Corte dei conti: bilanci Regione ok, ma occhio a quelle spese

Corte dei conti: bilanci Regione ok, ma occhio a quelle spese

I punti salienti della relazione del procuratore Giovannone

Via libera, dalla Corte dei conti, alla parificazione del rendiconto generale della Regione Umbria per l’esercizio finanziario 2017. La valutazione, cioè, che certifica il rispetto degli equilibri di bilancio. Un esercizio – ha ricordato il presidente della Sezione regionale di controllo, Fulvio Maria Longavita – fortemente condizionato, come nelle altre Regioni del centro Italia, dall’attività di emergenza e di avvio della ricostruzione post sisma.

La relazione del procuratore Giuseppone

Un esercizio dove però – nelle sue 127 pagine di intervento – il procuratore generale Antonio Giuseppone evidenzia ancora delle criticità, su cui la Corte dei conti si riserva di effettuare ulteriori verifiche e valutazioni.
Per ciò che attiene, in particolare, la partita legata a Umbria Tpl e Mobilità spa, l’esigibilità di alcuni crediti, lo staff a servizio della politica (pur in una complessiva riduzione della spesa del personale), la mancata centralizzazione degli acquisti in sanità che potrebbero portare ad ulteriori risparmi senza intaccare la qualità dei servizi.

I dati

Il rendiconto generale dell’esercizio 2017 della Regione Umbria evidenzia un risultato di amministrazione di circa 267 milioni di euro (circa 140 milioni di euro al 31.12.2016), dovuto ad una giacenza di cassa pari a circa 289 milioni di euro (al 01.01.2017 la giacenza di cassa era pari a circa 212 milioni di euro), residui attivi pari a circa 1.448 milioni di euro (circa 1.214 milioni di euro al 31.12.2016), residui passivi pari a circa 1.301 milioni di euro (circa 1.129 milioni di euro al 31.12.2016), un fondo pluriennale vincolato per spese correnti pari a circa 49 milioni di euro ed un fondo pluriennale vincolato per spese in conto capitale pari a circa 120 milioni di euro.
L’applicazione al risultato di amministrazione delle quote accantonate, pari a circa 141 milioni di euro, e delle quote vincolate, pari a circa 238 milioni di euro, determina un disavanzo effettivo pari a circa 112 milioni di euro (disavanzo effettivo al 31.12.2016 pari a circa 221 milioni di euro).
I giudici contabili rilevano un incremento notevole (circa 18 milioni di euro rispetto ai 14 dell’anno precedente) della quota accantonata al Fondo contenzioso.
“Anche per questo esercizio – scrive il procuratore Giuseppone – l’importo dei residui attivi, che risulta incrementato rispetto alla consistenza finale dello scorso esercizio di circa 234 milioni di euro, è alquanto considerevole, continuando ad avere un impatto consistente sul Rendiconto. Pertanto, si suggerisce, come tra l’altro già fatto nelle Requisitorie degli anni precedenti, un monitoraggio costante ed una maggiore attenzione dal lato degli incassi delle somme accertate e dei crediti, verificando compiutamente che somme contabilizzate in bilancio in conto residui possano essere effettivamente considerate tali, ovvero che sussistano i requisiti giuridici per il loro mantenimento”.

Le partecipate

Altro capitolo delicato è quello delle partecipate. “Questa Procura – scrive Giuseppone – condivide e fa proprie le conclusioni rese dalla Sezione regionale di controllo in merito ai gravi disallineamenti delle scritture contabili accertati con riferimento ai rapporti tra la Regione e le società/enti partecipati, nonché nei confronti degli enti locali destinatari di fondi regionali. Trattasi, difatti, di irregolarità che avrebbero anche potuto condurre alla mancata parificazione delle relative poste di bilancio per le quali, peraltro, la Sezione regionale di controllo confida sulle responsabili iniziative della Regione per superare l’evidenziata criticità, delle quali dovrà dare indicazioni, nei termini concreti della loro soluzione se non prima, almeno nel prossimo giudizio di parificazione”.

La spesa

La Corte dei conti rileva che anche anche nell’ultimo anno notevoli sono state le ripercussioni, sugli impegni di spesa assunti dalla Regione, degli interventi legislativi finalizzati alla riduzione della spesa pubblica.  Rispetto al precedente esercizio, nel corso del 2017 la Regione ha ridotto gli impegni di spesa per “Studi e consulenza” per 35.837,61 euro e per “Formazione” per 13.882,03 euro, mentre risultano similari gli impegni assunti per le “Missioni” e per le “Spese di rappresentanza. Risultano, invece, in aumento gli impegni di spesa per le “Autovetture” per 40.655,42 euro e per “Relazioni pubbliche, mostre, convegni e pubblicità” per 203.256,12 euro.

Il personale

La spesa del personale è passata da circa 55,4 milioni di euro del 2016 a circa 53,3 milioni di euro del 2017. con un calo, quindi, pari a circa 2,1 milioni di euro. I giudici contabili evidenziano la riduzione delle posizioni organizzative, ma rilevano “la non adeguata proporzione tra le posizioni organizzative presenti in Regione ed il numero del personale in servizio”, evidenziando, altresì, che “il rapporto tra le ridette posizioni ed il personale in servizio resta comunque alto, passando dal precedente 3,1 al non più favorevole 3,5 attuale”. Su questo aspetto “si riserva le opportune valutazioni” e continua ad evidenziare gli “eccessivi costi della politica, legati agli incarichi relativi alle strutture di supporto degli organi politico – amministrativi dell’Ente”.

La sanità

La spesa per la sanità rappresenta la voce più consistente del bilancio regionale. Si consideri, infatti, che sul totale delle entrate accertate dalla Regione nel corso del 2017, ben il 71,18% riguardano entrate destinate al settore della sanità (rispetto agli accertamenti riguardanti le sole entrate correnti la percentuale sale all’82,50%) così come, sul totale delle somme impegnate dalla Regione, il 75,40% riguarda spese destinate alla sanità (rispetto agli impegni relativi alle sole spese correnti la percentuale sale all’81,59%).

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