La partita sulla E78 Grosseto-Fano entra nel vivo, ma Anas non sembra intenzionata a concedere spazio alle richieste di modifica del progetto definitivo tra Le Ville e Selci Lama.
Con la pubblicazione di oltre 70 nuovi documenti integrativi presso il Ministero dell’Ambiente, la società proponente ha risposto punto su punto alle osservazioni presentate da privati, imprese e i Comuni di Citerna, San Giustino e Città di Castello, confermando sostanzialmente il tracciato già stabilito, sempre giudicato troppo impattante dai territori interessati.
“No” allo spostamento a sud
Il punto più caldo riguarda l’ipotesi di far scorrere la superstrada più a sud rispetto a quanto previsto. Anas ha bocciato l’idea con motivazioni tecniche che appaiono difficilmente sormontabili: le simulazioni idrauliche indicano infatti che lo svincolo di Pistrino finirebbe in una zona ad alto rischio esondazione. Non solo: per scavalcare l’area allagabile del Tevere e le infrastrutture esistenti (E45 e ferrovia), sarebbe necessario un viadotto “monstre” lungo circa 5 chilometri. Un’opera dal costo esorbitante e dall’impatto paesaggistico giudicato insostenibile per la vallata.
Archeologia e Val Centena: aperture parziali
Se sul tracciato principale Anas non arretra, qualche apertura arriva per le aree interne. Nella zona della Val Centena (Svincolo Monterchi) sono stati proposti “ritocchi” grafici alle rotatorie e alla viabilità di ricucitura per accogliere le istanze locali. Per quanto riguarda il caso dei reperti romani ritrovati nella zona della “galleria di Citerna” a inizio 2025, Anas ha elaborato tre varianti alternative ma ribadisce la sua preferenza: lo smontaggio e rimontaggio degli stessi reperti per mantenere inalterato il percorso della strada. Ma l’ultima parola potrebbe spettare, come sempre in questi casi, alla Soprintendenza.
La “blindatura” del 2011
Dalle carte emerge anche una motivazione “istituzionale”: il progetto attuale ricalca corridoi già concordati nel 2011. Secondo Anas, ogni modifica sostanziale oggi farebbe decadere la compatibilità urbanistica, allungando i tempi di un’opera che attende la luce da decenni. La relazione paesaggistica sottolinea come il progetto sia già “il miglior equilibrio” tra consumo di suolo e necessità infrastrutturali, protetto dal vincolo paesaggistico n. 210 che limita ulteriori spostamenti.
L’iter della Valutazione di Impatto Ambientale (Via) al Ministero dell’Ambiente proseguirà ora, dunque, con le nuove osservazioni pubbliche – per avanzarle c’è ancora tempo fino al 10 marzo – a queste ultime integrazioni di Anas.