(Ca. Cer.) Sarebbe dovuto cominciare oggi il processo a carico del falso broker che 5 anni orsono venne arrestato dalla Guardia di finanza per un crac da 6 milioni di euro nel quale erano finiti molti investitori e risparmiatori spoletini. Ma il giudice Roberto Laudenzi, appresa la notizia del decesso dell’imputato ha decretato il ‘non luogo a procedere’. L’inchiesta nei confronti V.C., nato a Terni ma da tempo residente a Spoleto, era scattata nel 2006 quando lo stesso si era costituito alla Guardia di finanza di Spoleto raccontando molto (ma non tutto) di quanto aveva messo in atto nel tempo. A spingerlo ad autodenunciarsi forse la paura di eventuali ripercussioni da parte di alcuni clienti.
Programmatore informatico con il pallino della finanza on line, V.C. aveva aperto un vero e proprio ufficio di consulenza al quale si rivolgevano stimati professionisti, commercianti e persino qualche agente delle forze dell’ordine. C’è chi giura che fra i suoi clienti ci fossero anche funzionari di banca e qualche loro moglie. All’inizio le cose erano andate bene e l'uomo pagava puntualmente gli stratosferici interessi che aveva garantito alla clientela, ma con il passare del tempo, e a causa di investimenti non proprio azzeccati, la situazione andò precipitando. Fu così che – stando alla ricostruzione degli investigatori – cominciò a pagare gli interessi ‘aggredendo’ il capitale dei suoi stessi investitori. Sperando in un rialzo della borsa, in un futuro migliore. Ma la realtà fu diversa e ben presto si trovò a dover fare i conti con un crac da lui stesso ammesso in 3 milioni di euro (ma il pm dell’epoca, Pasquale Principato, quantificò il buco in 6 milioni). Per questo era stato rinviato a giudizio con l’accusa di truffa e esercizio abusivo di intermediazione finanziaria.
V.C. si è spento lo scorso febbraio per cause naturali. Una notizia che è venuta alla luce solo all’avvio dell’udienza odierna, fra l’amarezza dei 35 spoletini che si erano costituiti parte civile (sono più di 100, stando alle indagini condotte dalle fiamme gialle, le persone ritenute parte lesa). Ora potranno avviare azioni esecutive nei confronti di quel patrimonio che la stessa finanza aveva posto sotto sequestro, patrimonio di gran lunga insufficiente a risarcire gli incauti investitori.
Lesioni a vicina, condannato – il giudice Laudenzi oggi ha condannato a 1 anno e 6 mesi di reclusione un 50ne siciliano, da anni residente nella città del festival e noto alle cronache per certe sue eclatanti proteste,
per le lesioni procurate ad una sua vicina. La condanna tiene conto anche della violazione di domicilio commessa dal pregiudicato che si trova già in carcere.
© Riproduzione riservata