Ex Coc di Norcia crollato col sisma, in 8 rinviati a giudizio - Tuttoggi

Ex Coc di Norcia crollato col sisma, in 8 rinviati a giudizio

Sara Fratepietro

Ex Coc di Norcia crollato col sisma, in 8 rinviati a giudizio

Per l'accusa ci fu "imprudenza, negligenza, imperizia" nella progettazione e costruzione dell'edificio poi usato come Coc durante il sisma
Gio, 13/02/2020 - 08:09

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Ex Coc di Norcia crollato col sisma, in 8 rinviati a giudizio

In 8 finiranno sotto processo per le omissioni che avrebbero portato al crollo, il 30 ottobre 2016, della struttura che ospitava il Coc di Norcia.

La struttura di Porta Romana che era stata scelta come centro nevralgico di gestione dell’emergenza dopo il terremoto del 24 agosto 2016 e che ospitava anche vari sfollati vide infatti con la grande scossa di fine ottobre collassare un pilastro e diventare a sua volta inagibile. Il Coc però avrebbe dovuto garantire l’incolumità di chi si trovava all’interno.

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La Procura della Repubblica di Spoleto aprì una inchiesta per quel crollo nel maggio 2017, con 11 persone che finirono nel registro degli indagati. Tra loro c’era anche l’ex sindaco Giampietro Angelini, in carica quando l’edificio fu progettato e realizzato. Per lui, così come per altre 2 persone, la posizione è stata archiviata.

In 8 invece sono stati rinviati a giudizio dal giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Spoleto Paolo Mariotti, come chiesto dal pm Patrizia Mattei. L’accusa è di crollo di costruzioni.

Si tratta dei progettisti delle strutture (il progetto risale al 1998 – 1999), dei collaudatori, del tecnico del Comune di Norcia responsabile del procedimento, dei responsabili delle ditte che si sono occupata dei lavori. Secondo l’accusa il loro operato sarebbe stato caratterizzato da “imprudenza, negligenza, imperizia”.

L’accusa è di aver violato “norme tecniche relative alla progettazione e alla esecuzione delle opere di costruzione dell’edificio denominato sala polivalente sito in Norcia, largo Rosa Marcucci, omettendo i dovuti controlli sulla qualità della progettazione e della esecuzione, arrestando falsamente in sede di collaudo la conformità del calcestruzzo alle previsioni progettuali (reato per il quale si procede separatamente essendo estinto per intervenuta prescrizione)” provocandone così “il crollo parziale, in particolare il collasso di un pilastro sito al primo piano seminterrato con conseguente dissesto di altri elementi strutturali dell’opera”.


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