di Raoul Tiberti (*)
La cosa che salta agli occhi girando per le vie del centro storico di Foligno è il gran numero di negozi vuoti in vendita o in affitto, questo potrebbe imputarsi alla crisi , ma è la risposta più comoda per scaricare ad altri le responsabilità di una gestione scellerata e irresponsabile delle varie giunte comunali che si sono succedute dal terremoto del 1997 ad oggi.
La mole di denaro che è arrivata è stata enorme e se impiegata bene poteva essere un opportunità unica per lo sviluppo economico della città , ma che per incapacità o peggio per volontà non è stata sfruttata in maniera adeguata.
Ad aggravare questa già difficile situazione è la ripavimentazione decisa dal comune e gestita senza tenere minimamente conto delle esigenze degli operatori economici del centro, inducendoli , in questo marasma di informazioni allarmiste, imprecise e frammentarie, e con continui cambiamenti arbitrari, ad abbandonare il centro .
Questo sta determinando la desertificazione del centro storico ed il suo impoverimento.
Ci piacerebbe sapere dall' amministrazione qual è il progetto che faccia rinascere la città di Foligno e cosa pensa di fare per il centro storico, quali incentivi dare per far tornare attività e gente nel cuore di Foligno? Il rischio è quello di avere una città fantasma bella e vuota o peggio ancora una città di stranieri a cui vengono assegnate case storiche ristrutturate a spese dei contribuenti.
Già in passato sono state proposte soluzioni e rimedi da parte di imprenditori ed illustri esponenti delle associazione di categoria per far rinascere il centro storico come ad esempio portare gli studenti universitari di Perugia a dormire a Foligno visto il gran numero di case vuote disponibili , semplicemente facendo un accordo con società di trasporto per un collegamento veloce.
Questo permetterebbe di innescare una serie di reazioni e la creazione di tantissime iniziative da far diventare Foligno un meraviglioso mercato all' aperto ridando prestigio ad una città che in passato era il punto di riferimento del commercio umbro.
La sensazione però è che chi ci governa non abbia nessuna intenzione di fare tutto questo perché una città viva e un cittadino indipendente non può essere politicamente controllato e gestito nel momento del voto.
A questo punto c'è da chiedersi se è veramente incapacità di gestione quella manifestata dalle giunte comunali fin qui avute, compresa quella attuale, o un piano ben architettato che subdolamente è riuscito fin qui a far mantenere il controllo ed il potere?
(*) “Cambiare Foligno”