di Carlo Ceraso
Chi sono i “più grassi” di Spoleto che non hanno apprezzato la cena-evento voluta dall’associazione Il Borgo? E perché, anzichè menzionarli, prendersi gioco del loro difetto fisico? Sono solo due delle domande che vengono in mente leggendo la recensione che un quotidiano on line cittadino ha dedicato alla recente “Cena sotto le stelle” che aveva registrato un discreto successo di ospiti (350, tutti comodamente seduti lungo Corso Garibaldi). Nella quale il cronista – non nuovo a metter in risalto aspetti fisici altrui o a dar giudizi al limite della decenza – si è scagliato, sin dall’apertura dell’articolo, contro coloro cui non sarebbe piaciuta la cena: “i più ‘grassi’ del comprensorio” scrive il commentatore. Facendo bene attenzione a non citarli, come prevede il più bieco e vigliacco degli stili di far giornalismo.
Dunque obesi e sovrappeso possono esser messi alla berlina. Almeno per il quotidiano regolarmente iscritto al Tribunale di Spoleto e per il giornalista che lo è all’Albo dell’OdG dell’Umbria. Qualche lustro fa si cominciò così, nella Germania di Joseph Goebbels, per finire con le epurazioni di ebrei, zingari, froci, preti, nani, malati o con difetti fisici evidenti. Grassi inclusi (al maschile, perché le donne, invece, dovevano esser floride per assicurare figli in salute da mandar al fronte)
Certo, solo un folle potrebbe pensare che dalla civile e tranquilla Spoleto possa partire la nuova persecuzione del XXI secolo, quella contro i grassi appunto, ma è indubbio che il ‘potere’ dell’informazione sia stato qui utilizzato come una clava che cerca di individuare e colpire senza pietà chi non ha rispettato lo standard del “sentir comune”, quello che crea certezze in chi sa solo osservare la materia degli altri. Se non fosse vero ci sarebbe quasi da sorridere: “la gioventù spoletina del futuro – vien da pensare parafrasando uno scritto di Hitler – deve essere snella e agile, veloce come un levriero, forte come il cuoio e dura come l'acciaio Krupp. Non occorre che abbia alcuna preparazione culturale…”.
Alle definizioni generiche e ai giudizi gratuiti della finissima penna spoletina si rischia quasi di farci l’abitudine. E così termini e frasi come “grassi, passeggiatrici, donne un po’ robuste che si gettano dal ponte delle torri,…” etc. si rincorrono tranquillamente sulle pubblicazioni del sito.
Chi sono i grassi? – che siano alcuni componenti della redazione di Tuttoggi.info i ‘grassi’ ai quali fa riferimento il cronista? E’ probabile, molto probabile, e per più ragioni. A cominciare dall’ora di pubblicazione dell’articolo-intervista, poco prima dell’incontro che l’Associazione culturale Il Borgo aveva richiesto a TO® presso la sede dell’Ascom. Ed alla quale hanno preso parte alcuni dei rappresentanti dell’associazione. Nodo del contendere il nostro articolo che, pur menzionando il successo dell’iniziativa, aveva riportato un paio di ‘ombre’ della cena-evento (clicca qui).
Lo scambio di vedute fra esercenti e i responsabili di TO® ha chiarito un po’ la situazione, anche se fondamentalmente ognuno è rimasto della propria opinione: i vertici de Il Borgo sbandierando come tutti i giornali avessero parlato solo bene dell’iniziativa (giustificando il quotidiano cartaceo fiorentino che aveva riportato le stesse critiche solo perché le avrebbe lette su Tuttoggi.info), i due direttori di TO® appellandosi a quel diritto di critica che fortunatamente è ancora garantito dalla nostra Costituzione.
Al termine dell’incontro, verso le 17.15, abbiamo comunque invitato l’associazione culturale a prendere le distanze pubblicamente dall’infamante giudizio comparso la mattina sul sito spoletino. A chiunque fosse stato rivolto. Anche perché le virgolette apposte intorno al termine grassi, potevano far ipotizzare che ad apostrofare chi era stato 'critico', potesse essere stato proprio l'intervistato, cioè il presidente de Il Borgo. Detto, fatto. Neanche un quarto d’ora, giusto il tempo di informare il responsabile dell'associazione, ed ecco che il sito corregge il tiro: “il termine grassi è stato utilizzato da chi ha scritto questo articolo e non dal Sig. De Angelis”, si legge dalle 17.36. Dunque i colpevoli, i 'grassi' potrebbero essere proprio quelli della redazione di Tuttoggi.info. In effetti qualcuno sovrappeso c'è – incluso chi scrive – anche se dubitiamo di essere addirittura “i più grassi del comprensorio”. Sempre che si stesse scrivendo di noi. Ma conoscere o meno l'obiettivo di quella infamia non cambia di molto la situazione.
Povera categoria – l’epiteto, il facile giudizio, il mancato rispetto delle regole rischiano da sempre di ridicolizzare sempre più la categoria dei giornalisti. A Spoleto in modo particolare. Qui si può dire, scrivere e fare tutto. Si può arrivare a chiedere il licenziamento di due impiegati municipali perché parcheggiano male, minacciare di querela giovanissimi aspiranti giornalisti che hanno il coraggio di scrivere fatti realmente accaduti, si può distorcere la verità per palesi conflitti di interessi, si può dirigere un giornale e fare l’addetto stampa di politici o società legate ad enti pubblici. E ancora. Si può ironizzare su donne molestate (salvo scusarsi appellandosi alla 'radicale ironia'), si possono illudere giovani che ambiscono all’iscrizione all’Albo facendoli lavorare senza uno straccio di contratto di lavoro, si può essere contemporaneamente editore-giornalista-commerciale, prestare voce e immagine alla pubblicità, si può anche non comunicare all’Ordine il proprio cambio di residenza forse per non sollevar sospetti sulla propria iscrizione all’Albo (che in altre Regioni sembra esser più facile che nella seria e rigida Umbria), etc., etc.. Regole fissate in Statuto e Codice deontologico che però non tutti sembrano voler rispettare. Un male comune, si dirà, ma che a Spoleto sembra essersi radicato e sviluppato a dismisura. Difficile da scovare, certo, specie nel frenetico mondo di internet. Ma che a questo punto l’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria sembra chiamato a dover affrontare alla radice. Vicende che, fortunatamente, non sembrano interessare la carta stampata umbra.
1 domanda a 30 Autorità – Resta dunque in primo piano l’insulto gratuito, l’offesa ai “grassi”. Sarebbe bello conoscere chi sono quelli così definiti dal quotidiano on line locale. Nell'attesa di saperlo, se mai lo si saprà, vale porre una domanda ad alcune delle autorità più in vista della Città, costretta a registrare un'altra delle pagine più brutte della storia del giornalismo spoletino. 30 personaggi ai quali si sarebbe potuto volentieri aggiungere anche il Presidente del Circolo della Stampa di Spoleto ma l’associazione, così come sembrava ad alcuni già dalle premesse, ha da qualhe tempo miseramente chiuso i battenti.
La domanda… Lei ha qualcosa contro i grassi e cosa ne pensa delle denigrazioni nei loro confronti?
…a: Sindaco di Spoleto Daniele Benedetti, Vice Sindaco Dante Andrea Rossi, Assessore alla cultura Vincenzo Cerami, Presidente del Consiglio Comunale Stefano Lisci, Consigliere regionale Giancarlo Cintioli, Consiglieri provinciali Massimiliano Capitani, Laura Zampa e Giampiero Panfili, Capogruppo Pd Patrizia Cristofori, Capogruppo Pdl Carlo Petrini, Capogruppo Psi Enzo Alleori, Capogruppo Lista Rinnovamento Fabrizio Cardarelli, Capogruppo Prima Spoleto Sergio Grifoni, Capogruppo Spoleto a 5 Stelle Carmelo Parente, Capogruppo Angelo Loretoni, Presidente Banca Popolare Spoleto Giovanni Antonini, Presidente CaRiSpo Alberto Pacifici, Responsabile Cgil Maurizio Evagelisti, Responsabile Cisl Bruno Piernera, Responsabile Uil Umbro Conti, Responsabile RdB Ettore Magrini, Responsabile Ugl Paolo Zaffini, Presidente Associazione Nazionale Partigiani Gianpaolo Loreti, Presidente Confindustria Sezione Spoleto-Valnerina Maria Flora Monini, Presidente AsCom Andrea Tattini, Presidente Confesercenti Gianpiero Proietti, Responsabile Confartigianato Stelvio Gauzzi, Responsabile CNA Bruno Cappuccino, Presidente Associazione “Amici di Spoleto” Loreto Luchetti, Presidente Associazione Culturale “Il Borgo” Silvio De Angelis.