Congresso Pd Perugia / E' ufficiale, Rossi segretario - Tuttoggi

Congresso Pd Perugia / E' ufficiale, Rossi segretario

Redazione

Congresso Pd Perugia / E' ufficiale, Rossi segretario

Mar, 12/11/2013 - 15:35

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Aggiornamento ore 18.54 – “Le decisioni della commissione nazionale sono come quelle di un tribunale: si rispettano”: questo il commento di Valerio Marinelli a seguito della decisione ufficiale che ha designato Dante Rossi a segretario del Pd di Perugia. “Tuttavia, si è liberi di commentarle” – continua -. “La scelta di validare l'assemblea congressuale di Perugia appare piuttosto schizzofrenica. Sabato 9 novembre, il giorno antecedente l'assemblea congressuale, la stessa commissione, recependo il ricorso presentato dal candidato Valerio Marinelli, aveva concesso il riaggiornamento del congresso, che si sarebbe perciò dovuto tenere entro il 14 novembre. L'assemblea si è tenuta ugualmente, nonostante durante lo svolgimento dei lavori fosse intervenuta una nota del presidente della commissione nazionale che ribadiva e chiariva l'indicazione del riaggiornamento. Forse l’impellenza della normalizzazione delle fibrillazioni politiche nei territori ha successivamente prevalso su ogni altra considerazione anche sul piano nazionale. L’ultima nota della commissione romana, però, se da un lato avalla l’assemblea congressuale di domenica, dall’altro testimonia con decisione e durezza che una mancanza di correttezza e appropriatezza è stata ben presente nell’iter congressuale.
Per i sopracitati motivi, l'assemblea non ha visto la partecipazione della maggioranza relativa dei delegati. Le stesse convocazioni sono avvenute quasi per passaparola; ad alcuni delegati non era stata neppure comunicata la loro elezione; gli inviti ai membri non eletti ma con diritto di parola non sono per la gran parte mai pervenuti.
Al di là delle questioni regolamentari, sulle quali rimangono interpretazioni diverse, resta aperto un tema politico. La frattura verticale interna al Pd, che rischia di mettere sotto tensione il patto fondamentale che unisce i democratici, non è rimarginabile con uno schiocco di dita. Un conto è l'assunzione di responsabilità, alla quale nessun dirigente del Pd deve venire meno, un conto è scansare i problemi politici, seguendo l'esempio degli struzzi, perchè non si è in grado o si ha timore di affrontarli. Il tema politico è presto detto: tre minoranze antitetiche non si sono compattate in un coerente progetto, ma si sono coagulate al fine di scavalcare una maggioranza relativa uscita con chiarezza dal voto degli iscritti. La cosiddetta “base”, ancora una volta, non ha visto riconosciuta la propria volontà e la propria esigenza di cambiamento, dato poi che dall'asssemblea congressuale emerge un esito che afferma una netta linea di piena continuità con l'esperienza pregressa. E' infatti riconfermato il segretario uscente.
Il congresso perugino è l'unico caso in Italia dove la proposta politica che acquisisce il maggior numero di consensi viene sostanzialmente disconosciuta. La somma di minoranze che danno vita ad una maggioranza è processo consentito dalle norme ma è pur vero che rappresenta un percorso politicamente innaturale nel metodo, nel merito e nel contesto. Insomma, non c'è necessità di stringenti regolamenti davanti all'evidenza del buon senso.
E' su questo dirimente punto e sull'idea di quale partito dobbiamo ricostruire (poichè di ricostruirlo e rigenerarlo c'è urgente bisogno) che si sono determinate le differenze e le polemiche.
Infine, la preoccupazione per un confronto congressuale che ha snobbato le proposte per un'Umbria nuova, che ha subordinato le risposte ai cittadini ad una logica tutta chiusa nei bruti rapporti di forza. Proposte e risposte per le quali continuerò a impegnarmi oggi e domani, ma che non avranno purtroppo modo di emergere fino a che lo scontro di e per il potere avrà il sopravvento sulla sana battaglia politica. Questo è –
ha concluso Marinelli – forse il più grande male che affligge il PD e di cui ogni cittadino non può non accorgersi”.

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Ore 15.35 – E' ufficiale, Dante Andrea Rossi è il segretario provinciale del Pd di Perugia. A mettere una pietra sopra le polemiche e i veleni che nei giorni scorsi hanno lacerato il partito (inevitabile pensare che ulteriori scosse telluriche si verificheranno nelle prossime settimane) è stata la commissione nazionale (chiamata ad esprimersi su 5 casi di ricorsi presentati dai provinciali di Perugia, Rovigo, Asti, Siracusa, Lecce).

Una riunione fiume, quella di ieri sera a Roma, che non ha avuto bisogno di grandi tempi per studiare la pratica del capoluogo umbro che, ha quanto si apprende dalla neo segreteria, ravvisava due criticità: la prima relativa al fatto che il ricorso andava presentato non da un candidato (nella fattispecie Valerio Marinelli) ma da una commissione provinciale o regionale; l'altra in quanto Marinelli avrebbe rivendicato la mancata assegnazione di un solo delegato in più, che comunque non avrebbe spostato l'asta, visto che sui 240 potenziali “grandi elettori” Rossi domenica ha riportato 140 preferenze, superando così ampiamente il quorum. Inutile dire che i giochi ora si apriranno non solo per l'elezione del segretario nazionale, ma anche per i ruoli della segreteria regionale.

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