Caso Posterna, Comune (Video) “messa tutta, ora spetta a Procura di Firenze” | Attesa per cause civili - Tuttoggi.info

Caso Posterna, Comune (Video) “messa tutta, ora spetta a Procura di Firenze” | Attesa per cause civili

Carlo Ceraso

Caso Posterna, Comune (Video) “messa tutta, ora spetta a Procura di Firenze” | Attesa per cause civili

Mar, 14/04/2026 - 12:00

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Sul caso Posterna, meglio noto come “mostro delle mura”, sembra arrivare la parola “fine” su possibili salvataggi da parte della burocrazia (Comune in primis), stando almeno a quanto dichiarato dallo stesso Sindaco di Spoleto, Andrea Sisti, nel corso dell’ultimo Consiglio comunale, quello dell’approvazione del bilancio preventivo 2026 che tante polemiche ha suscitato.

Un intervento, quello del primo cittadino, che, nella lunga tornata di lavori consigliari, durata due giorni era sfuggito ai più ma che rischia di riaccendere antiche preoccupazioni – ormai si è superato il ventennio, da quando il Comune dette il via libera al progetto pubblico-privato con la realizzazione del parcheggio Posterna, iter finito sotto la lente degli inquirenti che, pur con sentenze diverse tra loro, alla fine decretarono il compendio come abusivo e la condanna di alcuni tecnici -, non solo per le trenta famiglie che acquistarono qui gli appartamenti ma anche per le stesse casse comunali se le cause civili intentate dovessero veder soccombere proprio il municipio.

Ad una precisa domanda, legata all’accontamento di circa 50.000 euro a fondi rischi per le vicende del  “mostro”, Sisti ha dichiarato testualmente: “…Il problema di quel complesso dal punto di vista urbanistico, oggi soluzioni risolutive non ne abbiamo ed è in carico alla Procura di Firenze, ok, non riguarda l’amministrazione comunale, per essere chiari;  noi tutte le strade per poter sanare quell’immobile ce l’abbiamo messa tutta, il caso Milano ha determinato purtroppo un cambiamento, ormai diciamo soluzioni di condono, tra virgolette, non se ne verrà fuori mai, e quella è una struttura che all’attualità indubbiamente ha criticità non di tipo economico per quanto riguarda l’amministrazione”.

Dunque per la governance cittadina la palla tornerebbe alla Procura Generale della Corte d’Appello di Firenze che aveva emesso il decreto di abbattimento del compendio, ricevendo poi, più o meno cinque anni fa, delle proposte proprio dal Comune, tra cui quella di acquisire a patrimonio pubblico i due palazzi e cercare di salvare il salvabile.

Il ginepraio delle cause civili e il rischio del risarcimento

In attesa di capire se le dichiarazioni del sindaco potranno dare qualche impulso sul procedimento in capo alla Procura fiorentina, sono le cause civili a destare non poca preoccupazione per almeno tre fronti.

C’è quello dell’immobiliare, la “Madonna delle Grazie” srl,, che ha intentato una azione legale al Comune che aveva rilasciato il titolo edilizio e ai progettisti, che chiede circa 4 milioni di euro di danni (si attende l’esito dell’ultima udienza tenutasi venerdì scorso 9 aprile).

C’è poi il fronte dei trenta proprietari degli appartamenti acquistati con tanto di titolo di agibilità (quello della abitabilità non è stato mai rilasciato dal Comune in conseguenza delle varie inchieste) che richiedono 10 milioni di euro di danni al Comune e alla stessa società immobiliare che appaltò i lavori. Punto di forza dell’azione civile è che, risultando nullo il titolo abilitativo a costruire essendo stato riconosciuto l’abusivismo, sarebbero nulli anche gli atti di compravendita. Ironia della sorte, i proprietari-residenti continuano a pagare vari tipi di imposte puntualmente richieste (imu, tari, etc) sugli immobili.

C’è poi un terzo fronte, quello della collettività: una eventuale, ipotetica al momento, condanna del Comune a risarcire i proprietari comprometterebbe le casse comunali.

I proprietari dell’immobile Posterna denunciano di non aver mai ricevuto una richiesta di incontro dall’istituzione municipale, pur ritenendo che qualche ipotesi per risolvere la questione si sarebbe potuta e si potrebbe forse ancora fare, escludendo la sanatoria come già definitivamente stabilito dal Consiglio di Stato. “Ma senza dialogo e volontà di ritrovare tutte le parti intorno ad un tavolo, siamo costretti ad attendere solo i tempi della giustizia” dicono alcuni di loro

© Riproduzione riservata

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