabilita o rimborsabili con preavviso, che quindi generalmente mettono a riparo da particolari imprevisti, confermando l’incertezza che orienta gli investimenti finanziari delle famiglie umbre in questo momento. Una prudenza che del resto viene confermata anche dalle scelte rispetto ai titoli a custodia.
