Didattica a distanza dannosa in Umbria, metà studenti impreparati: il rapporto Invalsi - Tuttoggi

Didattica a distanza dannosa in Umbria, metà studenti impreparati: il rapporto Invalsi

Sara Fratepietro

Didattica a distanza dannosa in Umbria, metà studenti impreparati: il rapporto Invalsi

Mer, 14/07/2021 - 13:21

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L'esito del rapporto Invalsi presentato insieme al ministro dell'Istruzione Bianchi

Didattica a distanza dannosa per la metà degli studenti. Lo certifica il rapporto Invalsi presentato oggi insieme al ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi. L’Umbria – emerge dal report – è in linea con la media nazionale, mentre ad essere penalizzate dalla Dad ancora di più sono state le regioni del sud.

La didattica a distanza ha influito negativamente ancora più sulla matematica che sull’italiano per quanto riguarda le medie mentre per le superiori il contrario. Dad più nociva, poi, sugli studenti delle superiori piuttosto che quelli delle scuole medie. Non ci sono state apparentemente invece ripercussioni per quanto riguarda le prove Invalsi di inglese, questo almeno quanto emerge dal confronto tra i dati del 2021 e del 2018.

Didattica a distanza e risultati Invalsi nelle terze medie

Per quanto riguarda le terze medie, per le prove Invalsi di italiano, la media del 2021 è stata di 196 punti, 4 punti in meno rispetto a 3 anni prima. Per la matematica, invece, la media è stata di 193 punti, ben 7 punti in meno rispetto al 2018.

Nel dettaglio, le prove Invalsi seguite alla didattica a distanza hanno evidenziato – per l’italiano – un calo generalizzato in tutto il Paese. Solo la provincia autonoma di Trento è rimasta sopra la media del 2018, mentre per quanto riguarda l’Umbria il risultato è nella media nazionale. La quota degli studenti che non raggiunge il livello minimo passa dal 34% del 2018 (e 2019) al 39% del 2021. La quota di studenti sotto il livello minimo cresce di più tra gli studenti socialmente svantaggiati. Situazione analoga per quanto riguarda la matematica, con le eccezioni di provincia di Treno e Friuli Venezia Giulia. La quota degli studenti che non raggiunge il livello minimo passa dal 40% del 2018 (39% del 2019) al 44% del 2021.

I risultati per le superiori

La situazione peggiore delle prove Invalsi nell’era della didattica a distanza si avverte nella scuola secondaria di secondo grado (superiori). Per quanto riguarda l’italiano, la media 2021 è di 190 punti, ben 10 in meno rispetto al 2019. Per la matematica, invece, la media 2021 è di 191 punti, -9 rispetto a due anni prima.

Per quanto riguarda l’italiano, si assiste ugualmente ad un calo generalizzato in tutto il Paese. Anche in questo caso solo la provincia autonoma di Trento rimane sopra alla media del 2019. La quota degli studenti che non raggiunge il livello minimo passa dal 35% del 2019 al 44% del 2021. La quota di studenti sotto il livello minimo cresce molto di più tra gli studenti socialmente svantaggiati. Situazione analoga in Italia, con un calo di 9 punti.

La dispersione implicita, grande aumento nel centro Italia

Secondo il rapporto Invalsi, il 9,5% degli studenti termina la scuola secondaria di secondo grado con competenze di base fortemente inadeguate (dispersione implicita); era il 7% nel 2019. Il 23% è il livello stimato dei giovani nella fascia 18-24 anni in forte difficoltà nel 2021 (+0,9% rispetto al 2019).

A livello nazionale la dispersione scolastica implicita cresce di 2,5 punti percentuali. Crescono ancora le differenze territoriali della percentuale di dispersione implicita: Nord: 2,6%; Centro: 8,8%; Mezzogiorno: 14,8%.

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