Il candidato alla presidenza del Comitato regionale interviene dopo l’annullamento delle elezioni: “Serve un vero rinnovamento alla base. Disponibile a fare un passo di lato per una soluzione condivisa”.
Dopo l’annullamento delle elezioni per la presidenza del CONI Umbria e il nuovo commissariamento del Comitato regionale, Andrea Arena, candidato alla guida dell’ente, affida a una lettera aperta una riflessione dura sul momento attraversato dallo sport umbro. Un intervento nel quale Arena ripercorre le fasi che hanno preceduto e accompagnato l’assemblea elettiva, denunciando pressioni, fratture interne, anomalie procedurali e un clima che, a suo giudizio, avrebbe compromesso la serenità del confronto democratico. “Abbiamo assistito a una delle pagine più buie dello sport umbro”, afferma Arena, parlando di elezioni che avrebbero restituito “la fotografia chiara di un sistema dopato”. Secondo il candidato, il periodo di commissariamento del CONI Umbria, seguito alle dimissioni di Aurelio Forcignanò, non avrebbe contribuito a ricomporre la crisi. Arena ricorda che, da novembre a maggio, il Consiglio regionale sarebbe stato riunito una sola volta, in occasione della presentazione del commissario Riccardo Giubilei.
Le anomalie procedurali
“Anziché individuare una via d’uscita dalla crisi, il commissariamento ha generato una netta frattura in un mondo sportivo umbro che da decenni viveva in piena sintonia”, sostiene Arena. Nel suo intervento, il candidato chiama in causa anche chi oggi critica l’operato del CONI Umbria, ricordando come alcune figure siano state per anni all’interno dello stesso sistema, sostenendo le politiche dell’ex presidente Domenico Ignozza. Uno dei passaggi più delicati riguarda il tema delle deleghe e del rapporto tra Federazioni nazionali e territorio. Arena cita il caso della FIBS, Federazione Italiana Baseball Softball, parlando di una situazione definita paradossale: una realtà umbra con un solo campo a Perugia e con una società storica che, a suo dire, non sarebbe stata adeguatamente ascoltata. “La domanda nasce spontanea: dov’è l’ascolto, la vicinanza e il rispetto per il tanto decantato territorio?”. Altro punto centrale della lettera è il clima di contrapposizione tra territori. Arena respinge con forza ogni lettura fondata su una divisione tra Perugia e Terni. “Alimentare e cavalcare un clima di contrapposizione calcistica tra Perugia e Terni mi indigna, perché è completamente al di fuori della mia cultura e può soltanto danneggiare l’immagine del CONI e dello sport regionale”, afferma.
Pressioni e spaccature
Secondo Arena, il percorso che ha portato all’assemblea elettiva sarebbe stato segnato da “costanti pressioni e sollecitazioni”, fino alla presentazione di nove deleghe e a una spaccatura che il candidato giudica “inammissibile per il panorama regionale”. Il passaggio più critico riguarda però lo svolgimento della giornata elettorale. Arena parla di una gestione che avrebbe sollevato forti perplessità, indicando almeno tre elementi considerati rilevanti. Il primo riguarda la cabina elettorale. “Una cabina composta semplicemente da due faldoni appoggiati su un tavolino non era in grado di garantire né la privacy né la sicurezza degli elettori”, sostiene Arena, aggiungendo che la sua segnalazione sarebbe stata respinta con la motivazione che quella soluzione era stata predisposta dalla Commissione elettorale. Il secondo elemento riguarda lo scrutinio. Secondo quanto riferito da Arena, il presidente dell’assemblea avrebbe inizialmente ritenuto possibile procedere al conteggio dei voti in un’altra stanza, senza la presenza dei rappresentanti dei candidati. “Solo dopo una mia ferma ed esplicita istanza è stato messo ai voti che fosse l’assemblea a decidere se lo spoglio dovesse svolgersi pubblicamente, davanti a tutti”, scrive Arena. L’assemblea, secondo la ricostruzione del candidato, avrebbe poi optato per il classico spoglio palese delle schede, con sei astenuti nella votazione. Il terzo punto riguarda la documentazione elettorale. Arena riferisce di aver chiesto l’accesso agli atti e la verifica delle deleghe, lamentando il successivo trasferimento della documentazione a Roma anziché la permanenza presso la sede regionale. Nel mirino del candidato finisce anche la proclamazione della vittoria di Fabio Moscatelli in prima votazione. Secondo Arena, quella proclamazione sarebbe avvenuta senza il raggiungimento della maggioranza assoluta richiesta. “Il fatto che il presidente abbia proclamato la vittoria del candidato Fabio Moscatelli senza che questi raggiungesse la maggioranza assoluta ha rasentato il grottesco”, afferma Arena, tanto che la Giunta nazionale del CONI ha deciso di annullare d’ufficio le elezioni e procedere a un nuovo commissariamento dell’Umbria.
“Necessario un cambio di passo”
Nella parte finale della lettera, il candidato rivendica il senso della propria candidatura e del progetto presentato all’assemblea. “Mi sono messo in gioco con ‘CONI di tutti per tutti’, proprio per poter rappresentare tutta l’Umbria”, scrive Arena, ricordando il proprio percorso sportivo nel rugby e nelle arti marziali, con esperienze legate a Perugia, Terni, Foligno e Gubbio. Arena sottolinea anche il valore della squadra che lo ha accompagnato in questa competizione, composta, a suo dire, da professionisti stimati in diversi ambiti. “Tutto questo non è stato costruito da solo, ma con una squadra affiatata, preparata e appassionata, a cui si deve ogni successo”, afferma. L’appello conclusivo è rivolto al futuro del movimento sportivo regionale. Arena chiede un cambio di passo e si dice disponibile anche a una soluzione che superi gli attuali schieramenti. “Non servono vetrine mediatiche né comparsate sui social. Credo ci sia l’impellente necessità di un vero rinnovamento alla base”, scrive. Poi l’apertura: “Sono disponibile a fare un passo di lato per trovare una soluzione condivisa che possa rappresentare realmente tutto il mondo sportivo umbro, senza spaccature e condizionamenti”. La lettera si chiude con una riflessione sul significato del potere nello sport e nella società civile. “Potere, per me, non rappresenta un sostantivo, ma un verbo: è questo che mi ispira”, conclude Arena. “Lotterò sempre con il sorriso affinché i valori e l’etica dello sport e della società civile prevalgano su tutto, in ogni campo della vita”.