La Corte dei Conti parifica il bilancio della Regione Umbria ma striglia Palazzo Donini per i conti sbagliati sul “buco” della sanità che hanno portato al noto caso politico nei mesi scorsi ed alla contestata manovra finanziaria con l’aumento dell’Irpef (e non solo). E l’opposizione torna a chiedere la revoca della manovra.
Sotto la lente della magistratura contabile i 243 milioni di euro di passivo delle aziende sanitarie umbre che però non rappresentavano il ‘buco’ del sistema sanitario umbro come inizialmente sostenuto dalla Giunta regionale guidata da Stefania Proietti. Deficit in realtà di 34 milioni di euro. La Corte dei Conti contesta alla Regione anche le modalità della consulenza affidata a KPMG, evidenziando “criticità rilevate riguardo alla tempistica della procedura di affidamento dell’incarico, nonché alle modalità di acquisizione dei dati, anche in relazione all’osservanza dell’obbligo di riservatezza”.
La bacchettata sul ‘buco’ della sanità
Quanto al ‘buco’ della sanità, la Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti “ha evidenziato – si legge nella relazione – come dai titoli dei comunicati pubblicati nel mese di marzo nei siti istituzionali della Giunta regionale e dell’Assemblea legislativa emergesse un “disavanzo in sanità di 243 milioni di euro”, non congruente con i dati emersi dal documento “Prime evidenze” rilasciato da KPMG Advisory S.p.A., nel quale veniva, invece, rappresentato un risultato economico negativo di 90 milioni di euro, fino a giungere alle risultanze esaminate dal Tavolo nella riunione del 1° aprile 2025, all’esito della quale è stato accertato il disavanzo di 34,205 milioni di euro, le cui coperture sono state individuate dall’Amministrazione con la manovra tributaria sopra citata. Nel corso della replica l’Amministrazione ha sostenuto la coerenza dei dati evidenziando che il disavanzo di 243 milioni indicato era riferito al disavanzo delle Aziende sanitarie e ospedaliere, al netto del risultato della GSA, considerando il quale, il disavanzo strutturale ammontava ai 90 milioni indicati nelle prime evidenze da KPMG che poi, in seguito alle coperture con fondi straordinari – di cui ha riferito di non avere avuto evidenza fino a metà marzo (payback farmaceutico e premialità) – è sceso ai 34 milioni accertati dal Tavolo. Al riguardo, la Sezione, nel prendere atto delle considerazioni offerte e nell’evidenziare la mancanza di riferimenti in merito alla strutturalità del dato nel verbale del Tavolo del 1° aprile 2025, contenente le risultanze ufficiali, ha sottolineato il fatto che il menzionato risultato negativo di 243 milioni di euro era, in realtà, riferito esclusivamente alle Aziende sanitarie e ospedaliere – come confermato dalla Direttrice regionale – e che, non considerando le risultanze (positive) della Gestione Sanitaria Accentrata, sia stato, quindi, incongruamente riferito all’intero sistema sanitario regionale. Sul punto, pertanto, nel prendere atto di quanto rappresentato dall’Amministrazione, che sarà, comunque, oggetto di specifica analisi con riguardo all’esercizio finanziario di riferimento, si confermano le osservazioni sopra riportate”.
Il centrodestra: “Ritirino la manovra e si scusino”
L’analisi della Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti non poteva non provocare la forte presa di posizione delle opposizioni, che sul tema nei mesi scorsi hanno portato avanti una dura ‘operazione verità’, arrivando anche ad occupare il palazzo.
In una nota, i consiglieri regionali di opposizione Enrico Melasecche, Donatella Tesei (Lega Umbria), Eleonora Pace, Paola Agabiti, Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia), Laura Pernazza, Andrea Romizi (Forza Italia) e Nilo Arcudi (Tesei Presidente – Umbria Civica) ripercorrono l’analisi della Corte dei Conti, chiedendo anche il ritiro della manovra fiscale varata dalla Giunta regionale. “La relazione della Corte dei conti sul rendiconto generale della Regione Umbria per l’esercizio 2024 – sottolineano gli esponenti di centrodestra – smentisce in modo netto e inequivocabile la narrazione costruita dalla presidente Proietti e dalla sua Giunta. A beneficio degli umbri, comprensibilmente disorientati, intendiamo fare ulteriormente chiarezza, riportando quello che riferisce il massimo e più autorevole organo di controllo”.
“La stessa Corte – proseguono i consiglieri regionali di minoranza dopo aver riportato vari passaggi della relazione – precisa che i 243 milioni comunicati pubblicamente si riferivano esclusivamente alle aziende sanitarie e ospedaliere, mentre ‘non consideravano le risultanze (positive) della Gestione sanitaria accentrata’, e dunque non potevano essere in alcun modo attribuiti all’intero sistema sanitario regionale. La realtà dei fatti era ben diversa da quella presentata dalla Giunta: il disavanzo era già noto, circoscritto e sotto controllo, e la Regione aveva a disposizione tutti gli strumenti, tecnici e contabili, per affrontarlo”.
“Dalla Corte – dicono ancora – arriva un’ulteriore precisazione cruciale: ‘sia il payback da un lato, sia la premialità dall’altro […] consentivano alla Regione di avere già contezza della condizione in cui si trovava ai fini della manovra che poi ha deciso di stabilire. Questo è il dato che io vorrei venisse chiaro’. Un passaggio che inchioda la Giunta alle sue responsabilità politiche e comunicative: il quadro era chiaro, ma è stato volutamente deformato per giustificare una scelta fiscale gravosa e impopolare, che non aveva alcuna utilità, se non quella di consentire alla Giunta di accumulare risorse da spendere, senza che fossero vincolate all’ambito sanitario, vista la bocciatura del nostro emendamento nel merito. Anche sul fronte del payback dei dispositivi medici (2015-2018), la Corte accoglie integralmente le perplessità da noi sollevate. La Regione, scrive la Corte dei Conti, ‘ha contabilizzato un credito di 40.598.495,17 euro, e, in particolare, il correlato accantonamento operato a valere sul Fondo CDE al quale è conseguito un cospicuo assorbimento di risorse. In particolare, pur in considerazione delle sottese finalità prudenziali rappresentate dall’Amministrazione, alla luce del corrispondente residuo passivo iscritto in bilancio, si ritiene che in seguito alla definizione del relativo quadro normativo, ad oggi in itinere, nonché delle correlate procedure attuative, l’Amministrazione dovrà procedere tempestivamente alle necessarie sistemazioni contabili, come dalla stessa indicato, al fine di consentire l’effettivo impiego delle eventuali risorse accantonate in eccesso’. Questo significa che il presunto disavanzo include somme che, una volta chiarito il quadro normativo nazionale, verranno sbloccate, coprendo indiscutibilmente quanto definitivamente il complesso delle poste passive, evidenziate ad arte, e confermando il piccolo avanzo da noi sottolineato fin dal primo giorno. Quindi nessun passivo, nessun ammanco, nessuna giustificazione ad una vergognosa stangata fiscale”.
“È evidente – concludono Tesei e gli altri consiglieri regionali di centrodestra – che il quadro emerso dalla relazione ufficiale della Corte dei conti sia devastante per la credibilità della Giunta regionale. Le fondamenta tecniche e contabili della manovra fiscale sono crollate sotto il peso di dati ufficiali. Nei mesi scorsi abbiamo svolto un lavoro serio, documentato, puntuale, spesso deriso o banalizzato dalla maggioranza, ma oggi le istituzioni ci danno pienamente ragione. Alla luce di quanto emerso, chiediamo l’immediato ritiro della manovra e anche che la Giunta faccia delle scuse agli umbri per averli presi in giro e schiacciati sotto il peso di tasse inutili. Per rispetto dei cittadini, per trasparenza, per responsabilità istituzionale, la Giunta non può più nascondersi dietro la propaganda. È il momento della verità”.
Proietti: “Osservazioni della Corte sono momento fondamentale di approfondimento”
Non entra invece nel merito del caos dei numeri sul ‘buco’ della sanità la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti. Con una nota di Palazzo Donini che osserva che “la Sezione regionale dell’Umbria della Corte dei Conti ha parificato il rendiconto della Regione Umbria per l’esercizio 2024, sospendendo due capitoli che sono diretta conseguenza della questione di legittimità costituzionale sui fondi destinati ad Arpa, emersa già lo scorso anno e che allo stato attuale, pende davanti alla Corte Costituzionale. A differenza dello scorso anno, il rendiconto regionale è stato approvato senza alcun rinvio escluso il capitolo attinente la questione relativa all’Arpa“.
Nel suo intervento, la Proietti, dopo aver portato i saluti e ringraziato la Corte e tutte le autorità civili e militari presenti, ha evidenziato che l’udienza di parifica rappresenta “un momento di esercizio reale di democrazia, di fondamentale importanza per rendere conto alla comunità regionale del lavoro svolto. Le richieste, le osservazioni e gli appunti della Corte non sono solo un atto dovuto, per legge quindi, ma un momento fondamentale di approfondimento e di condivisione a cui la nuova amministrazione regionale ha guardato con grande attenzione e rispetto”. “Voglio ringraziare la Corte per il poderoso impegno – ha proseguito – e per le indicazioni pienamente condivise. In particolare abbiamo apprezzato quelle sulle liste d’attesa e lo studio svolto l’anno scorso sugli usi civici, diffusamente presenti nella nostra regione e, quest’anno, sulle società e gli organismi partecipati”.
Il bilancio e il settore della sanità
Proietti ha inoltre rimarcato “la massima attenzione che la Regione ripone nei confronti della Corte dei Conti”, testimoniata dalla partecipazione dell’intera Giunta, dell’Assemblea legislativa e dei consiglieri regionali, all’udienza plenaria. Toccando le tematiche relative al bilancio, ha evidenziato che “sin dall’insediamento della Giunta, avvenuto nel dicembre 2024, abbiamo dovuto effettuare un lavoro di approfondimento di una situazione economica e finanziaria che si presentava disallineata. Il tutto in un contesto nazionale e internazionale particolarmente difficile che non agevola la gestione dei bilanci di Regioni e di enti locali”.
Da qui le sfide, in particolare per il settore della sanità con un bilancio nel 2024 che ha registrato un disavanzo di oltre 34 milioni di euro, come certificato dal tavolo degli adempimenti del Mef (Ministero economia e finanza), con l’aggiunta della necessità di coprire il fondo patrimoniale di dotazione delle aziende sanitarie regionali negativo per oltre 38,8 milioni di euro e mai risanato: ”Nei giudizi di parificazione degli anni precedenti, la Sezione regionale di Controllo ha costantemente sottolineato le criticità della gestione strutturale del Fondo sanitario regionale evidenziando come nel corso degli ultimi anni la situazione di potenziale disequilibrio del Sistema sanitario regionale sia stata risolta soltanto con l’apporto di risorse ‘esterne’, di carattere straordinario e irripetibile, che di volta in volta la normativa vigente ha permesso di impiegare ai fini dell’equilibrio, sollecitando la Regione a porre rimedio, attraverso una adeguata programmazione e una stringente opera di coordinamento degli enti del sistema sanitario regionale. È un tema, quello della gestione del bilancio del Servizio sanitario regionale, su cui ci misuriamo quotidianamente – ha precisato – e su cui, anche nella prospettiva del nuovo piano sanitario regionale in fase di stesura, l’impegno assunto con la comunità regionale è forte e chiaro”.
Gli altri temi
In relazione ai rapporti con le Province di Perugia e di Terni Proietti ha ricordato che è stato realizzato l’Accordo stipulato con gli enti di area vasta in merito al finanziamento della viabilità regionale, con positiva definizione anche della questione “Iva trasporti”. Altro tema di forte impegno afferisce la gara dei trasporti pubblici locali: “Siamo fortemente convinti che, per il futuro di questa Regione, presidi fondamentali quali sanità, sociale, trasporti e infrastrutture rappresentano le sfide decisive su cui si dovrà misurare l’azione politica e amministrativa del governo regionale in termini programmatici e di offerta di servizi alla collettività regionale. A fronte di una situazione ferma alle gare del 2004 e del 2005, la Regione, in linea con il programma di governo, sta portando avanti la gara confermando la tempistica annunciata e le modalità di svolgimento della stessa con la previsione di quattro lotti ed un unico bacino”.
Nel suo intervento la Presidente Proietti si è soffermata anche sul finanziamento dell’Arpa: “Abbiamo avviato un percorso volto a seguire le condivise indicazioni fornite dalla Corte e a disimpegnare progressivamente il bilancio del Servizio sanitario regionale rispetto alle spese dell’Agenzia Nell’annualità 2024 è stato compiuto un primo passo. La Regione Umbria ha approvato con legge un nuovo meccanismo di finanziamento dell’ARPA. A tal fine, ci siamo già attivati presso la Conferenza delle Regioni affinché venga proposta una norma nazionale che definisca gli ambiti di competenza in materia”.
Relativamente alla ricostruzione e allo sviluppo dell’area del cratere sismico umbro, la Presidente ha confermato “l’accelerazione impressa alle attività di ricostruzione privata e i passi in avanti nella ricostruzione pubblica, con l’intervento simbolo del recupero della Basilica di San Benedetto a Norcia, che si concluderà quest’anno”. Infine, è stato posto l’accento sull’importanza delle risorse umane nella pubblica amministrazione: “Non vi è dubbio – ha concluso Proietti – che i cittadini riservino attenzione alla professionalità delle persone che operano nella Pubblica amministrazione e ai suoi assetti organizzativi quale elemento imprescindibile di efficacia, ribadendo così l’impegno della Regione per assicurare una pubblica amministrazione al passo con le sfide contemporanee”.


