“La situazione di Faurecia è critica e richiede competenza e responsabilità da parte di tutti” – è quanto si legge in una nota della Fiom-Cgil in relazione alla decisione della società di aprire altre due settimane di cassa integrazione. Secondo quanto riferito dal delegato FIOM, che ha chiesto chiarimenti sul numero di lavoratori coinvolti, la cifra supererebbe poco più del 20% e il sospetto è che “si tratti di un semplice abbattimento dei costi”. Sono stati sollevati anche dubbi di opportunità, considerando l’incontro in Regione del 27 ottobre 2025, in cui si discuterà del futuro dello stabilimento – con possibile coinvolgimento del board europeo – e di eventuali ammortizzatori per i lavoratori, ancora oggi senza certezze su misura e tempistiche.
“Procedura viziata”
“La procedura, già viziata dall’inizio – poiché come da prassi l’informativa preventiva non è arrivata alle segreterie territoriali e un delegato era impossibilitato a partecipare per infortunio – si è conclusa in maniera del tutto inaccettabile – spiega la Fiom Cgil – Durante la riunione di ieri, infatti, alle rimostranze del delegato FIOM è seguito il fatto che nessuna sigla sindacale ha apposto la firma. La RSU UILM ha richiesto tempo, ma né l’azienda né le RSU FIM hanno ritenuto opportuno aggiornare la riunione per chiarire le motivazioni che hanno poi portato alla firma”.
Fiom “Crisi Faurecia è strutturale”
“Dal documento sottoscritto risulta che la motivazione del fermo riguarda lo stabilimento di Cassino dal 3 all’11 novembre 2025, periodo non coincidente con la fermata a Terni del 24 ottobre – conclude il sindacato – Più credibili appaiono le spiegazioni fornite al tavolo: ridurre i costi, a testimonianza che la crisi di Faurecia sta diventando strutturale, dopo gli esuberi incentivati e la cessazione quasi totale dei lavoratori somministrati. La situazione è resa ancora più grave dal recente incidente sul lavoro.
La FIOM-CGIL e la sua RSU non permetteranno in questa fase delicata approcci superficiali o scorciatoie che possano compromettere il futuro e la sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici”.