Un mix delle tendenze della grafica di ieri e di oggi, con in primo piano i simboli dell’Arma dei carabinieri per raccontare mese dopo mese il significato e il modo di operare e anche di intendere l’appartenenza all’Arma stessa. E’ il Calendario Storico 2017 presentato questa mattina, anche a Perugia dal colonnello Cosimo Fiore (comandante provinciale), dopo la presentazione di Roma. “I bilanci sono pericolosi si rischia l’autoreferenzialità, ma bisogna essere ottimisti. Io lascio una città migliore di quella che è stata trovata, ma tanto c’è ancora da fare, l’importante è l’impegno. Il terremoto ha dimostrato ancora una volta l’importanza della capillarità” dei carabinieri, ha detto Fiore a margine della conferenza stampa, “unico presidio dello Stato in alcuni territori colpiti dal sisma. Da subito dopo pochi minuti i carabinieri hanno soccorso la popolazione”.
L’ufficiale, che nei prossimi giorni prenderà servizio a Roma, parlando della sua esperienza a Perugia, ha tratteggiato un bilancio positivo e riguardo al calendario, Fiore ha spiegato che in copertina sono raffigurati due militari, uno col berretto moderno e l’altro con l’uniforme storica, a dimostrazione che l’esperienza del passato ci aiuta ad affrontare le sfide del futuro. Il calendario 2017 è caratterizzato dalla presenza di simboli, essenza dei nostri valori e delle nostre tradizioni, ha sottolineato Fiore. I simboli – ha concluso Fiore – accompagnano l”Arma dal 1814 fino ad oggi, nella nostra esperienza di fedeltà che dura ormai da oltre due secoli”.
Nato nel 1928, dopo l’interruzione post-bellica dal 1945 al 1949 il Calendario tornò a vivere nel 1950 e da allora è stato puntuale interprete, con le sue tavole, delle vicende dei carabinieri e della stessa storia d’Italia. E’ divenuto ormai un cult, quest’anno e’ stato tirato in un milione 300mila copie, di cui quasi 10mila in altre lingue (inglese, francese, spagnolo, tedesco e arabo), indice dell’attenzione per un prodotto editoriale apprezzato e presente in più ambiti (dalle case agli uffici). E’ un cammino attraverso l’arte grafica si è evoluta nel tempo, a partire dall’anno di fondazione dei carabinieri, il 1814. L’immagine della prima di copertina mostra i contorni dei volti vicini di due carabinieri – l’uno nell’uniforme solenne e l’altro in quella ordinaria – e sullo sfondo i tetti di edifici e case di una citta’ anonima, a rappresentare – è stato sottolineato – l’amicizia, il vegliare sulla tutela e sicurezza di tutti, ovunque sia, dal piccolo al grande centro urbano. La seconda e la terza di copertina sono due enormi lettere C, quelle che caratterizzano la sigla dei carabinieri, lettere in carattere Bodoni con all’interno dell’una riflessioni di Dorfles e Daverio e all’interno dell’altra l’intervento del generale Del Sette che spiega per l’appunto come i simboli siano “rappresentazioni estetiche” del significato del’Arma. E quindi ecco la carabina (da cui l’Arma prende il nome d’origine), l’elmo dei corazzieri, la daga, l’alamaro, la bandoliera, la giberna, la banda rossa dei pantaloni dell’uniforme, la fiamma, il pennacchio rossoblu, il mantello, la lucerna, il basco (le diverse colorazioni richiamano i reparti che l’indossano, ultimo arrivato il verde del Cfs che dal primo gennaio sara’ parte dell’Arma). Per chiudere con la saetta e il numero di emergenza 112 e, mese di dicembre, il polso di un carabiniere il cui orologio dice cos’e’ l’Arma, cioè tute le sue articolazioni operative. Nella tavola finale, in carattere Helvetica (il più diffuso al mondo), ecco una sorta di scala i cui gradini rappresentano virù e qualità dei carabinieri: e quindi, dal basso verso l’alto, ecco indicate etica, onore, integrità, rispetto, competenza, impegno, efficienza, coesione, serenità, tradizione, fedeltà e fede. Quanto all’Agenda 2017, e’ in un formato moderno e funzionale e con l’inserto dedicato alla “Musica nell’Arma”, con un dettagliato excursus storico sui complessi musicali dell’Arma, dalla mitica Banda alle varie Fanfare.