Caro energia, allarme per quattro comparti: rischio cassa integrazione

Caro energia, allarme per quattro comparti: rischio cassa integrazione

Redazione

Caro energia, allarme per quattro comparti: rischio cassa integrazione

Ven, 29/07/2022 - 16:39

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Confindustria Umbria e sindacati: in autunno a rischio le produzioni in siderurgia, chimica, ceramica, cartotecnica

Caro energia, allarme per quattro comparti in Umbria. Con il rischio concreto di dover ricorrere alla cassa integrazione. Siderurgia, chimica, ceramica, cartotecnica, potrebbero valutare l’ipotesi di fermare la produzione, pur in presenza di un apprezzabile portafoglio di ordinativi. Settori ad alto consumo energetico, dove con questo conto per i consumi di energia produrre diventa spesso una rimessa.

A lanciare l’allarme è Confindustria Umbria, ma anche i sindacati, consapevoli che in autunno la situazione potrebbe determinare pesanti conseguenze sui livelli occupazionali.

Il tema è stato oggetto di un confronto, al quale hanno partecipato per Confindustria Umbria il presidente Vincenzo Briziarelli e il direttore generale Simone Cascioli e per Cgil, Cisl e Uil i segretari regionali Andrea Farinelli, Maurizio Molinari e Angelo Manzotti. Unanime la posizione sull’esigenza di operare congiuntamente anche coinvolgendo le istituzioni regionali.

In autunno si teme una nuova emergenza per il gas

“Crediamo – ha sottolineato il presidente Briziarelli – che possa rappresentare un’ipotesi praticabile l’attivazione di un Tavolo regionale sul tema dell’energia che coinvolga direttamente anche la presidente Tesei e l’assessore allo Sviluppo economico Fioroni con l’obiettivo di portare l’emergenza energetica regionale all’attenzione delle istituzioni nazionali. Nei prossimi mesi – ha aggiunto Briziarelli – la situazione potrebbe peggiorare, perché sui costi dell’energia non si prevede a breve una discesa dei prezzi, con l’aggravante che in autunno e in inverno il consumo di gas andrà ad aumentare. Anche per questo, oltra a chiedere che sia fissato un tetto al prezzo del gas, vorremmo che potesse essere valutata la possibilità di aprire corridoi di emergenza anche per il gas, così come è stato fatto per l’esportazione di grano dall’Ucraina con il fine di gestire sia l’emergenza legata al fabbisogno alimentare che mitigare i problemi di natura economica e sociale”.

Confindustria Umbria: serve un tavolo tecnico regionale

Confindustria Umbria ribadisce la necessità di un tavolo tecnico regionale che coinvolga, al di là dell’appartenenza politica, le parti sociali ed economiche. “Confidiamo – ha concluso Briziarelli – che le istituzioni regionali dimostreranno anche in questa occasione la sensibilità già manifesta su queste tematiche”. 

I sindacati: anche la Regione deve fare la sua parte

“È stato un primo incontro – il commento dei sindacati – utile a cercare soluzioni comuni per i lavoratori e per le imprese in grado di tamponare un ulteriore aggravamento della situazione che, da quanto ci riportano le nostre categorie e le stesse imprese, è purtroppo alle porte con la nuova impennata dei costi energetici. Da questo punto di vista il confronto tra Cgil, Cisl e Uil nazionali ed il Governo ha prodotto un primo risultato, ma occorre rafforzare gli interventi contro il caro-energia anche attraverso un’ulteriore tassazione degli extraprofitti delle imprese energetiche, delle multinazionali della logistica e dell’economia digitale. Accanto a questo – aggiungono i sindacati – anche la Regione Umbria dovrebbe fare la sua parte, per questo chiediamo la convocazione di un tavolo con le parti sociali dove portare le istanze di lavoratrici e lavoratori dell’Umbria”. 

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