Centro sociale Centro storico, in piazza per chiedere una sede

Centro sociale Centro storico, in piazza per chiedere una sede

Redazione

Centro sociale Centro storico, in piazza per chiedere una sede

Dom, 01/05/2022 - 11:30

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Manifestazione di protesta in centro. Dopo 40 anni attività a rischio chiusura

Dal 1983 siamo attivi a Foligno e ora rischiamo la chiusura“. Il centro sociale “Centro storico” sabato mattina ha invaso piazza della Repubblica per rivendicare l’assegnazione di una sede per la propria attività. Da sempre in via Oberdan, ora quei locali devono essere lasciati, per consentire l’ampliamento dell’Università.

La richiesta

Ora l’Università chiede spazio – ha detto il presidente Pietro Mercuri – Bene che l’Ateneo si allarghi e che metta radici nella nostra città, ma il Comune deve trovarci un’alternativa per consentire il prosieguo delle nostre iniziative di carattere sociale“. Il centro sociale ha bisogno di un ufficio, con un paio di scrivanie e di un salone di 150 metri quadrati, dove svolgere attività fisica e il ballo.

Lo spostamento al Dopolavoro ferroviario

“I nostri associati aspettano la domenica per incontrarsi – dicono Mercuri e Gianni Puccia, il vicepresidente – perché a Foligno c’è un vero problema di solitudine. Grazie alle nostre animazioni si sono formate addirittura 15 coppie“. Il Centro sociale critica la mancata risposta ad una richiesta di incontro nei confronti del Comune. Dal 1° maggio il Centro sociale avvia le attività di ballo al Dopolavoro ferroviario.

La proposta

Presenti anche esponenti politici del Partito democratico, di Impegno civile e di Patto X Foligno. “Foligno non può permettere che il centro sociale di via Oberdan, se deve cedere gli spazi attuali alle esigenze dell’Università, non possa più prendersi cura del cuore di tanti iscritti – ha scritto la consigliera Pd Rita Barbetti sui social – Si deve trovare una soluzione: magari prevedere un contributo per affittare una volta a settimana uno spazio grande in centro, accessibile a tutti, per le altre esigenze basta un luogo più piccolo, in uno dei palazzi comunali. Sarebbe stato opportuno inserire in uno dei progetti di rigenerazione urbana, finanziati con fondi europei, una sede per chi alla propria città sicuramente ha dato molto

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