(FDA)- Non è detta l'ultima parola sul futuro della A.Merloni, e si può dire che in qualche modo sia stata accolta la richiesta dei lavoratori di vedersi prorogati i termini prima del baratro.
Parte infatti oggi un periodo di negoziato che probabilmente durerà almeno un paio di settimane, tra i tre commissari che governano l'azienda di Fabbriano da due anni e i gruppi internazionali che ieri hanno presentato delle istanze di interessamento all'acquisto entro il termine fissato dal bando alle 18.
Non è stata resa finora pubblica l'identità dei mittenti delle buste di interesse giunte nelle mani dei commissari, ma le piste più probabili portano una in Cina e l'altra in Iran. Riguardo quest'ultima possibilità, l'attenzione è concentrata sulla società Entekhab, appartenente al gruppo Mmd di Dubai. La società iraniana infatti gia a fine settembre ha rilevato la Tecnogas, ex ramo cottura della Merloni, in un percorso di espansione nel settore elettrodomestici che l'aveva vista acquirente anche del settore “bianco” della coreana Daeweoo.
Anche sul tipo di offerta -a quanto ammonti e a quali rami aziendali si riferisca- resta per ora il massimo riserbo, che resterà con ogni probabilità nelle prossime settimane, fino al termine della negoziazione.
Si apre adesso il confronto tra i commissari che gestiscono l'azienda e i gruppi che hanno espresso il loro interessamento.
Secondo Gianluca Ficco, esponente nazionale della Uilm, “i commissari solleciteranno una serie di garanzie, a partire dalle credenziali finanziarie”, mentre a loro volta “le aziende interessate chiederanno di avere accesso alla data room del gruppo e, conclusa la fase esplorativa, decideranno se presentare o meno proposte non vincolanti”.
Solo a seguito di questa complessa negoziazione, potranno essere avanzate proposte di acquisto vincolanti, gettando chiarezza sugli incerti esiti della vicenda.ù
A favore dei gruppi, pende anche l'investimento pubblico -si parla di 70 milioni- messo sul piatto da Invitalia (ex agenzia Sviluppo Italia), pronto a rilanciare gli stabilimenti in affanno, anche a tutela dei 2200 operai in cassa integrazione che da essi dipendono.
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SCADE ALLE 18 IL BANDO DI VENDITA DELLA MERLONI. ANCORA NESSUNA OFFERTA