“Continue violenze da mio marito”, così una donna ai Carabinieri / Ma oggi in aula ha negato tutto - Tuttoggi.info

“Continue violenze da mio marito”, così una donna ai Carabinieri / Ma oggi in aula ha negato tutto

Redazione

“Continue violenze da mio marito”, così una donna ai Carabinieri / Ma oggi in aula ha negato tutto

Gio, 27/02/2014 - 21:10

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Jac. Bru.

Aveva raccontato ai Carabinieri di subire continuamente violenze ed angherie da parte del marito ma oggi, di fronte al collegio penale del tribunale di Spoleto, la donna ha ritrattato tutto. La storia comincia nel 2010 quando la giovane straniera, ricoverata in ospedale in seguito alle percosse subite dall’uomo, racconta ai Carabinieri come quel “trattamento” sia purtroppo una consuetudine, arrivando perfino a denunciarlo per violenza sessuale. Una versione dei fatti che però in aula è stata radicalmente cambiata. La donna ha negato di aver riferito ai militari di subire violenze quotidiane da parte del convivente, con il quale nel frattempo si è ricongiunta e che al contrario l’avrebbe picchiata in quell’unica occasione. Alla base del “misunderstanding”, a suo dire, ci sarebbe stata la difficoltà ad esprimersi correttamente in italiano.

Secondo il sostituto procuratore Mara Pucci però, quelle frasi sarebbero state pronunciate. Non solo ai Carabinieri in sede di querela, ma anche al personale medico che ebbe in cura la giovane sottoforma di confidenze personali. Per questo il collegio ha disposto il recupero e la trascrizione delle tracce audio della denuncia della donna, che presumibilmente delineeranno in modo più chiaro il quadro della situazione. Si tornerà in aula il 24 aprile.

Violenza sessuale su una bambina di appena otto anni. Questo il reato di cui è accusato un 76enne residente nel comprensorio spoletino che nel 2001, stando ai fascicoli processuali, indusse la piccola a seguirlo nel giardino della sua abitazione con la scusa di portarla a vedere dei conigli e, una volta averla sottratta al controllo della madre che l’aveva accompagnata, tentò un esplicito approccio sessuale ai suoi danni slacciandosi i pantaloni e facendola sedere sopra le sua gambe. Gli “strusciamenti” delle parti intime dell’uomo su quelle della bimba sarebbero durati alcuni minuti prima che quest’ultima riuscisse a divincolarsi e a raggiungere la madre, che verrà escussa nella prossima udienza del processo fissata per l’8 maggio.

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