Castello di Petroro torna in affitto, 32.500 euro per il primo anno - Tuttoggi

Castello di Petroro torna in affitto, 32.500 euro per il primo anno

Sara Fratepietro

Castello di Petroro torna in affitto, 32.500 euro per il primo anno

Dopo l'arresto dell'"arcivescovo Max", il complesso immobiliare è tornato a disposizione dell'Etab. Bando di affitto per 18 anni, ecco i dettagli
Ven, 01/03/2019 - 07:48

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Castello di Petroro torna in affitto, 32.500 euro per il primo anno

Dopo l’arresto dell'”arcivescovo Max di Montecristo of Strichen, XVII Barone di Strichen” (al secolo Massimiliano Muzzi), avvenuto a maggio dello scorso anno, si cercano nuovi gestori per il castello di Petroro. Il complesso immobiliare di proprietà dell’Ente La Consolazione Ente Tuderte di Assistenza e Beneficenza (Etab), infatti, è tornato vuoto dopo le vicende giudiziarie che hanno portato alla revoca del contratto che era stato siglato nel 2016 (con durata ventennale) con l’associazione nazionale delle Arti guidata appunto da Muzzi.

Ed ora l’Etab ha pubblicato un nuovo bando per l’affitto del castello situato nella frazione di Todi.


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Il castello di Petroro, dopo lunghi lavori di restauro, durati 10 anni e conclusi nel 2014, era stato al centro di un bando di affitto, andato deserto. Tre anni fa, infine, era pervenuta all’Etab la proposta di locazione dell’associazione guidata da Massimiliano Muzzi, che aveva ribattezzato il castello col suggestivo appellativo di Abbazia ortodossa di San Martino, organizzandovi all’interno anche dei matrimoni secondo un rito ortodosso. Un’attività che era stata disconosciuta dalla Diocesi di Orvieto – Todi. Sull’attività dell’associazione erano scattati anche esposti negli ultimi anni, fin quando era arrivato il colpo di scena giudiziario: Muzzi era stato arrestato a maggio 2018 per truffa e riciclaggio, in un’operazione della Guardia di finanza di Roma che aveva visto la denuncia anche di altre 9 persone.

Sul castello di Petroro (con l’Etab estranea alle vicende giudiziarie e che anzi in passato aveva informato la Procura di Spoleto di segnalazioni anonime pervenute su Muzzi) è quindi sceso il silenzio. Ma l’ente di assistenza e beneficenza si è subito attivato per far sì che il complesso immobiliare – una volta rescisso il contratto con l’associazione in questione – possa avere una nuova gestione.

Ed ora l’ente La Consolazione, attraverso la presidente Claudia Orsini, informa di aver formalmente indetto “l’avviso per l’affidamento in locazione (per 18 anni) del complesso immobiliare, sito in Petroro, frazione del Comune di Todi, noto come ‘Castello di Petroro’“.

Il complesso, bene di particolare interesse storico e artistico ai sensi dell’art. 10 del codice dei beni culturali D.lgs 42/2004, – ricorda l’Etab – si compone di 5 corpi di fabbrica (altezza che va dai 7 metri ai 12 metri circa) che si sviluppano su più livelli disposti in modo da determinare al loro interno una piccola piazza. La superficie complessiva, destinata ad attività turistiche, ristorative e direzionali, raggiunge i 2.500 metri quadrati, con camere, appartamenti, ristorante e saloni polivalenti; completano la struttura un parcheggio e un’area verde circostante per oltre 2 ettari; al centro la deliziosa piazza, sulla quale protende un quinto corpo di fabbrica.

Il Castello, che risale al XIII secolo, è posto in collina ad una altitudine di 400 metri sul livello del mare ed è caratterizzato da un clima mite d’inverno e fresco d’estate.

Intorno al complesso l’Ente ha una proprietà di circa 350 ettari (complessivamente tra bosco e seminativi) attualmente in parte oggetto di affitto e in parte oggetto di contratto di coltivazione che si renderanno pertanto eventualmente disponibili in varie scadenze.
Il bando del Castello di Petroro è caratterizzato da elementi innovativi e qualificanti. Infatti è previsto un canone di affitto calmierato e modulato in modo crescente nei primi anni di contratto, a partire dagli appena 32.500 euro della prima annualità, così da facilitare l’avviamento dell’attività che vi si intende insediare e la pianificazione degli investimenti connessi.

Sostiene e promuove l’iniziativa di Etab per valorizzare il complesso anche il progetto “Valore Paese-Dimore” che è promosso dall’Agenzia del Demanio ed Anci, in collaborazione con il Ministro per la Coesione Territoriale, i Ministeri per i Beni e le Attività Culturali, dello Sviluppo Economico, il Turismo e lo Sport. A riprova del rilievo del Castello di Petroro c’è anche il suo inserimento in un ampio reportage pubblicato già negli anni passati dal “Sole 24 Ore” (“Non è un affare di Stato” di Francesco Prisco), nel quale il complesso immobiliare tuderte viene indicato tra quelli che, nell’immenso patrimonio di pregio di proprietà pubblica, sono inseriti nei piani di valorizzazione dell’Agenzia del Demanio.

“Si ritiene che il bando aperto – evidenzia l’avvocato Orsini – costituisca un’ottima opportunità per mettere a frutto i talenti e le ambizioni di giovani imprenditori che possono, al momento, profittare di una importante flessione del mercato immobiliare e così fruire di un bene di pregio a condizioni particolarmente vantaggiose”.

Il bando completo, maggiori informazioni e dettagli sono reperibili alla sezione “avvisi e bandi” del sito di ETAB al seguente link: http://www.etabtodi.it/Avvisi_e_Bandi.htm. Qui invece le note storiche: http://www.etabtodi.it/Castello_di_Petroro.htm

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