Cascata della Marmore chiusa, il Comune corre ai ripari visti i tanti turisti

Cascata della Marmore chiusa, il Comune corre ai ripari visti i tanti turisti

Domani scade l’appalto per la gestione, sarà personale comunale volontario a tenere aperta la Cascata | Previste aperture non programmate di rilascio dell’acqua il 5 e il 6 gennaio

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Tanti turisti in questi giorni alla Cascata delle Marmore, proprio mentre domani è prevista la scadenza dell’appalto per la sua gestione e con il Comune di Terni che ha programmato delle aperte del flusso di acqua con la Erg ritenute insoddisfacenti dal Pd. Ma l’amministrazione corre ai ripari ed almeno per il momento ha trovato una soluzione dopo una riunione che si è tenuta questa mattina.

Le polemiche del Pd

“Sulla Cascata delle Marmore l’amministrazione Latini sta mettendo in campo un pasticcio che rischia di penalizzare tutto il sistema turistico ternano che sulla Cascata ha il suo fulcro. I tempi della gara in corso, peraltro per soli sei mesi di gestione, e il nuovo calendario di aperture per il 2019, rischiano di essere un combinato micidiale”. Lo evidenzia Francesco Filipponi (Pd).

“Tanti proclami sul turismo, sulla presunta svolta, – prosegue – la realtà è invece caratterizzata da una procedura di gara che doveva essere avviata prima e da un calendario che non tiene conto dei flussi turistici sia quelli del periodo natalizio che di quello estivo. Ne abbiamo avuto un assaggio il 1° gennaio con una apertura molto limitata che ha lasciato insoddisfatti tanti,  in quanto iniziare il nuovo anno con la visita alla Cascata è  un elemento consolidato dei circuiti turistici. Rischiamo un’altra brutta figura per il giorno della Epifania, dove addirittura è prevista la chiusura. In merito al calendario inerente il rilascio delle acque il gruppo consigliare del Partito Democratico intende sottolineare gravi criticità. Nel mese di gennaio non sono previste né date, né orari di rilascio. E questo è veramente singolare, non vorremmo che su questa decisione abbia influito il fatto che nel mese di gennaio sono in corso le procedure di affidamento per la gestione. A tal proposito annotiamo un’altra singolarità: la gara per la procedura Mepa è stata pubblicata il 13 dicembre e successivamente è stato modificato il disciplinare degli orari per il rilascio dell’acqua. In sostanza sono cambiate in corso le condizioni di gara.  Altra discrasia è che a luglio, durante la settimana la Cascata chiude alle 19, mentre ad agosto, quando il flusso turistico è maggiore chiude alle 18. Nei mesi di aprile maggio e giugno il sabato e la domenica chiude alle 18 per riaprire alle 21. Sono i mesi dove ci sono ponti e le giornate sono le più lunghe dell’anno e andrebbe tenuta aperta almeno fino alle 19. Anche l’apertura ininterrotta prevista per il 1 maggio e il 15 e 16 agosto toglie ore ad altri periodi dell’anno e non incentiva la permanenza nelle strutture ricettive e ristoranti della zona la gente vede la Cascata e parte. Presenteremo alla ripresa dei lavori del consiglio una interrogazione, per sapere, tra l’altro, se ci sia stata condivisione con gli operatori turistici e chi abbia portato avanti il confronto con Erg”.

Comune corre ai ripari, Giuli “Non strumentalizzare fase delicata”

L’amministrazione comunale ha però già trovato una soluzione.  A seguito di una riunione appositamente convocata e che si è svolta nell’Ufficio aree di pregio del Comune mercoledì mattina 2 gennaio, alla presenza, tra gli altri del vicesindaco e assessore al Turismo, Andrea Giuli, e del responsabile unico del procedimento Federico Nannurelli, infatti, si è deciso, dato l’inaspettato flusso turistico di questi primi giorni di gennaio presso la Cascata delle Marmore, di ricorrere ad un’altra apertura non prevista del rilascio dell’acqua per i giorni del 5 e 6 gennaio prossimi, dalle ore 12 alle 13 e dalle 15 alle 16. Il parco (ovvero i due belvedere e la specola, ad esclusione dell’area escursionistica e del belvedere Pennarossa) sarà aperto dalle 11.30 alle 16.30 degli stessi giorni.

“In questi giorni – spiega il vicesindaco e assessore a cultura e turismo Andrea Giuli – l’apertura stessa sarà gestita di fatto in “house”, grazie al personale comunale volontario e ricorrendo agli straordinari. Grazie anche alla disponibilità di Erg, il calendario del mese di gennaio 2019 (prima a zero ore, in virtù dello storico flusso turistico assai basso e della fase di transizione legata al nuovo bando di gestione della struttura) verrà di fatto modificato. Sono infatti previste, sempre in gestione diretta, le aperture di un’ora (12-13) per le domeniche 13, 20, 27 gennaio 2019. Ricordiamo, infine, che fino allo scorso anno la Cascata era aperta solo il sabato e domenica nel mese di gennaio per due ore al giorno. Invitiamo tutti – conclude Giuli – a non strumentalizzare oltremodo la vicenda in questa fase delicata e ringraziamo sia l’azienda che il personale del Comune per la disponibilità“.

Gentiletti: “Volontari possono sostituire professionisti?”

Ad intervenire sulla questione Cascata è stato nelle ultime anche il capogruppo di Senso Civico Alessandro Gentiletti: “Il sindaco e la sua amministrazione intervengano immediatamente e senza esitazione per garantire la continuità di funzionamento della Cascata delle Marmore fin quando non sarà completata la procedura di assegnazione del nuovo bando, in ordine alla quale ancora attende risposta l’interrogazione urgente che ho depositato il 20 dicembre e che è stata sottoscritta anche da PD, Terni Immagina e M5S. Il territorio e i professionisti che ci lavorano lo meritano. La città lo pretende”. 

E poco fa arriva anche il commento alle ultime decisioni prese dal Comune di Terni: “Una notizia buona e una folle. La notizia buona è che l’amministrazione comunale ha accolto l’invito a fare dietrofront sulla chiusura della Cascata delle Marmore a gennaio, decidendo così per l’apertura. Il motivo ufficiale: ‘inaspettati flussi turistici’. La notizia folle invece è che hanno deciso che il servizio sarà gestito ‘in house’, ovvero ci dovranno pensare i dipendenti del Comune ricorrendo agli straordinari (bloccati) e volontari (come fosse beneficenza e non un lavoro). L’unica cosa che sembra di capire è che l’acqua, per ora, non bisognerà portarsela da casa. La domanda è: se il Comune può gestire davvero ‘in house’ la Cascata perché è in corso una procedura di bando? Davvero si pensa che dei professionisti possano essere sostituiti in meno di 24 ore con dei volontari?“.

(modificato alle 17.20)

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