E’ andata deserta l’asta per l’acquisizione della fallita Industrie Minerva. La notizia, neanche tanto clamorosa dati le analisi che furono fatte subito dopo la pubblicazione del bando, è trapelata solo poco fa. Alle 16,30, infatti, era prevista l’apertura delle buste. Ma al ragionier D’Agata, curatore falimentare nominato dal Tribunale di Spoleto, non è rimasto altro che stilare un verbalino con il quale prendere atto del fallimento di questa prima seduta. Prima seduta, sì, visto che nell’avviso di gara è stata indicata anche la data del 18 ottobre quale ‘eventuale seconda seduta di seggio’. Ma sono davvero in pochi a credere che fra un mese le condizioni e l’interesse sarà cambiato.
Anzi. Le analisi di mercato prevedono una contrazione dello stesso nel prossimo 2009. Di più. Il potenziale valore dei marchi dell’azienda di Santo Chiodo, a cominciare da quello “Minerva”, continua a diminuire in maniera spaventosa. A tutto vantaggio della concorrenza. Uno scenario che era stato denunciato da subito, seppur nel silenzio generale e con l’assenso anche di parte del sindacato. Ma anche di certe associazioni di categoria che avevano criticato sia l’interesse mostrato da aziende “distanti 100 chilometri”, sia quello di alcune (ma non tutte) imprese ‘locali’. Una doccia fredda dunque per i 65 dipendenti della ex Industrie Minerva ai quali, a fine ottobre, scadrà anche la cassa integrazione straordinaria. “Si apre una fase drammatica – ammette Adolfo Pierotti della Fim/Cisl, che in passato aveva criticato il comportamento degli altri confederali – a questo punto ho seri dubbi che la Minerva possa ripartire. Non sarà certo una riduzione del 20% del prezzo a base d’asta a convincere qualcuno”. A rischio anche gli strumenti sociali che le parti sociali dovranno attivare. Ormai si può solo pensare di continuare la cigs per altri sei mesi. “Per questo ci attiveremo subito” conclude Pierotti “ma non avremo più frecce al nostro arco”. Dunque, alla fine di aprile 2009, tutti andranno in mobilità. Il count down è cominciato: restano ancora 7 mesi. Che difficilmente consentiranno alla curatela di trovare una soluzione positiva alla difficile vertenza.
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